Uno studio condotto in India ha osservato che sostituendo i fertilizzanti chimici con quelli organici, le verdure riacquistano i nutrienti persi in decenni di agricoltura intensiva.
Il daikon è considerato un bruciagrassi naturale, in grado di agire su parti diverse del corpo a seconda che venga mangiato fresco o secco: come si usa.
Il daikon è un ortaggio di origine asiatica che da alcuni anni viene prodotto anche in Europa, Italia compresa. Il suo aspetto ricorda quello di una grossa carota bianca; in realtà si tratta di una radice appartenente alla stessa famiglia di verze e cavoli, le Brassicaceae, con le foglie simile a quelle delle rape.
Oltre ad essere ricco di minerali come calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, e di vitamina C, vitamine del gruppo B e fibre, il daikon aiuta a bruciare i grassi grazie alla sua capacità di metabolizzarli. Non a caso in Giappone viene servito in abbinamento alle tempure e ai fritti in genere. Ha virtù disintossicanti, antigonfiore, diuretiche e drenanti, per questo è consigliato a chi desidera combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Agisce come mucolitico e quindi è utile in caso di tosse e raffreddore. Infine fornisce pochissime calorie: 15 ogni 100 grammi.
Il daikon fresco agisce sui grassi superficiali, quelli visibili. Si può comprare abbastanza facilmente nei negozi di alimenti naturali e nei supermercati più forniti. Il suo sapore ricorda molto quello del ravanello. La sommità della radice è dolce e adatta ad essere mangiata cruda, grattugiata o a scaglie; la parte bassa ha un sapore più intenso e piccante il che rende preferibile cuocerla a vapore e poi farla saltare in padella. La radice è gustosa anche cotta al forno, da sola o con altre verdure, e condita con un buon olio extravergine d’oliva e con abbondanti erbe aromatiche. Può essere un ottimo contorno per i piatti di pesce e l’ingrediente sano e segreto nelle ricette di zuppe e minestre. Una volta acquistata, va conservata in un posto asciutto e fresco per un paio di settimane.
Lavora sui grassi profondi, quelli che nel tempo si depositano negli organi riducendone la funzionalità. La radice essiccata va fatta rinvenire in acqua tiepida prima dell’uso; si acquista nelle erboristerie e nei negozi di alimenti naturali e macrobiotici. In Giappone si ritiene che il daikon secco bruci soprattutto i grassi intorno al cuore e al fegato. Secondo una ricerca presentata al Canadian Cardiovascular Congress 2011, per capire se siamo “grassi dentro” è sufficiente misurare il girovita. In pratica gli studiosi hanno accertato che la circonferenza della vita, misurata con un semplice metro da sarto, dice molto di eventuali depositi di grasso viscerale e quindi di aterosclerosi. I valori-limite decretati dai ricercatori sono di 102 centimetri per gli uomini e 88 per le donne, anche se il consiglio è di restare al di sotto di tali soglie.
In commercio si trova anche sotto forma di “insalatini” quindi tagliato a julienne e poi fermentato con acidulato di umeboshi (condimento giapponese a base di prugne salate). La leggera fermentazione lattica riduce il sapore piccante e dona preziosi enzimi che favoriscono la digestione.
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