La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
Per migliorare la rappresentatività del paniere Istat, nel 2023 sono stati inseriti alcuni prodotti biologici, lo specchio di consumi sempre più attenti alla sostenibilità.
La frutta e la verdura biologiche entrano nel Paniere Istat 2023, lo strumento statistico che rileva le variazioni dei prezzi dei beni al consumo e dei servizi al fine di calcolare la misura dell’inflazione, ma che, al contempo, restituisce un quadro delle abitudini di spesa e dello stile di vita degli italiani e di come questi cambino nel tempo.
I prodotti biologici entrati nel paniere per migliorare la rappresentatività del paniere sono arance, mandarini, limoni, banane, mele, pere, pesche, kiwi, pomodori da insalata, melanzane, zucchine, peperoni, carote, cipolle. Oltre al bio, tra i prodotti a rilevazione tradizionale che rappresentano consumi consolidati, entrano nel paniere il tonno di pescata e i rombi di allevamento, l’uva senza semi, i cavoli romaneschi, i kiwi gialli o gold, l’insalata gentile o gentilina.
Con quasi nove famiglie italiane su dieci (89 per cento) che hanno acquistato almeno una volta prodotti biologici nell’ultimo anno – analisi Coldiretti su dati Nielsen – si conferma l’attenzione dei consumatori verso un’alimentazione sana e sostenibile. Il valore degli acquisti di prodotti biologici – rileva sempre Coldiretti – ha raggiunto la cifra di oltre 3,9 miliardi di euro, con la grande distribuzione a rappresentare il canale di vendita principale anche se a registrare il maggior incremento delle vendite (+5 per cento) sono i mercati contadini assieme ai Gas e ai piccoli negozi.
“L’agricoltura biologica rappresenta un metodo produttivo di importanza strategica per la transizione ecologica dei nostri territori”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini sottolineando che “i primati del biologico italiano contribuiscono a rendere la nostra agricoltura la più green d’Europa”.
Proprio per dare impulso e sostegno al settore, negli scorsi giorni il governo italiano ha conferito la delega per il biologico a Luigi D’Eramo, sottosegretario al ministero dell’Agricoltura. Nell’apprendere la notizia Federbio (Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica) si è detta disponibile a lavorare con il sottosegretario per far crescere il biologico sia sul fronte della produzione che dei consumi per raggiungere l’obiettivo ambizioso del 25 per cento di superficie agricola coltivata a biologico contenuto nel Piano strategico nazionale della Pac.
“L’Europa sta puntando fortemente sul biologico con le strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030 in attuazione del Green Deal e con il Piano d’Azione europeo per il biologico. L’Italia non può permettersi di perdere questa chance per incentivare lo sviluppo della bioagricoltura”, ha commentato Maria Grazia Mammuccini, presidente Federbio. “Dopo la storica approvazione della legge sul biologico, attesa oltre 15 anni, chiediamo ora che venga accelerata l’adozione del Piano d’Azione nazionale che metta in campo strategie e strumenti innovativi per favorire lo sviluppo del settore e cogliere tutte le opportunità che il biologico offre per la valorizzazione dei territori rurali, la ripresa economica e l’occupazione dei giovani”.
Anche per Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) è necessario rendere operativo al più presto il piano d’azione nazionale. In un incontro dei giorni scorsi tra il presidente di Aiab Giuseppe Romano e il sottosegretario D’Eramo è stato affrontato il tema della promozione del marchio biologico italiano “Made in Italy bio”, che può favorire la realizzazione di filiere di biologiche 100 per cento nazionali e al giusto prezzo; del sistema di assistenza tecnica (innovazione, ricerca, formazione degli agricoltori) per aumentare in quantità e qualità le produzioni e favorire la conversione al biologico e dell’attività di comunicazione e informazione ai cittadini sui valori ambientali dei prodotti biologici.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
Negli ultimi decenni la pesca della maggior parte delle popolazioni di tonno è passata da una pratica intensiva che ha messo a rischio le popolazioni ittiche a una gestione virtuosa che rispetta l’equilibrio dell’ecosistema. Grazie anche alla certificazione MSC.
Le parole sanno sempre arrivare dritte al cuore. Così quando parliamo di terreno o suolo fertile, parliamo di humus. E “humus” ha la radice di “umano”.
Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Secondo uno studio di alcune università italiane, l’accessibilità economica di una dieta sana in Italia non è omogenea nel tempo e nello spazio. Il costo può superare anche i 200 euro mensili.
Un rapporto sugli allevamenti in Lombardia svela come il sistema produttivo intensivo superi le capacità del territorio causando problemi alla salute delle persone, dell’ambiente e degli animali.
La campagna “Per la salute, le api e gli agricoltori” punta a impedire che vengano concesse autorizzazioni illimitate per i pesticidi. I cittadini europei possono firmare la petizione online.
Un test di Altroconsumo ha evidenziato come spesso i burger vegetali contengano additivi e sale in quantità elevate, rivelandosi cibi ultra-processati.
Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.

