Il progetto LifeGate PlasticLess approda in Laguna

Con l’appoggio di Volvo Car Italia, il progetto LifeGate PlasticLess per la riduzione delle plastiche nei mari italiani approda nella Laguna di Venezia dove a causa del delicato ecosistema il problema dei rifiuti è diventato emergenza.

Il progetto PlasticLess, dopo aver coinvolto numerose località costiere italiane, fra le più recenti  quelle di Varazze e Cattolica, nel riminese, approda sull’isola della Certosa, nel cuore della Laguna di Venezia, dove il problema delle plastiche e dei rifiuti galleggianti (soprattutto cannucce, tappi di bottiglie ma anche mozziconi di sigaretta e contenitori di polistirolo) sta diventando una vera emergenza. Infatti, come ci ha spiegato nella nostra intervista Alberto Sonino, amministratore Venezia Certosa Marina, “quello della Laguna è un ecosistema unico, chiuso, dove gli effetti della marea amplificano ulteriormente il problema dei rifiuti e delle plastiche, specialmente dei periodi estivi”.

Isola della Certosa, da sito militare a smart island

Dall’autunno, grazie al supporto di Volvo Car Italia, e in collaborazione con Poralu Marine, un secondo Seabin (il primo è in azione da alcuni mesi nella zona cantieristica dell’isola), il cestino mangia-plastica è approdato sull’isola veneziana della Certosa, 24 ettari di terra nel cuore della Laguna di Venezia, segnata da vicende storiche alterne: dal Quattrocento, quando l’isola ospitò i padri Certosini a sito militare voluto da Napoleone, da stabilimento per la lavorazione degli esplosivi fino alla fine degli anni ’60 al lungo degrado durato fino alla metà degli anni Ottanta. Fino alla recente rinascita, con l’isola della Certosa che si prepara a diventare la prima smart island d’Italia, con interventi di rigenerazione urbana, di efficienza energetica con l’installazione di impianti fotovoltaici e mini-eolici e numerose iniziative che mirano alla riqualificazione dell’isola.

Il progetto LifeGate PlasticLess approda anche sull’isola della Certosa, dove è entrato in funzione il secondo Seabin grazie all’appoggio di Volvo Car Italia, dopo anni di abbandono è al centro di un importante piano di riqualificazione che ha come obiettivo il recupero sociale, ambientale ed economico dell’intera isola. © LifeGate
Il progetto LifeGate PlasticLess approda anche sull’isola della Certosa, dove è entrato in funzione il secondo Seabin grazie all’appoggio di Volvo Car Italia, dopo anni di abbandono è al centro di un importante piano di riqualificazione che ha come obiettivo il recupero sociale, ambientale ed economico dell’intera isola. © LifeGate

PlasticLess, la Laguna, le plastiche e l’effetto delle maree

Grazie alla collaborazione di Venezia Certosa Marina, dall’autunno un secondo dispositivo Seabin per la rimozione delle plastiche è entrato in funzione in Laguna, in grado di catturare oltre mezza tonnellata di rifiuti plastici l’anno, comprese le microplastiche. Un problema che proprio a Venezia, e nel suo delicato ecosistema, è stato a lungo sottovalutato ma che è ormai un’emergenza. Venezia è infatti una città complessa, dove il progetto PlasticLess può contribuire in una modalità ancor più particolare. Non si tratta infatti “solo” di agire sui comportamenti individuali, ma anche di far fronte all’elevato numero di contenitori di liquidi, frammenti di plastica e polistirolo, parti di imballaggi, mozziconi, pacchetti di sigarette e accendini, oltre ai sacchetti di immondizie che – causa anche l’effetto delle maree, che toglie i rifiuti dalla terra ferma e li riversa nella Laguna – in estate diventa una vera emergenza.

Un momento dell’intervista con Alberto Sonino (a destra nella foto), amministratore Venezia Certosa Marina, velista e grande appassionato di ambienti marini: “Nei periodi estivi, i più critici per il numero di rifiuti galleggianti, i due Seabin vanno svuotati anche una volta all’ora”, ci ha spiegato Sonino, confermando così l’efficacia dei dispositivi mangia-plastica. © LifeGate
Un momento dell’intervista con Alberto Sonino (a destra nella foto), amministratore Venezia Certosa Marina, velista e grande appassionato di ambienti marini: “Nei periodi estivi, i più critici per il numero di rifiuti galleggianti, i due Seabin vanno svuotati anche una volta all’ora”, ci ha spiegato Sonino, confermando così l’efficacia dei dispositivi mangia-plastica. © LifeGate

PlasticLess, 20 porti entro gennaio 2019

E con Venezia Certosa Marina si aggiunge un altro tassello al progetto LifeGate PlasticLess che, ad oggi, ha raggiunto quota nove Seabin installati in 8 porti. Ma entro gennaio 2019 l’obiettivo è installare i cestini mangia-plastica in 20 marina distribuiti sulle coste di tutta Italia, un risultato entusiasmante considerando che il progetto LifeGate PlasticLess è stato lanciato solo l’8 di giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani.
Al termine del periodo di osservazione previsto verranno comunicati i dati sul materiale raccolto da tutti i Seabin installati. Dai report comunicati dai porti di Liguria e Veneto emerge intanto che durante le recenti ondate di maltempo, i cestini si sono rivelati utilissimi per smaltire l’emergenza legata alla quantità inattesa di rifiuti causata delle mareggiate, catturando un’enorme quantità di detriti galleggianti. Le prime stime sulla raccolta parlano già del superamento del chilo e mezzo di rifiuti al giorno previsti, bel oltre dunque la mezza tonnellata all’anno stimata a inizio progetto. Intanto, il progetto LifeGate PlasticLess punta a ripulire tutti i mari italiani e per il 2019 la sfida sarà installare un Seabin in ogni porto italiano. E per raggiungere questo importante traguardo, si è aperta la partecipazione al progetto anche alle persone, che possono sostenere la pulizia dei mari dando un proprio contributo; in cambio riceveranno la borraccia PlasticLess, personalizzabile con il proprio nome. Per chi fosse interessato alle evoluzioni, tutti gli aggiornamenti del progetto sono disponibili qui. 

 

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