Un portale per combattere lo spreco alimentare e redistribuire risorse preziose: come funziona Regusto

La piattaforma Regusto permette alle imprese di donare le eccedenze, o venderle a prezzi simbolici, agli enti no profit in tutta Italia.

  • Dal campo al piatto, un terzo del cibo prodotto ogni anno va sprecato, con un enorme impatto sull’ambiente.
  • Ecco perché fra gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile c’è anche la riduzione delle perdite di cibo lungo tutta la filiera.
  • Regusto è la startup innovativa che connette in tempo reale domanda e offerta di cibo in eccedenza o in scadenza, secondo le logiche della prossimità e dell’economia circolare.
  • Tramite la piattaforma, le aziende mettono i prodotti invenduti a disposizione delle associazioni che li redistribuiscono alle persone più bisognose.

Stando alle stime della Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ogni anno circa un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Un problema di natura etica, sociale ed economica, ma anche ambientale. Insieme agli alimenti, infatti, vengono sperperate anche le risorse che sono state utilizzate per produrli: energia, risorse idriche, forza lavoro, territorio, combustibili. L’impatto sull’ambiente è stimato in 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emesse inutilmente nell’atmosfera e un consumo di acqua pari a 180 miliardi di metri cubi. Solo in Italia, tra perdite in campo e inefficienze nella catena dell’industria e della distribuzione, nel corso del 2022 la filiera agroalimentare  ha sprecato oltre 4 milioni di tonnellate di cibo (Fonte: Osservatorio Waste watcher international) per un valore di 9 miliardi di euro. Ecco perché fra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile c’è anche la riduzione delle perdite di cibo lungo tutta la filiera agroalimentare.

Un traguardo importante che richiede uno sforzo da parte di tutti, a ogni livello. Per aiutare le aziende di produzione e di distribuzione a essere più virtuose è nata Regusto, la startup che connette domanda e offerta di alimenti in eccedenza o in scadenza attraverso il marketing di prossimità, permettendo alle imprese di donare o vendere le merci a rischio spreco a enti no profit convenzionati in tutta Italia. Così, ai vantaggi ambientali ed economici si aggiungono anche quelli sociali.

Come funziona Regusto, l’app per rimettere in circolo le eccedenze alimentari e non

Nato nel 2020, Regusto è un brand della startup Recuperiamo srl, fondata nel 2016 da Marco Raspati e Paolo Rellini con l’obiettivo di creare soluzioni per ridurre gli sprechi e favorire il recupero di alimenti. Si tratta di un portale e un’app che, agendo secondo le logiche dell’economia circolare, permette alle imprese di donare o vendere a prezzi simbolici le eccedenze e i prodotti invenduti (alimentari e non) a enti non-profit che si occuperanno poi di distribuirli alle persone più bisognose. Introduce dunque un modello di food sharing for charity, letteralmente “condivisione del cibo per beneficienza”.

Il funzionamento è molto semplice: le aziende caricano gli articoli disponibili per la vendita o la donazione nelle apposite sezioni e le associazioni, che hanno a disposizione un portafoglio digitale, prenotano quelli a cui sono interessate. I prezzi delle merci sono espressi in crediti (ogni credito equivale a un euro) e la prenotazione avviene attraverso una moneta virtuale. Al momento della prenotazione, i due attori della transazione ricevono un’email con tutti i dettagli e gestiscono direttamente il pagamento.

Transazioni tracciate e trasparenti, impatti positivi misurabili

La piattaforma Regusto sfrutta la tecnologia blockchain che permette di salvare i dati relativi alle transazioni all’interno di un registro aperto e pubblico. Ogni singola donazione o compravendita viene dunque tracciata, in sicurezza e con la massima trasparenza. I documenti vengono digitalizzati in modo che le imprese possano accedere più facilmente agli sgravi fiscali previsti dalla legge sulla donazione di prodotti ed eccedenze per la riduzione dello spreco.

Attraverso algoritmi proprietari, inoltre, la startup innovativa calcola gli indici di impatto sociale e ambientale generati dal recupero di ogni stock di merce a rischio spreco, come i metri cubi di acqua risparmiata e i chili di anidride carbonica non emessi. Questi indici sono consultabili nella sezione statistiche e sono utilizzabili nei bilanci di sostenibilità o per attività di comunicazione legata alla responsabilità sociale d’impresa.

Il portale, elaborando i dati, genera anche dei token che vengono venduti ad aziende o privati. Ogni impact token corrisponde a due pasti equivalenti, un chilo di anidride carbonica evitata, 2 metri cubi di acqua risparmiata e 3 metri quadri di suolo risparmiato. Tutti i crediti venduti vengono raccolti in un registro consultabile e aperto al pubblico.

spreco alimentare
Il dimezzamento dello spreco alimentare entro il 2030 è uno degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda Onu © iStock

Uno strumento cinque volte sostenibile

Regusto dunque è uno strumento cinque volte sostenibile. Lo è per le aziende, perché aiuta a semplificare e tracciare le operazioni di donazione e vendita, gestire gli stock di prodotto, evitare lo spreco di cibo e azzerare i costi di smaltimento. Per gli enti no profit, perché permette di trovare e gestire in maniera semplice e veloce donazioni e acquisti dei prodotti necessari, di tracciare e rendicontare le donazioni e di comunicare i risultati raggiunti. Per i cittadini e le aziende che, così, possono compensare o minimizzare il proprio impatto. Infine, Regusto vuole essere sostenibile per le categorie fragili, beneficiarie della distribuzione di alimenti; e per l’ambiente, perché riduce il consumo di risorse naturali e le emissioni di gas serra.

Per questo, la startup è stata premiata da Confindustria come best performer dell’economia circolare nel 2022 ed è stata inserita da Fondazione Barilla tra i quattro casi virtuosi in Europa per prevenire lo spreco. Essendo in linea con l’Agenda 2030, fa parte di LifeGate Way, l’ecosistema italiano che supporta e connette startup naturalmente sostenibili.

I numeri e i risultati di Regusto

Qualsiasi azienda con sede in Italia può iscriversi e utilizzare in forma gratuita Regusto: dalle imprese agricole ai distributori, dalle strutture alberghiere alla grande distribuzione organizzata, dalle industrie alle catene di arredamento e bricolage e, in generale, chiunque debba gestire stock a rischio spreco. Oltre ai beni alimentari, sulla piattaforma sono disponibili anche articoli non food, come prodotti per l’igiene personale, articoli per la cura della casa, complementi d’arredo, oggettistica e utensili. Solamente le associazioni del terzo settore che svolgono attività socialmente rilevanti e di pubblica utilità, iscritte (anch’esse gratuitamente) al portale, possono prenotare i generi disponibili in donazione e in vendita. E possono usarli solo ed esclusivamente per le proprie finalità istituzionali.

Oggi fanno parte dell’ecosistema di Regusto oltre 500 imprese food e non-food e 750 enti non-profit e ogni mese vengono transate oltre 200 tonnellate di merci, con oltre 2,5 milioni di token creati ogni anno. Da gennaio 2023, la startup ha generato un impatto positivo pari a 861.043 pasti equivalenti, oltre 430 chili di emissioni di anidride carbonica evitati, più di 861 mila metri cubi di acqua risparmiata, 1.291.565 metri quadrati di suolo risparmiato.

Negli ultimi due anni, attraverso la piattaforma, 270 realtà hanno donato 4.289 tonnellate di articoli, per un valore di circa 20 milioni di euro, convertiti in beni di prima necessità ridistribuiti ai cittadini più fragili. Le aziende hanno risparmiato circa 1,5 milioni di euro di costi di smaltimento e magazzino e hanno ottenuto più di 2 milioni di euro di sgravi fiscali.

 

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