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Parma potrebbe diventare la prima città italiana a fregiarsi del titolo di capitale verde d’Europa. La città emiliana è candidata per il 2022.
Parma si candida a diventare capitale verde d’Europa nel 2022, un titolo che la Commissione europea riconosce ogni anno alla città europea con più di 100mila abitanti che si è distinta per il suo impegno per una qualità di vita elevata in ambiente urbano e che possa fungere anche come modello d’ispirazione per altre città.
Parma ha depositato un dossier di candidatura che poggia su quattro punti di forza per ottenere questo riconoscimento, “punti di forza già in corso di sviluppo e che quindi già fanno parte dei nostri strumenti di pianificazione” spiega a LifeGate l’assessore alle politiche ambientali del comune Tiziana Benassi. “Per candidarsi, infatti, sono necessarie strategie concrete, sulle quali già si è lavorato nei 5 anni precedenti il momento della candidatura e che abbiano concreti elementi di sviluppo per il futuro”.
La città emiliana punta su un governo del territorio che si è fatto più sostenibile negli ultimi anni, in cui le previsioni di cementificazione e consumo del suolo fanno posto al verde: “Abbiamo cambiato assegnazione a quattro milioni e mezzo di ettari prima edificabili – spiega Benassi – piantando 11mila piante autoctone”. Inoltre Parma ha puntato molto sul miglioramento della raccolta differenziata, balzando all’82 per cento grazie all’adozione della raccolta porta a porta a tariffazione puntuale, riducendo del 64 per cento il rifiuto non differenziabile.
Tra i punti di forza troviamo anche il corridoio verde lungo 11 chilometri alle porte della città, un vero e proprio parco alberato che protegge il centro città dal reticolo autostradale, puntando al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione dell’inquinamento acustico. E poi c’è la mobilità: la riduzione dell’uso dell’auto privata passa tramite incentivi al car sharing e al car pooling, grazie a un software che il comune sta sviluppando per proporre a 40mila automobilisti opzioni di condivisione dell’auto. A questi strumenti si aggiunge il rinnovamento del parco dei mezzi pubblici con uso esclusivo di filobus, metano e diesel Euro 6, oltre che di nuove piste ciclabili.
“Infine abbiamo adottato un piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima ambizioso”, termina l’assessore all’ambiente “attraverso il quale puntiamo a ridurre del 45 per cento le emissioni di CO2 entro il 2030 e diventare carbon neutral entro il 2050″.
Tra i parametri valutati dalla Commissione europea per determinare se una città sia meritevole o meno del titolo di European green capital, vengono considerati dodici criteri: il trasporto pubblico, le aree urbane verdi, la gestione dei rifiuti, la natura e la biodiversità, la qualità dell’aria, il consumo e la conservazione dell’acqua, il trattamento delle acquee reflue, l’eco-innovazione e l’impiego nel settore della sostenibilità, la gestione dell’ambiente da parte delle autorità locali e le prestazioni energetiche.
Leggi anche: 10 città europee che hanno scommesso sulla mobilità sostenibile
Per questo il riconoscimento costituisce un prezioso strumento di policy, replicabile negli ambienti urbani, e che finora ha riconosciuto lo sforzo ambientale di Stoccolma nel 2010, Amburgo nel 2011, Vitoria Gasteiz nel 2012, Nantes nel 2013, Copenaghen nel 2014, Bristol nel 2015, Lubiana nel 2016, Essen nel 2017, Nimega nel 2018, Oslo nel 2019 e Lisbona nel 2020. Il 2021 vedrà protagonista la cittadina finlandese di Lathi.
Non si conoscono al momento le altre candidate per il 2022, ma se la candidatura di Parma andasse a buon fine sarebbe la prima città italiana a fregiarsi del titolo di capitale verde d’Europa.
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