Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Una capitale in piena espansione, sia a livello urbanistico che per numero di abitanti. Che ha deciso di diventare una città a zero emissioni di CO2 entro il 2035 e mitigare in questo modo il proprio impatto sui cambiamenti climatici. Un percorso a tappe quello di Helsinki, la capitale della Finlandia, che prevede di toccare
Una capitale in piena espansione, sia a livello urbanistico che per numero di abitanti. Che ha deciso di diventare una città a zero emissioni di CO2 entro il 2035 e mitigare in questo modo il proprio impatto sui cambiamenti climatici. Un percorso a tappe quello di Helsinki, la capitale della Finlandia, che prevede di toccare i tre settori maggiormente responsabili delle emissioni: quello dei trasporti, della generazione di elettricità e soprattutto della produzione di riscaldamento. Ciò significa che la CO2 dovrà essere ridotta del 40 per cento entro il 2030 e dell’80 per cento entro il 2035, compensando il restante 20 per cento.
Nevica abbondantemente, nonostante sia quasi primavera. Ma qua siamo nella capitale europea più a Nord, e il bel tempo è ancora lontano. “Vogliamo diventare una città modello per quanto riguarda le politiche climatiche, il che significa trasformare la città in modo che anche i cittadini possano essere rispettosi del clima”, spiega Mira Jarkko, del dipartimento per l’urbanistica e l’ambiente della città. È il riscaldamento il settore che pesa di più nel computo totale delle emissioni di CO2 della città. “La maggior parte delle nostre emissioni proviene dal riscaldamento delle abitazioni e degli edifici. Non dall’industria o dalla città in sé”, continua l’esponente dell’amministrazione pubblica. “Il riscaldamento oggi produce più della metà delle emissioni. È la che dovremo lavorare, insieme alle compagnie energetiche e i cittadini”.
Secondo l’esperta climatica le emissioni degli edifici potrebbero essere ridotte dell’80 per cento puntando sulla ristrutturazione dell’esistente e sull’efficienza energetica dei nuovi quartieri residenziali, che stanno sorgendo in tutta la città. Lo si nota camminando per le vie del nuovo quartiere Kalasatama: un cantiere a cielo aperto dove sta sorgendo un’ampia zona residenziale ad alte prestazioni con domotica, contatori intelligenti in tutti gli appartamenti e l’integrazione di fonti di energia rinnovabile e una rete di ricarica per la mobilità elettrica. Qui la giovane azienda di programmazione e gestione software Nukka doterà gli edifici di una piattaforma software capace di gestire i consumi elettrici, di ottimizzare la rete di teleriscaldamento e di raffreddamento, tutto tramite lo scambio in tempo reale di dati gestiti dall‘IoT (Internet of Things). In questo modo gli edifici diventano “intelligenti” ed è possibile gestire i flussi energetici, riducendo consumi e sprechi. E di conseguenza le emissioni.
Oggi Helsinki possiede il sistema di teleriscaldamento più grande ed efficiente al mondo, gestito dall’utility Helen, che serve il 90 per cento della città con riscaldamento e raffrescamento. “Abbiamo bisogno di molto calore e di soluzioni pratiche”, spiega Tuomas Ojanpera, direttore vendite dell’azienda, mentre ci accompagna attraverso le enormi stanze della centrale termica di Katri Vala, scavate nel granito. “Consideriamo gli edifici come dei grandi centri di produzione virtuale”. Una sorta di grandi collettori di calore che comunicano con l’intera rete sotterranea. Il calore in eccesso viene infatti recuperato, stoccato a decine di metri sotto il livello del mare e usato nelle pompe di calore per produrre il raffrescamento necessario per gli edifici. Un sistema estremamente efficiente ma alimentato ancora oggi per oltre la metà a carbone. Per raggiungere la neutralità per quanto riguarda le emissioni di CO2, la città dovrà quindi rinunciare alle fossili e puntare su biomassa e altre risorse rinnovabili, soprattutto dopo la recente approvazione da parte del parlamento di un piano per vietare l’uso del carbone entro il 2029.
Oggi un quinto delle emissioni della città proviene dal traffico. L’obiettivo è di ridurre le emissioni del 69 per cento rispetto ai livelli del 2005. Come? “Stiamo valutando l’elettrificazione di tutta la mobilità, usando elettricità che dovrà essere almeno per la metà prodotta da fonti rinnovabili come il solare”, spiega Mira Jarkko. L’azienda di trasporto pubblico locale Hsl ha già acquistato 30 nuovi autobus elettrici, mentre l’obiettivo è di avere il 30 per cento della flotta elettrica entro il 2025. La città sta inoltre testando nuove forme di mobilità, come gli autobus elettrici a guida autonoma, che rappresenteranno un’alternativa per il cosiddetto “ultimo miglio”. Una sfida quella di Helsinki che potrebbe fare di questa città un laboratorio permanente per le metropoli del futuro.
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