Earth Hour. Il mondo si spegne per spegnere il cambiamento climatico
Più di 300 spegnimenti al motto “Change Climate Change”. Nell’anno di Cop21, Earth Hour assume il ruolo e incarna la sfida più importante.
Più di 300 spegnimenti al motto “Change Climate Change”. Nell’anno di Cop21, Earth Hour assume il ruolo e incarna la sfida più importante.
Nello stato indiano di Uttar Pradesh l’azienda di certificazioni ambientali ha verificato il rispetto degli standard fissati da Fsc.
L’insufficienza di cibo inginocchia oltre 800milioni di persone in tutto il mondo (Fao). Tra le cause della mancanza di alimenti ci sono gli effetti del cambiamento climatico, tra cui la siccità, e l’adozione di pratiche sbagliate di sfruttamento dei suoli agricoli. L’assenza di stagioni piovose e l’aridità dei suoli, dovuta all’agricoltura intensiva, determinano la fame
Il vapore dilata i pori facilitando l’eliminazione di punti neri e impurità, permettendo una pulizia profonda e delicata, necessaria soprattutto per chi vive in città o in zone inquinate, e lasciando penetrare meglio creme e lozioni, potenziandone l’efficacia. E ancora, migliora la circolazione del sangue ossigenando la pelle. Come si fanno i vapori per il
Grazie all’accordo con Conai, all’esposizione universale si punta a ridurre al minimo la produzione di rifiuti.
Il comune di Barcellona, in Spagna, ha commissionato allo studio di architettura BCQ un nuovo ponte pedonale che attraversasse la avinguda Meridiana. La trafficata arteria che collega Barcellona alla parte nord della sua provincia avrà presto un camminamento pedonale tecnologicamente innovativo con cui i pedoni potranno accede alla città catalana. © BCQ Architects Il ponte Sarajevo,
Il parco di Yosemite, nello stato americano della California, è una delle meraviglie che la Terra ci ha regalato, uno di quei luoghi che andrebbe visitato di persona almeno una volta nella vita. Ma se quel momento è ancora lontano, due fotografi hanno pensato di colmare questa lacuna realizzando altrettanti video in timelapse e in
Da un’indagine Ispo Ricerche condotta per Lav in 6 Paesi europei, risulta che gli italiani sono i più propensi a rinunciare ai capi con materiali di origine animale.
Non solo i tunisini ma anche numerosi altri popoli nordafricani e mediorientali denunciano ormai la clamorosa emergenza: al di là di violenze e carneficine, gli exploit terroristici dell’Isis rappresentano anche una letale aggressione contro uno dei pilastri economici cardinali dei paesi in questione, ovvero il turismo internazionale. Un flusso scoraggiato non solo da
La reintroduzione del lupo rosso nella Carolina del Nord ha suscitato polemiche tra gli allevatori che lo considerano una minaccia per il bestiame.