La “natura”, questa sconosciuta

Il 28 luglio si celebra la Giornata mondiale per la conservazione della natura. Un’occasione per ricordarci che anche noi facciamo parte del mondo naturale.

  • Le gravi alterazioni degli ecosistemi e la perdita di biodiversità in atto, come ha messo in luce la pandemia di Covid-19, si ripercuotono direttamente sulla nostra salute.
  • Per sottolineare l’importanza di proteggere flora, fauna, suolo, aria ed acqua, è stata istituita la Giornata mondiale per la conservazione della natura.

Siamo talmente abituati a pensare agli esseri umani e alla natura come a entità separate che sembriamo quasi aver dimenticato di far parte del mondo naturale. Eppure, anche noi siamo animali e popoliamo questo pianeta insieme alle altre specie. Fino a pochi decenni fa predominava la concezione tradizionale dell’uomo che, signore della Terra e di tutte le creature, può disporre a suo piacimento delle risorse naturali, ma Darwin ha ribaltato questa credenza.

Natura
Charles Darwin ha rivoluzionato il rapporto fra l’uomo e le altre specie © Peter Macdiarmid/Getty Images

Addirittura, in alcune lingue non esiste la parola “natura” perché non dovrebbe trattarsi di qualcosa di astratto, di qualcosa di “alieno”. Le gravi alterazioni degli ecosistemi e la perdita di biodiversità in atto, come ha messo in luce la pandemia di Covid-19, si ripercuotono direttamente sulla nostra salute.

L’illusione di un’umanità che possa esistere separatamente dal resto della natura ha condotto a crisi ambientali gravissime, come i cambiamenti climatici o lo stesso declino della biodiversità.

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Lo scheletro dell’ultimo albero rimasto di una foresta convertita a piantagione © Daniel Beltrá/Greenpeace

La Giornata mondiale per la conservazione della natura

Attualmente, secondo molti esperti, è in corso la sesta estinzione di massa nella storia della Terra: le specie minacciate ammontano a un milione e il tasso di estinzione è mille volte superiore a quello naturale. A rischio non sono soltanto leoni, tigri ed elefanti: anche il 40 per cento delle varietà di insetti, tra cui molti impollinatori, è sottoposto a drastici tassi di declino. Senza contare gli alberi, che stanno soccombendo a causa di siccità e deforestazione. Per sottolineare l’importanza di proteggere flora, fauna, suolo, aria ed acqua, è stata istituita la Giornata mondiale per la conservazione della natura. Il Wwf (World wide fund for nature) se ne occupa dal 1961 e attualmente lavora in oltre cento paesi.

Restituire spazio alla natura, tutelare la biodiversità, ripensare le attività economiche in chiave sostenibile, sono i mattoni fondamentali sui quali costruire una società nuova.

Luciano Di Tizio, presidente Wwf

La tutela del patrimonio ambientale in Italia e in Europa

Le azioni volte a proteggere il patrimonio ambientale hanno assunto un’importanza crescente negli anni, con l’obiettivo di perseguire uno sviluppo sostenibile basato sull’uso razionale delle risorse naturali e sul rispetto degli equilibri ecologici. In Italia l’entrata in vigore, nel 1991, della legge quadro sulle aree protette ha rappresentato una svolta nella politica nazionale di tutela del territorio, segnando un cambiamento culturale che ha permesso di procedere in modo organico alla salvaguardia degli ecosistemi. Nel 1992 la direttiva Habitat ha istituito in Europa la rete Natura 2000, un sistema coordinato e coerente di aree a elevato interesse naturalistico.

Una questione che riguarda l’intera popolazione globale

È importante, però, andare oltre i confini perché la natura è tutto ciò che ci sta intorno e ciascuno di noi ha un ruolo nella conservazione della varietà biologica presente sul Pianeta. Come abbiamo già sottolineato, anche l’uomo è membro di un sistema ecologico e, come tale, costituisce uno dei termini che possono influire sul suo equilibrio. Avendo espanso la propria area di distribuzione geografica praticamente su tutto il globo terrestre, la sua azione si riflette sull’insieme degli ecosistemi che popolano la Terra, cioè sull’intera biosfera.

Non a caso, Together possible è lo slogan che ispira e modella l’operato del Wwf, portando l’organizzazione a realizzare importanti partnership in tutto il mondo. Oggi fa parte di una grande coalizione globale che chiede ai leader politici di invertire la perdita di biodiversità entro il 2030: per riuscirci, serve un New deal ambizioso. In linea con le nuove norme costituzionali a tutela dell’ambiente, il Wwf chiede anche l’introduzione di un garante della natura che svolga funzioni regolatorie, di vigilanza e di risoluzione dei conflitti.

La natura può essere ripristinata solo mettendo le persone al centro del processo, perché ognuno di noi ha diritto a vivere in un ambiente sano.

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