Burger di barbabietola
I burger di barbabietola sono l’alternativa vegetariana perfetta come base per il vostro panino.
I burger di barbabietola sono l’alternativa vegetariana perfetta come base per il vostro panino.
Ingredienti 2 carote arancioni, 1 carota viola e 1 gialla 1 melagrana 2 manciate di pistacchi tostati 2 cucchiai di menta fresca tritata 2 cucchiai di erba cipollina fresca tritata olio extra vergine di oliva sale marino integrale pepe nero da macinare semi di cumino a piacere Preparazione Vinaigrette: spremere la melagrana
Pelle giovane, elastica e idratata con la luteina di spinaci e cavoli. Che protegge dall’azione ossidante del tempo e del sole.
Secondo uno studio americano, mangiare le uova insieme all’insalata consente di assimilare meglio gli antiossidanti presenti negli ortaggi, in particolare i carotenoidi.
Ingredienti 200 g rabarabaro (gambo) 200 g fragole 3 cucchiai di zucchero di canna mezzo limone, succo 100 g frutta secca a guscio 4 cucchiaio di farina di farro 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva Foto © Laura La Monaca Pulire e tagliare a piccoli pezzi il rabarbaro e le fragole. Aggiungere
La natura ha affidato ai semi la riproduzione della specie e proprio per questo li ha dotati di tutte le informazioni genetiche e di nutrienti da non farsi mancare a tavola.
Ingredienti 50 g foglie di ravanello 2 patate piccole, circa 150 g 1 cipollotto acqua olio sale e pepe Foto © Laura La Monaca Pulire e lavare le foglie di ravanello e le patate. Tagliare il cipollotto e metterlo a soffriggere con un po’ d’olio d’oliva. Aggiungere le foglie di ravanello
Ingredienti per 4 persone 250 g di couscous israeliano (o fregola sarda) 8 pomodori secchi sott’olio 250 g di piselli freschi sgranati 80 g. di pecorino romano a scaglie 1 scalogno 1 limone 1 cucchiaio di timo fresco acqua q.b. olio extravergine d’oliva sale marino integrale pepe nero da macinare Foto interna © paintthegownred.com
Uno studio inglese ha scoperto che la musica funziona da “condimento digitale” per i nostri piatti. Scopriamo perché.
Dallo scorso dicembre, su ogni prodotto esposto nel banco del pesce deve essere indicato anche l’attrezzo di pesca utilizzato per consentire ai consuamtori di distinguere il pesce sostenibile. E le novità non finiscono qui: la misteriosa sigla che indicava le macro aree di provenienza del pescato (ad esempio Fao 37 per il Mar Mediterraneo) deve