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Nel quinto anniversario della Laudato si’, la sua enciclica dedicata all’ambiente, papa Francesco annuncia un intero anno per “ascoltare e rispondere al grido della Terra e dei poveri”.
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L’anno scorso aveva coinciso con il secondo sciopero globale per il clima, quest’anno, invece, l’anniversario della Laudato sì’ cade durante la pandemia di Covid-19.
Allora la coincidenza era stata l’occasione per il Vaticano di esprimere sostegno ai giovani impegnati a marciare e lottare per il clima; quest’anno è l’occasione per un annuncio epocale.
A darlo lo stesso papa Francesco, dopo la recita del Regina Coeli di domenica, che durante tutto il periodo di emergenza ha accompagnato i fedeli dalla Biblioteca Apostolica del Vaticano.
“Grazie all’iniziativa del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale”, ha detto il Papa, “ la ‘Settimana Laudato si’’, che abbiamo appena celebrato, sboccerà in un anno speciale di anniversario della Laudato si’, un anno speciale per riflettere sull’enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno.
Invito tutte le persone di buona volontà ad aderire, per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili”.
#25maggio il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale invita a promuovere iniziative “per rispondere al grido della #terra” e “al grido dei poveri” #LaudatoSi5 @VaticanIHDhttps://t.co/YHgT22Oa4S
— Vatican News (@vaticannews_it) May 25, 2020
Pubblicata da papa Francesco il 24 maggio 2015, l’enciclica sull’ambiente Laudato Si’ compie, dunque, cinque anni in un momento cruciale per il pianeta e l’umanità. Un momento che ci vede impegnati a lottare contro il riscaldamento globale e, insieme, anche contro un virus che in poco tempo ha fatto il giro del mondo. Nemici comuni, con un una radice comune: l’azione umana.
Non stupisce, dunque, che il pontefice, abbia deciso di proclamare proprio in questa occasione un anno speciale, che sarà dedicato alla cura del creato. A incoraggiare buone pratiche da portare avanti in questo anno speciale è stata redatta una lettera , firmata da monsignor Bruno-Marie Duffé, segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che invita a un “periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della casa comune”, “per riabituarci a pregare”, “per riflettere sui nostri stili di vita”, “per intraprendere azioni profetiche, invocando scelte coraggiose”. Tra gli esempi concreti proposti ci sono “una messa speciale o un pellegrinaggio a piedi, pratiche di sostenibilità o mobilitazioni per rispondere al grido della terra quanto al grido dei poveri, da attuare durante questo tempo speciale”.
Una decisione in perfetta sintonia con l’impegno costante del Papa, fedele portavoce del grido di sofferenza della Terra, dei più poveri e dei migranti. Tanto da coniare – proprio nella sua Laudato si’ – la definizione di ecologia integrale, riferendosi a un approccio verso la natura, che non prescinda mai dall’aspetto umano, sociale e culturale. Un approccio che è diventato il suo modus operandi in questi anni così delicati per gli equilibri ambientali e che il Papa ha portato avanti attraverso gesti concreti e simbolici, come quando lo abbiamo visto parlare di ambiente con Fidel Castro, regalare la sua enciclica a Donald Trump e convocare un sinodo a impatto zero per difendere il futuro dell’Amazzonia.
Per accompagnare questo anno speciale dedicato alla cura del pianeta, il Papa ha scritto una preghiera, che parla di “solidarietà creativa” e di “ricerca del bene comune”, invitando tutti a recitarla. Eccola:
Dio amorevole, Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono. Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori, affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono. Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili, specialmente i più poveri e i più vulnerabili. Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare le conseguenze di questa pandemia globale. Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti alla ricerca del bene comune. Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti interconnessi e interdipendenti. Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere al grido della terra e al grido dei poveri. Possano le sofferenze attuali essere i dolori del parto di un mondo più fraterno e sostenibile. Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice, ti preghiamo per Cristo Nostro Signore. Amen.
Durante questi mesi di epidemia, il Papa ha più volte sottolineato le responsabilità umane in questa crisi, che ha messo a nudo la nostra fragilità. Al tempo stesso Francesco ha sempre riconosciuto i sacrifici e incoraggiato gli sforzi di tanti, nel nome di una necessaria unità e dell’interdipendenza di tutti. “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, fragili e disorientati, ma importanti e necessari allo stesso tempo, chiamati a remare insieme e bisognosi di confrontarci a vicenda”, aveva detto in una piazza San Pietro deserta e surreale il 27 marzo. Un momento e un’immagine tra i più simbolici e suggestivi di questi mesi, destinati di certo a entrare nella Storia.
#24maggio #PapaFrancesco: un anno speciale dedicato alla Laudato si’ e alla cura della casa comune #LaudatoSi5
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— Vatican News (@vaticannews_it) May 24, 2020
Prima che il coronavirus mandasse all’aria tutti i piani, per questo quinto anniversario della Laudato si’, papa Francesco aveva organizzato una visita alla diocesi di Acerra, nella terra dei fuochi. Territori, questi, particolarmente colpiti dal degrado ambientale e dalla criminalità, che il Pontefice aveva sorvolato nel 2014 in occasione della sua visita a Caserta. Un viaggio solo rimandato, ha assicurato Bergoglio, che domenica ha inviato la sua benedizione a tutta la comunità diocesana “in attesa di incontrarci appena possibile”. Una promessa che, in questo momento, ha anche il sapore di speranza.
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