A Venezia spunta un “messaggio in bottiglia” contro l’inquinamento degli oceani

Due bottiglie galleggianti nel Canal Grande di Venezia per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento marino causato dalla plastica e dai nostri rifiuti.

Venezia non è solo turismo di massa. Quel turismo che la sta divorando, morso dopo morso. È anche arte, e denuncia. Sembra il palcoscenico perfetto. Lo dimostra la recente incursione di Banksy, che ha lasciato il proprio segno nella città lagunare. O il murales di Andreco, che spiega quali saranno gli effetti del cambiamento climatico sulla città dei dogi. O, recentemente, l’installazione The twin bottles: message in a bottle”: due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento degli oceani.

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l’installazione “The Twin Bottles: Message in a Bottle”: due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento degli oceani © Giorgia Panzera

L’opera – promossa da Fondazione Gabriele e Anna Braglia, Fondazione Alberto Peruzzo e Helsinn – degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia è stata esposta in canal Grande. L’installazione da oggi verrà spostata nello spazio acqueo antistante l’Arsenale, per poi tornare di fronte a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi dal 25 agosto al 1 settembre in occasione della Regata Storica. Un messaggio di denuncia contro tutte le bottiglie di plastica che finiscono in mare, e che stanno mettendo a rischio gli ecosistemi marini senza risparmiare effetti negativi neppure a una città in costante simbiosi con l’acqua come Venezia.

“L’arte fin dall’antichità ha sempre rappresentato immagini che diventavano simboli per ricordare eventi, vittorie e momenti importanti”, ha detto a LifeGate Helidon Xhixha, via email. “Anche oggi l’arte contemporanea deve rappresentare simboli per sensibilizzare le persone su fatti ed eventi che colpiscono il mondo e la comunità. Con The Twin Bottles noi artisti abbiamo voluto creare due opere che diano consapevolezza del problema dell’inquinamento da plastica nei mari, ora a Venezia e poi in altre città europee dove ci sono laghi, fiumi e mari, per ricordare questo messaggio di inquinamento delle acque in maniera continuativa. “

L’arte a Venezia racconta le emergenze ambientali

Una collaborazione quella dei due artisti nata dallo stesso intento: scuotere le migliaia di turisti che ogni giorno navigano il canal Grande. Helidon Xhixha, di Durazzo e celebre per la capacità di lavorare l’acciaio inossidabile trasformandolo in opere dalle dimensioni più che modeste, ha modellato la sua bottiglia galleggiante, lunga quattro metri, donandole una superficie lucida che interagisce con i luoghi circostanti rispecchiando gli spazi e l’acqua del canal Grande. Lo schiacciamento nella parte centrale, richiama simbolicamente al pericolo della trasparenza dei mari messa a rischio dall’uso improprio delle plastiche.

La riflessione viene poi enfatizzata nella seconda bottiglia in acciaio, lunga invece 3,5 metri per 130×130 cm e rivestita da Giacomo (Jack) Braglia, fotografo nato a Lugano e che espone le sue fotografie che ritraggono il fenomeno dell’inquinamento, al padiglione della Siria alla Biennale Arte.

Tartarughe caretta caretta appena nate. © Suleyman Elcin/Anadolu Agency/Getty Images)
Tartarughe caretta caretta appena nate © Suleyman Elcin/Anadolu Agency/Getty Images

La partecipazione a Tartalove, per salvare le tartarughe marine

Non solo arte. I due artisti hanno voluto partecipare attivamente con una donazione al progetto Tartalove di Legambiente, adottando simbolicamente due esemplari di tartaruga Caretta caretta curate e salvate nel centro di recupero tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia e liberate pochi giorni fa in mare a Mattinata in provincia di Foggia.

I due artisti hanno inoltre garantito per un anno la copertura delle spese di medicinali e cibo per tutti gli esemplari ricoverati nel centro di recupero. Helidon e Jack, così il nome delle due tartarughe ispirati ai loro benefattori, erano state pescate alcune settimane fa durante una battuta di pesca a strascico al largo di Mattinata e subito ricoverate al Centro recupero tartarughe marine di Manfredonia, dove si è scoperto che avevano ingerito oggetti di plastica.

Il dibattito e l’attenzione dell’opinione pubblica sembra – finalmente – essere cominciato. L’urgenza è massima e gestire la plastica con consapevolezza è una priorità di tutta la società.

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