Auto elettriche, l’Europa punta all’autosufficienza nella produzione di batterie

Una transizione tecnologica come quella dal motore endotermico all’elettrico è un processo complesso. Se nel pieno del cambiamento arriva una pandemia e, legata ad essa, una crisi degli approvvigionamenti delle materie prime, la situazione è ancora più impegnativa. In estrema sintesi quella appena descritta è la fotografia del momento che sta attraversando l’industria automobilistica mondiale.

Una transizione tecnologica come quella dal motore endotermico all’elettrico è un processo complesso. Se nel pieno del cambiamento arriva una pandemia e, legata ad essa, una crisi degli approvvigionamenti delle materie prime, la situazione è ancora più impegnativa. In estrema sintesi quella appena descritta è la fotografia del momento che sta attraversando l’industria automobilistica mondiale. Anche per questo, grandi gruppi come Volkswagen si stanno muovendo per costruire un futuro alternativo. Osservatori ed economisti l’hanno più volte ribadito, oggi non basta progettare e sviluppare automobili elettriche all’avanguardia. Occorre mettere in atto un approccio a 360°, che comprenda fra le altre cose la produzione diretta delle batterie. A una condizione ormai imprescindibile, ossia che ogni processo tenga conto della sostenibilità ambientale ed economica.

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Mathias Miedreich (left), Thomas Schmall; Frank Blome, Jörg Teichmann (Volkswagen), and Ralph Kiessling (Umicore) © MoDo

Batterie, perché sono così cruciali per la mobilità

Le batterie sono il vero e proprio cuore di un’auto elettrica; dalla loro efficienza dipendono infatti fattori determinanti come autonomia e velocità di ricarica. Ma anche prestazioni, comfort e piacere di guida. Lo sforzo del Gruppo Volkswagen sta andando nella direzione di sviluppare tutte le conoscenze necessarie per progettarle e costruirle al suo interno. E proprio in quest’ottica ha stretto numerose alleanze strategiche, con Umicore, 24M Technologies e Vulcan Energy Resources, solo per citarne alcune.

Umicore, partnership
Gruppo Volkswagen ha stretto alleanze strategiche con Umicore, 24M Technologies e Vulcan Energy Resources © MoDo

Non solo: la crisi degli approvvigionamenti ha messo in evidenza che il modello della globalizzazione può tradursi in ritardi o addirittura sospensione della produzione. Per questo la tendenza è quella di provvedere al fabbisogno di batterie per la mobilità elettrica realizzandole internamente, in Europa, all’insegna di una maggiore indipendenza dai fornitori esterni, nel caso specifico dai produttori asiatici.

Approvvigionamento etico delle materie e circolarità le parole d’ordine

I materiali catodici sono fondamentali per gli impianti all’interno dei quali vengono prodotte le celle delle batterie. Va letto in questo quadro l’accordo fra Volkswagen AG e Umicore, azienda belga specializzata nella tecnologia dei materiali, che prevede la costituzione di una joint venture per l’approvvigionamento etico e sostenibile (dal punto di vista ambientale ed economico) delle materie necessarie alla costruzione delle batterie. L’intenzione è aumentare gradualmente la capacità produttiva della joint venture, a partire dal 2025 con la gigafactory di Salzgitter, per cui è prevista una capacità iniziale di 20 GWh all’anno. L’obiettivo finale, invece, è raggiungere una capacità produttiva annua pari a fino 160 GWh entro il 2030, ovvero ciò che serve per alimentare circa 2,2 milioni di veicoli 100 per cento elettrici.

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L’accordo fra Volkswagen AG e Umicore prevede la costituzione di una joint venture per l’approvvigionamento etico e sostenibile delle materie necessarie alla costruzione delle batterie © MoDo

Traguardi ambiziosi e ancora da raggiungere. Ma i manager tedeschi stanno già guardando oltre: Volkswagen AG e Umicore valuteranno la possibilità di integrare nella joint venture attività legate al riciclo e alla raffinazione delle celle. L’obiettivo è creare una catena di approvvigionamento europea per le batterie.

In prima linea anche il MIT di Boston

24M Technologies è una start-up nata come spin off del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. L’obiettivo della partnership con il Gruppo Volkswagen è quello di industrializzare il processo semisolido (invece di quello di rivestimento a secco) per la realizzazione delle batterie. Il vantaggio di questa soluzione è la riduzione dei costi grazie all’eliminazione di alcuni passaggi e all’utilizzo di una minore quantità di materiale.

partnership per produzione interna
24M Technologies è una start-up nata come spin off del Mit © MoDo

Litio, si studiano alternative all’estrazione

L’attenzione del Gruppo Volkswagen si concentra anche sull’impatto dell’estrazione delle materie prime necessarie alla realizzazione delle batterie. Per questo ha stretto un accordo per la fornitura di litio carbon neutral dalla Vulcan Energy Resources, società tedesca detentrice di numerosi progetti e iniziative tese alla decarbonizzazione dei componenti destinati all’auto elettrica, come l’iniziativa Zero carbon lithium dedicata alle batterie.

Grazie a questo progetto sarà possibile ottenere il litio partendo da una cosiddetta salamoia geotermica nella Valle del Reno, in Germania. Tra i vantaggi, anche l’eliminazione dell’utilizzo di combustibili fossili durante tutte le fasi. Il contratto stretto fra il Gruppo Volkswagen e Vulcan Energy Resources, della durata di 5 anni, a partire dal 2026 renderà disponibile un quantitativo di litio sufficiente a sodisfare la produzione “in house” di celle per le batterie in Germania ed Europa.

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