Bee my Future. Le nostre api sono le vere regine della primavera 2020

Il progetto di LifeGate per la tutela e l’allevamento delle api è giunto alla terza stagione. L’apicoltore Marco Zucchetti ci racconta tutti gli aggiornamenti dai nostri apiari.

A cinque anni dalla partenza, il progetto Bee my Future di LifeGate è arrivato a sostenere l’allevamento di 22 alveari che rappresentano la casa per oltre 3 milioni di api, grazie al lavoro di un apicoltore esperto, selezionato dall’Apam (Associazione produttori apistici della provincia di Milano). Il suo compito è occuparsi delle api ricevute in gestione seguendo pratiche naturali. Le arnie, infatti, sono ospitate nei terreni dell’Azienda agricola biologica Terrafiera di Carugate e nel parco del Legionario a Cernusco sul Naviglio. Un luogo ideale per proteggere le nostre api da tentativi di furto sempre più frequenti in Italia per via del loro valore, anche economico.

Tutta la storia delle api di Bee my Future nel diario di bordo 

I terreni coltivali con pratiche biologiche dall’azienda Terrafiera garantiscono la salute dei nostri piccoli e preziosi insetti che possono quindi impollinare in un ambiente sano e sicuro. Qui vi presentiamo il profilo di Marco Zucchetti e le immagini delle attività del progetto.

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Marco Zucchetti, apicoltore

Chi è Marco Zucchetti

Marco abita in provincia di Milano, ha 42 anni ed è sposato con tre figli. Lavora in banca nel settore delle risorse umane e tecnologiche, ma la sua vera passione sono le api che da circa dieci anni alleva nell’hinterland milanese. “Mi ha sempre affascinato il mondo delle api. Nel 2005 ho conosciuto quasi per caso un apicoltore di 75 anni che mi ha venduto due arnie. Da subito ho capito che c’era tutto un mondo da scoprire”, racconta Marco.

Luglio 2020

L’estate, per le nostre api, continua con un nuovo amico: essence cosmetics, il marchio di cosmetici distribuito da cosnova Italia insieme al marchio CATRICE cosmetics, ha infatti deciso di aderire al progetto di LifeGate Bee my Future. Con la trend edition Wanna bee my honey? disponibile nei negozi nei mesi di luglio e agosto, essence ha voluto rendere omaggio alle api e al loro prezioso lavoro, sempre più a rischio, associando la promozione della collezione al progetto.

Il brand sviluppa da sempre cosmetici di cui i consumatori possono fidarsi, con una particolare attenzione al benessere animale e alla salvaguardia del pianeta. Il 100 per cento dei prodotti essence è infatti cruelty free, oltre il 70 per cento dell’attuale assortimento è vegan; l’obiettivo è di aumentare questa percentuale, per evitare l’utilizzo di materie prime di origine animale.
Gli ingredienti sono inoltre sottoposti a rigorosi controlli e il loro impatto ambientale, sanitario e sociale è analizzato usando un sistema a semaforo. L’azienda, poi, promuove una ricerca costante per quanto riguarda l’utilizzo di materiali sostenibili per le confezioni e adotta diverse misure per ridurre le emissioni di CO2. Infine, essence sposa varie iniziative per la sostenibilità ambientale, come la Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile (RSPO) e la Responsible Mica Initiative (RMI). Il tutto senza mai rinunciare alla qualità del make-up.

Essence cosmetics aderisce a Bee my future © LifeGate

Estate 2020

Dopo un inverno non così freddo, ma sicuramente più triste del solito dovuto al lockdown, sono finalmente arrivate la primavera e l’estate. E le nostre api si sono presentate al momento più importante della stagione in buone condizioni.

“Non saprei dire se c’è una relazione fra il lockdown e la salute degli alveari, ma sta di fatto che all’inizio della stagione gli alveari erano proprio belli”, racconta Marco Zucchetti. “Forse il blocco del traffico, la riduzione dell’inquinamento, la ridotta manutenzione dei parchi, dei giardini e delle bordure, che è stata, come qualunque altra cosa, rimandata, ha lasciato alla natura un po’ più di libertà del solito. Da alcuni anni non vedevo i bordi delle strade fiorire!”.

Aprile e maggio sono stati poi caratterizzati dal bel tempo alternato da qualche piovasco, che ha consentito alle piante di produrre il prezioso nettare. Anche le sciamature naturali sono state rarissime quest’anno. Il fenomeno – molto bello – mostra la velocità delle api nel costruire i favi. Ma il rovescio della medaglia, per l’apicoltore, è tanto lavoro in più: significa recuperare lo sciame, coccolarlo con attenzioni e controlli per i primi giorni, con la quasi certezza che non produrrà miele.

Dopo una buona partenza, le piogge abbondanti di giugno hanno però compromesso qualche fioritura. “Tre settimane di pioggia hanno rovinato la fioritura del tiglio che, in pianura, è una delle risorse nettarifere fondamentali. Speravo anzi che i melari si riempissero di miele di tiglio, e invece ce ne sono solo sparute tracce”, continua Marco.

Per evitare le ore più calde, il nostro apicoltore si reca in apiario prestissimo. “Vado a trovare le api verso le sei: le vedo uscire “di casa” alle prime luci, con il fresco. E poi, se riesco, torno alle quattordici, in pausa pranzo, e le vedo sul bordo dell’arnia, a ventilare l’alveare per raffreddarlo… sentono caldo anche loro poverine!”

In piena estate, i fiori nelle campagne stanno già cominciando a scarseggiare, è appassito quasi tutto. Le api lo sanno, e per questo hanno rallentato i loro ritmi: l’alveare si sta già preparando con largo anticipo alla prossima stagione. Le piccole bottinatrici cercano di risparmiare, iniziando a ridurre i ritmi di deposizione per avere meno api da allevare e da nutrire e accumulando scorte per la stagione che verrà.

Per le nostre api le vacanze sono già finite!

Maggio 2020

Per le api, la primavera 2020 si sta rivelando davvero un periodo promettente. Mentre noi possiamo godere solo parzialmente degli alberi in fiore, a causa delle misure anti contagio rese necessarie per la pandemia di coronavirus, le piccole impollinatrici ronzano indisturbate tra i prati, favorite da temperature gradevoli e belle giornate di sole. E conquistano sostenitori preziosi. Da quest’anno, infatti, Monini ha deciso di partecipare al progetto Bee my Future di LifeGate tutelando diverse arnie. In occasione del centesimo compleanno, l’azienda ha voluto adottare 100mila api. Una scelta consapevole, che consentirà di tutelare questi insetti, importantissimi per la salvaguardia della biodiversità in agricoltura.

Monini, bee my future
Arnie del progetto Bee my Future adottate da Monini. © Marco Zucchetti

Aprile 2020

Mentre noi non possiamo uscire né godere della primavera che sboccia, a causa delle misure anti contagio rese necessarie per la pandemia di Coronavirus, le nostre api “Stanno bene”, ci fa sapere Marco Zucchetti. Grazie all’inverno mite e alla primavera in anticipo, il nostro apicoltore ha trovato gli alveari ad uno stadio di sviluppo più avanzato del solito, con famiglie più numerose per il periodo. “Prati ed alberi iniziano a fiorire e le temperature gradevoli favoriscono l’attività delle api. Secondo i miei appunti, che annoto scrupolosamente ogni anno, direi che da un punto di vista apistico, siamo in anticipo di un paio di settimane. Speriamo che piova un pochino, e soprattutto che non ritornino colpi di freddo”.

Nonostante l’emergenza, il lavoro di Marco continua senza interruzioni. “Fortunatamente le api non hanno niente a che fare con il coronavirus e con il distanziamento sociale. Per questo le attività di cura e allevamento non sono cambiate, anzi, devono proseguire in anticipo, considerando il clima.”

Reperire il materiale necessario, come arnie e telai, è però più difficile quest’anno, perché molti fornitori sono chiusi o hanno difficoltà di consegna. “Eventi come la fiera/mercato che si tiene a Piacenza nel mese di marzo, e che permette agli apicoltori di prepararsi alla stagione, non si sono svolti. La situazione mi pare surreale”.

Il nostro apicoltore sta affrontando le difficoltà come può: costruisce direttamente nel suo piccolo laboratorio quello che gli manca, rimandando i lavori non indispensabili. E anche ‘seguire’ le api in questo periodo di quarantena non è così facile. “Andare a trovarle non è banale, tra autocertificazione, controlli e posti di blocco… Sebbene sia autorizzato ad accudirle, mi sento quasi a disagio ad uscire di casa. Spero che non si adottino misure ancora più restrittive: sarebbe veramente drammatico!”

Avere le api da accudire, per Marco, è uno dei pochi aspetti positivi legati a questo periodo di quarantena. “Quando vado in apiario o nel mio giardino e vedo le api lavorare, volare, tornare cariche di polline penso che la vita continua, che questa brutta storia prima o poi finirà. Sembrerà banale, grazie a loro percepisco la potenza della natura! Serve a staccare la spina”.

Marzo 2020

Il supporto di aziende virtuose, alle nostre piccole, infaticabili api, non manca mai. Da marzo 2020, le arnie di Bee my future hanno infatti una nuova amica, Germinal Bio, azienda che realizza da quarant’anni prodotti biologici da forno dolciari e salati, ma anche piatti pronti freschi bio, vegani e senza glutine, e che da sempre promuove il rispetto dell’ambiente anche grazie a fornitori e partner che condividono lo stesso impegno per il pianeta. Numerosi gli impegni del Gruppo Germinal che ha sede a Castelfranco Veneto (Tv)

Germinal Bio si impegna nella ricerca di materie prime che rispondano a elevati standard di sicurezza alimentare e che siano tracciabili in ogni passaggio della filiera, oltre a un progetto di filiera corta, certificata e trasparente. I materiali utilizzati per gli imballaggi sono totalmente riciclabili, e alcuni di essi sono anche compostabili e biodegradabili.

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Le arnie adottate da Germinal Bio. © LifeGate

“Produciamo bio da sempre e con i nostri prodotti rispettiamo l’ambiente, anche grazie a fornitori e partner commerciali che condividono il nostro impegno alla sostenibilità”, spiega Emanuele Zuanetti, CEO di Germinal. “La nostra mission è promuovere un biologico che garantisce la salute e la sostenibilità ambientale. È un invito a vivere in maniera più semplice. Vuol dire onestà e trasparenza: principi cardini che fanno parte del nostro essere e della nostra visione da sempre.”

 

20 maggio 2019

Le nostre piccole api tenaci hanno un nuovo alleato, da questa primavera. Si chiama Arkopharma ed è una delle aziende più note nel campo della fitoterapia, da quasi quarant’anni impegnata nel difficile compito di mettere a sistema l’intelligenza della natura e la scienza moderna, per far diventare quella naturale la medicina del domani. Arkopharma è stata la prima realtà a commercializzare “piante in capsule” e, grazie alla collaborazione con importanti centri di ricerca, è all’avanguardia nella preparazione di linee 100 per cento vegetali e biologiche. L’azienda, che ha da poco lanciato la campagna  One like one bee, ha deciso inoltre di dedicare una delle arnie tutelate con il progetto Bee my future alla propria linea Arkoroyal®, una gamma a base di pappa reale biologica certificata da apicoltura responsabile.

“La salvaguardia del patrimonio apistico è da diversi anni uno degli impegni di Arkoroyal, il nostro brand di pappa reale biologica ed eco responsabile”, afferma Stefano Gramignoli, Direttore generale della filiale italiana di Arkopharma. “Le evidenze allarmanti sulla moria delle api hanno scatenato un’ulteriore accelerazione su questo tema, condiviso da tutte le filiali nel mondo. Nella nostra Carta etica promettiamo formalmente di sostenere gli sforzi di salvaguardia delle api di tutti i piccoli apicoltori nostri partner. Il progetto Bee my Future in Italia incarna perfettamente i valori di Arkopharma in tal senso”.

Maggio 2019

“Questo weekend mi ero ripromesso di scattare qualche foto alle api, ma non smette un attimo di piovere,” racconta Marco Zucchetti. “La strada di campagna è praticamente allagata, e le previsioni del tempo non promettono niente di buono. Devo stare in casa, che malinconia!”

La primavera è arrivata. Prima molto secca, dopo alcuni mesi di siccità record, ed ora, nel periodo di fioritura dell’acacia, con tanta pioggia e grandine. Le nostre api sono uscite abbastanza bene dall’inverno. Dopo qualche ribilanciatura, per aiutare le più deboli a scapito delle famiglie più forti, le api si sono presentate alle fioriture primaverili “in forma”. Considerando la situazione generale degli insetti impollinatori in tutto il mondo, possiamo ritenerci soddisfatti.

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Le nostre api sono uscite abbastanza bene dall’inverno, ma il maltempo di maggio non le aiuta. © Marco Zucchetti

Quando però alla fine di aprile è stato il momento per le api di raccogliere il miele con le grandi fioriture di tarassaco prima e di acacia poi, il meteo non è stato loro favorevole. La pioggia e le basse temperature hanno infatti un doppio effetto negativo: da una parte, con la pioggia, le api non possono volare, e quindi sono costrette a stare forzatamente rinchiuse nell’alveare; dall’altra, la diminuzione delle temperature le costringe a consumare energie per tenere al caldo le covate del periodo primaverile, solitamente favorite dalle giornate lunghe, dai fiori e dal tepore. Se dunque torna il maltempo, le api devo sforzarsi di tenere al caldo l’alveare per non compromettere lo sviluppo dei nuovi nati.

“Oggi, domenica 19 maggio, proprio il giorno prima della Giornata mondiale delle api, sarà una giornata in salita,” racconta ancora Marco. “Pioggia, freddo, niente api. Quando è cosi, ripenso alle belle giornate, cercando tra le foto del mio smartphone quelle che possono restituirmi il sorriso. Quelle di qualche giorno fa, con api, bombi, e persino farfalle sui fiori di facelia, nella rotonda che gestiamo con gli amici apicoltori della zona, mi ricordano che il sole tornerà presto e che se seminiamo il bello, ne guadagniamo tutti!”

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I fiori e le giornate primaverili, più calde e più lunghe, dovrebbero favorire lo sviluppo della colonia. © Marco Zucchetti

Febbraio 2019

Siamo a febbraio e fa ancora freddo. E anche se le temperature nelle ore centrali delle giornate si sono alzate, l’inverno ci ricorda che è sempre lì, con gelate notturne e con qualche timido tentativo di nevicare. Anche le nostre api, nelle ore più calde, intorno a mezzogiorno, provano a fare qualche uscita esplorativa alla ricerca di polline.

L’inverno è statisticamente il periodo più difficile per gli alveari, le famiglie più deboli che non hanno accumulato sufficienti scorte durante la fine della stagione, sono molto più sensibili al freddo e all’umidità dell’inverno.
Non siamo ancora al punto di svolta, ci vorrà ancora circa un mese per capire come le nostre api usciranno dall’inverno e in che modo ripartirà l’attività dell’alveare. “Questo periodo di attesa è però sempre prezioso perché… si preparano i ‘giocattoli’!”, ci ricorda il nostro apicoltore, Marco Zucchetti.

Quando arriva la primavera, infatti, la natura è letteralmente un’esplosione di colori, di fioriture, di profumi e le api, inebriate, ricominciano a dare impulso alla vita della colonia a ritmi velocissimi. Se il tempo si mantiene buono, la dimensione della famiglia cresce vertiginosamente.

L’apicoltore deve essere preparato; quando la stagione parte, il tempo per seguire le piccole bottinatrici non è mai abbastanza e quindi nulla va lasciato al caso. Questo è il periodo in cui si predispone il materiale occorrente; si preparano i telai di legno che verranno usati durante per dare spazio alle famiglie e si puliscono o si aggiustano le arnie che sono state ritirate a fine stagione. “Costruite in legno, sono sempre all’aperto e sono sottoposte alle intemperie. Pioggia, vento e sole all’esterno e umidità e temperature intorno ai 36 gradi all’interno mettono a dura prova “le case” delle api che richiedono quindi un po’ di manutenzione. Si diventa quindi un pò falegnami”, ci racconta ancora Marco, impegnato, alla fine dell’inverno, nei lavori in apiario. “Non bisogna poi dimenticarsi di controllare l’affumicatore e soprattutto la tuta: con i ritmi lenti dell’inverno – e le feste del periodo natalizio – a volte si… rimpiccioliscono. Speriamo che arrivi presto il bel tempo!”

Gennaio 2019

Il 2019 è appena iniziato e le nostre api hanno già un nuovo sostenitore. Si chiama Gruppo Mercurio ed è un’azienda di San Polo di Torrile, alle porte di Parma, che opera nel settore del trasporto multimodale, nella preparazione e nella trasformazione di veicoli finiti. Da sempre attenta alle problematiche legate all’ambiente, l’azienda si è dotata di un sistema di gestione integrato che raggruppa Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia. Proprio per ribadire l’impegno nei confronti del Pianeta, Gruppo Mercurio ha deciso di aderire al progetto Bee my future adottando un’arnia per un anno. Obiettivo? Contribuire attivamente alla sopravvivenza e alla riproduzione delle api, insetti così fondamentali per il nostro ecosistema.

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Gruppo Mercurio ha deciso di aderire al progetto Bee my future adottando un’arnia per un anno.

Dicembre 2018

Da questo inverno, le nostre api hanno un amico in più: è Arkopharma, azienda leader in Europa nella realizzazione di integratori alimentari naturali, che ha deciso di sostenere Bee my Future di LifeGate.
Da 35 anni, i ricercatori dei laboratori Arkopharma sono impegnati a combinare scienza, creatività, principi attivi naturali per migliorare la salute delle persone nel pieno rispetto dell’ambiente. Tra i vari tesori che la natura ci regala, Arkopharma ha scelto la pappa reale come ingrediente principale di una delle sue gamme più importanti, Arkoroyal®, che ha ottenuto la certificazione di 1° marchio di Apicoltura responsabile a garanzia della qualità e della purezza di una pappa reale biologica ottenuta preservando l’ambiente e l’uomo. Ecco perché, proprio in virtù di questa particolare sensibilità nei confronti delle piccole bottinatrici, Arkopharma ha voluto adottare ben due arnie per tutto il 2019.

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Arkopharma ha adottato due arnie per un anno.

Novembre 2018

Novembre è stato un mese importante per le nostre piccole api, supportate ancora da Arca Etichette e anche da due nuove aziende, Tearose e Dell EMC Italia.

Dove possono trovarsi a proprio agio le api, se non tra le piante e i fiori di giardini perfettamente addobbati per eventi eleganti e lussuosi? Sarà forse per questo che Tearose, azienda fondata dall’artista e art director Alessandra Rovati Vitali, ha deciso di supportare dal mese di novembre il progetto Bee my Future di LifeGate adottando delle arnie. L’impresa ha un team di lavoro selezionatissimo che si occupa dell’allestimento degli eventi con competenza e creatività.

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Il nostro presente è sempre più permeato dalla tecnologia digitale: fa parte della nostra quotidianità, delle nostre vite. Permette ad aziende, case e uffici di funzionare meglio, in modo più efficiente e sostenibile, con un impatto minore sull’ambiente. Proprio l’attenzione alla sostenibilità ha spinto Dell EMC Italia, ad aderire al progetto Bee my Future di LifeGate, per la tutela delle api in contesti urbani. Quest’autunno, in occasione dell’evento “Dell Technologies Forum” del 15 novembre 2018, l’azienda ha deciso di adottare un’arnia per un anno.
La protezione delle api, preziose per il ruolo che svolgono nell’impollinazione delle piante, è infatti fondamentale per la salvaguardia dell’intero ecosistema. L’adesione al progetto Bee my Future è in linea con l’impegno di Dell nel realizzare sistemi informatici che contribuiscano a una gestione più sostenibile delle risorse del pianeta.

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Anche Dell EMC ITalia ha deciso di supportare il progetto Bee my future dallo scorso mese di novembre.

Sempre a novembre, anche Arca Etichette ha deciso di rinnovare il proprio impegno per la salvaguardia delle api per tutto il 2019, adottando un’arnia per un anno. L’azienda, che realizza etichette e copertine e che presta da sempre particolare attenzione alla sostenibilità dei processi di produzione e gestione, ha deciso di aderire ancora al progetto di LifeGate Bee my Future di LifeGate per dimostrare, una volta di più, la propria attenzione alle tematiche ambientali e alla tutela del territorio.

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Arca etichette ha deciso di rinnovare i proprio impegno per le api anche nel 2019!

Settembre 2018

Anche H&B Italia, azienda che si occupa di aspiratori industriali e impianti di aspirazione, di filtrazione e abbattimento di polveri e gas nocivi per tutta Italia e che da sempre è attenta alle esigenze del pianeta, ha deciso di supportare il progetto Bee my Future e di adottare un’arnia per un anno. L’azienda ha voluto dimostrare così la sua attenzione per le sorti delle api, fondamentali per la salute e addirittura per la vita dell’uomo.

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H&B ha adottato un’arnia per tutto il 2019.

Agosto 2018

L’ambiente e il paesaggio sono le più grandi e importanti opere d’arte che ci circondano. E le api sono le piccole artefici della loro conservazione, perché ci aiutano a manterne la salute e la bellezza nel tempo attraverso il loro paziente mestiere di impollinatrici. Ecco perché Arterìa, la prima azienda italiana nel mercato del trasporto, dell’imballaggio, della movimentazione e dell’installazione di opere d’arte, ha deciso di partecipare al progetto Bee my Future e di adottare due arnie: per proteggere chi protegge la bellezza della natura.

Arterìa è presente su tutto il territorio italiano con sedi operative e depositi a Milano, Roma, Firenze, Venezia, Torino e Malpensa. Nata nel 2000 dalla fusione di quattro storiche aziende italiane specializzate nel trasporto di opere d’arte, l’azienda ha dato vita ad un “sistema” capace di coniugare professionalità, investimenti, formazione, ricerca e nuove tecnologie per garantire la protezione e conservazione delle opere d’arte e dei beni di valore in “viaggio”, in esposizione e in deposito.

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Arterìa supporta il progetto Bee my future con due arnie.

Estate 2018

Anche quest’anno Rigoni di Asiago continua a sostenere Bee my Future adottando 5 arnie e supportando LifeGate nel sistema di biomonitoraggio non invasivo grazie al dispositivo di Melixa. Rigoni di Asiago, azienda storica vocata al biologico, è la prima ad aver aderito a Bee my Future condividendone i valori e il suo forte legame con le api e l’apicoltura. L’azienda crede fermamente nell’agricoltura biologica come modello di produzione e di consumo rispetto della salute delle persone e dell’ambiente, per questo è tra le aziende protagoniste della Festa del Bio di quest’anno. Questo suo impegno ha anche permesso la realizzazione del Magazine dedicato alla prima colazione, dove trovate tutti i consigli e gli approfondimenti sul pasto più importante della giornata adatto a tutti i tipi di esigenze alimentari e stili di vita.

Rigoni di Asiago
Rigoni di Asiago è stata la prima a credere in Bee my Future e continua a sostenerci adottando 5 arnie

Primavera 2018 con Melixa

Finalmente è arrivata la primavera e nelle prime, belle domeniche di sole il nostro apicoltore di fiducia, Marco Zucchetti, monta sulla sua bici per andare a controllare le arnie. Una bici carica come un furgone, su cui stipa tuta, affumicatore, un sacco di iuta per fare un po’ di fumo, la leva per aprire le arnie, una cassettina con qualche telaio nuovo e un paio di stivali.

Quest’anno, il quarto anno di Bee my Future, c’è anche un’importante novità: abbiamo adottato un sistema di biomonitoraggio, il primo in Italia non invasivo grazie all’utilizzo dei dispositivi di Melixa che tramite i sensori di temperatura interna ed esterna, il peso e il conta-voli quotidiano fornisce preziose informazioni sulla salute delle api e dell’ambiente circostante.

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Il biomonitoraggio sulla salute delle api di Melixa approda a Bee my Future

Inoltre, catturando sul loro corpo anche le particelle di inquinanti presenti nell’aria, con il biomonitoraggio non solo si può capire quanto è contaminato l’ambiente ma anche la presenza di eventuali fenomeni di bioaccumulo, che ha conseguenze anche per la salute dell’uomo.

Intanto vicino all’apiario, il Prunus fiorito è davvero un buon segno! E le piccole operaie – che ormai sono più di tre milioni – sono uno spettacolo, volano in pieno sole e tornano nelle loro case cariche di polline. Il mese di marzo è stato molto piovoso, e per molti giorni le api delle nostre colonie sono state costrette a stare “chiuse in casa” senza poter uscire per il freddo e per l’acqua. “Neanche io sono riuscito a guardarle come avrei voluto; con temperature sotto i dieci gradi è meglio non visitarle, prenderebbero freddo e si rischierebbe di compromettere lo sviluppo delle larve”, ci confessa Marco.

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Le nostre api, in primavera, riprendono le loro attività: osservarle è un vero spettacolo!

Le fioriture sono un po’ in ritardo rispetto allo scorso anno e quindi ora che è arrivato il sole, e le giornate sono più calde e lunghe, le api non si fanno scappare l’occasione di fare incetta di polline e nettare. In questo periodo, se il tempo tiene, lo sviluppo delle famiglie è quasi vorticoso. Le piccole impollinatrici si preparano alla grande stagione dell’importazione di nettare e la popolazione degli alveari comincia a crescere in modo vistoso. Visitando le famiglie e distanza di cinque o sei giorni ci si accorge a colpo d’occhio del cambiamento. Dopo una visita approfondita all’apiario e una giornata ad alzare i telai, Zucchetti è soddisfatto: “le api stanno bene”, ci dice.

La campagna è in fiore e le bordure dei campi sono un’esplosione di colore. L’erba del prato è alta almeno una spanna. Da apicoltore, Marco non può fare a meno di guardare cosa sta fiorendo. Il tarassaco la fa da padrone, col suo bel giallo intenso, e poi ci sono le margherite, la veronica… Per le api, tutte queste piante sono un vero toccasana. Siamo in provincia di Milano, a pochi passi dalla città, eppure la vegetazione è rigogliosa: spesso ci si dimentica di cosa sa fare la natura…

“Osservando l’erba alta, una signora, rivolgendosi al marito, ha detto in tono sgarbato, ‘Ma cosa aspettano a tagliare l’erba! Sta così bene il prato rasato’” ci racconta Zucchetti. “Credo di aver scosso la testa. Tagliare i fiori adesso? Dopo tutto il freddo e la pioggia che abbiamo preso? Avrei voluto raccontarle del tarassaco, delle margherite, perfino delle ortiche: chissà, forse avrebbe capito”.

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In primavera, la natura attorno alle nostre arnie è rigogliosa: tutti questi fiori sono un toccasana per le nostre api!

Gennaio 2018

Da poco più di un mese le nostre api hanno trovato due nuovi sostenitori, Guna e Arca Etichette, che hanno deciso di adottare un’arnia ciascuna a partire da dicembre.

Per Guna, azienda leader in Italia nella farmacologia low-dose, l’adesione al progetto Bee my future è stato un modo per dimostrare, ancora una volta, la propria attenzione allo sviluppo sostenibile del pianeta e ai valori di rispetto della natura e delle persone. La salvaguardia e l’allevamento biologico delle api in contesto urbano – e in particolare a Milano, dove l’azienda nacque 35 anni fa per volere della famiglia Pizzoccaro – è perfettamente in linea con gli obiettivi di Guna, che attraverso i suoi prodotti cerca di costruire un futuro più sostenibile per tutti, dove il benessere delle persone passa attraverso la prevenzione dolce delle malattie e la promozione di un corretto stile di vita.

Guna, Bee my future
Anche Guna ha adottato un alveare Bee my future.

Arca Etichette, invece, è un’azienda grafica che realizza etichette e sleeves (copertine), con una particolare attenzione verso i processi di produzione, il più possibile sostenibili. Le certificazioni ISO 9001 e ISO14001 sono infatti garanzia di consapevolezza nei confronti dell’ambiente. L’azienda, da sempre, si adopera per rispettare il territorio in cui è insediata, facendo attenzione a prevenire qualsiasi forma di inquinamento, rispettare le normative, limitare il consumo di risorse energetiche, migliorare i processi di gestione ambientale e collaborare in modo proficuo con le autorità locali, diffondere consapevolezza sugli aspetti ambientali tra i dipendenti. L’adesione al progetto Bee my future si inserisce in questo contesto.

Arca Etichette, bee my future
L’alveare adottato da Arca Etichette.

2 ottobre 2017

Quando arriva l’autunno, le api diminuiscono di numero, è un fenomeno naturale, lo sappiamo, ma ci si abitua sempre a fatica quando se ne vedono volare meno. La colonia si prepara all’inverno riducendo la sua estensione; le visite agli alveari si devono fare più veloci e solo nelle ore più calde della giornata perché la mattina la temperatura si è abbassata ed aprendo le arnie uno sbalzo termico disturberebbe gli equilibri della famiglia. “Non posso più passare dalle api prima di andare in ufficio anche perché l’alba arriva tardi e non c’è abbastanza luce”, continua a raccontare Marco.

La fine della bella stagione è il momento adatto per fare un bilancio. Il 2017 è stato un anno abbastanza difficile. La primavera è cominciata presto e le nostre api sono uscite abbastanza bene dall’inverno. Poi, improvvisamente, è tornato il freddo, perfino una gelata nel bel mezzo della fioritura dell’acacia. Il lavoro delle api in parte è stato rovinato. L’acacia prodotta è stata poca. Sfortunatamente la stessa sorte è capitata in altre regioni italiane e per moltissime altre colture, sia di frutta che di verdura.

A giugno, la situazione è migliorata, il tiglio ha fiorito bene e le api hanno potuto lavorare serenamente accumulando sufficienti scorte con una buona produzione ed una buona qualità.

L’estate poi è arrivata con il suo caldo e con la carenza di pioggia. Forse, quella passata, è stata una delle estati più secche da molti anni a questa parte. I prati erano ingialliti e le piante sofferenti per la mancanza di acqua. La produzione dell’estate è stata quindi piuttosto scarsa.
Un po’ di miele le nostre api sono riuscite a produrlo, ma per l’agricoltura e l’apicoltura è stata un annata dura. I dati statistici sulla produzione agricola ed i vari allarmi lanciati dalle associazioni di categoria non fanno che confermare questa percezione.

“Anche se la stagione non è stata niente di speciale, guardando le api uscire dalla loro arnie con il cielo grigio non riesco ad essere pessimista. Malgrado tutte le difficolta le “ragazze” lavorano ancora! Non mollano! A loro modo guardano solo in avanti!” ci ricorda Zucchetti.

Quindi speriamo che il peggio sia passato e che l’inverno sia clemente. Le api stanno già lavorando per prepararsi all’inverno, per accumulare le ultime scorte così da essere pronte all’arrivo di una nuova bella stagione.

8 settembre 2017

Fattoria Scaldasole storica azienda di prodotti biologici partecipa a Bee my Future adottando 3 arnie. Un modo per sottolineare l’amore e il rispetto per l’ambiente che contraddistingue questa azienda da 30 anni. Perché anche lo yogurt, il suo prodotto più conosciuto, è strettamente legato alle api che prendendosi cura della biodiversità non solamente assicurano la presenza di alimenti per l’uomo ma anche per gli animali. Il biologico, di cui l’azienda è pioniera, è la garanzia di un ambiente sano e incontaminato capace di offrirci prodotti sicuri e un territorio in cui tutti gli impollinatori prosperano. Nei campi biologici, infatti, ci sono 7 volte più api e bombi, 5 volte più farfalle, 7 volte più merli, cinciallegre e scriccioli. I fiori crescono in quantità 3/4 volte maggiori (dati AIAB).

Fattoria Scaldasole, bee my future
Fattoria Scaldasole adotta tre arnie.

1 giugno 2017

Le nostre api, dalla tarda primavera, hanno trovato un nuovo sostenitore: si tratta di Criteo, una società innovativa, nata nel retro di un caffé di Parigi grazie a un piccolo gruppo di grandi menti e divenuta oggi leader globale nel performance marketing digitale, con 31 sedi sparse per il mondo. L’azienda, molto attenta ai temi della responsabilità sociale, dal 2016 ha realizzato il progetto “Go Day! Giving back to the community”, che coinvolge direttamente, spesso in qualità di volontari, i dipendenti dei diversi uffici in attività speciali che abbiano come obiettivo il benessere della comunità e dell’ambiente. Queste iniziative sono scelte in autonomia dalle diverse sedi dell’azienda e realizzate con partner locali, con l’obiettivo principale è quello di avere un’influenza positiva sul proprio territorio di appartenenza. In quest’ottica, la sede milanese di Criteo ha deciso di sensibilizzare i dipendenti al tema della salvaguardia delle api. aderendo dal 1 giugno a Bee my Future con l’adozione di un’arnia.

Criteo, Bee my future
Dall’1 giugno 2017, Criteo sostiene Bee my future

25 MAGGIO

Il 25 maggio siamo andati a trovare le api di Bee my Future. L’apicoltore Marco Zucchetti ha fatto il punto sull’iniziativa per salvare le api dando il via alla terza annualità e alla terza primavera. Questo il video integrale sulla giornata.

20 MAGGIO

Sulla strada che porta al nostro apiario c’è un giardino con un albero di Prunus. Con i suoi delicati fiori rosa è la prima pianta a fiorire a marzo. È il campanello che annuncia l’arrivo della primavera.

Siamo ai primi di marzo e le giornate sono insolitamente calde per la stagione. Il Prunus è fiorito e la stagione è ufficialmente partita. Le regine nei nostri alveari sono in piena attività e stanno deponendo le uova a ritmo intenso. L’alveare ricomincia cosi il suo ciclo. La regina depone e le poche api che hanno superato i rigori dell’inverno nella clausura dell’alveare, allevano, come ultimo sforzo, le api che consentono alla famiglia di svilupparsi. Le giovani generazioni di api si preparano alla bella stagione!

L’inverno da cui stiamo uscendo è stato abbastanza freddo. Fino a dicembre le temperature non sono state molto basse, le prime gelate le abbiamo avute alla fine di dicembre. Ma a gennaio il freddo è arrivato, rigido. Come sempre, per mantenersi al caldo, le api hanno dato fondo alle scorte di miele accumulate in estate. Alzando l’arnia con la mano di qualche centimetro si percepisce la differenza di peso rispetto all’autunno e si capisce chi “ha mangiato” di più e chi meno.

bee my future
Isolare con del cartone l’intercapedine superiore dell’arnia è un trucco per aumentare la protezione dal freddo

Con la prima visita scrupolosa della stagione, l’apicoltore Marco Zucchetti decide di togliere il foglio di giornale del Sole 24 Ore. Isolare con del cartone l’intercapedine superiore dell’arnia (fra il lato esterno superiore del coprifavo ed il coperchio metallico) è un trucco per aumentare la protezione dal freddo. Così, ancor prima di riciclare il giornale, Zucchetti ha trovato un utilizzo alternativo per qualche mese. Due copie per ogni arnia, la misura è perfetta, il Sole sembra fatto su misura. La moglie di Marco, un autunno, vedendolo uscire da casa con un pacco di giornali gli ha detto: “Di’ la verità, speri che li leggano!”.

Le nostre api hanno superato abbastanza bene l’inverno. Solo due famiglie non ce l’hanno fatta. Come accade spesso in questo periodo dell’anno presentano in alcuni casi uno sviluppo eterogeneo. Nello stesso apiario ci sono famiglie più forti che “partono prima” e famiglie più deboli, meno numerose. L’apicoltore deve cercare di aiutare le più deboli spostando dei favi (e quindi delle api nascenti) da quelle più forti; sia per avere uno sviluppo dell’apiario omogeneo ma soprattutto che per evitare la tentazione, nelle più avvantaggiate, di saccheggiare le più deboli.

Nelle prossime settimane, tempo permettendo, ci sarà un’esplosione di fiori. Le giornate si allungano, i colori sostituiscono il grigio dell’inverno, sta arrivando il caldo. La primavera è arrivata, si può cominciare.

27 SETTEMBRE 2016

È stata una giornata un po’ fuori dal comune per le nostre api:  sono venuti a trovarci alcuni apicoltori del Burkina Faso, nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale che mira allo sviluppo di un apicoltura sostenibile in uno dei più poveri paesi africani. La visita ha avuto lo scopo di illustrare ai colleghi le modalità di gestione di un apiario, le attrezzature da noi utilizzate, e di confrontarci sulle tipologie di mieli e sui prodotti dell’alveare. In Burkina Faso, per esempio, sono ancora molto diffuse le “arnie tradizionali” fatte di canne e fango posizionate sulle piante e che impongono l’apicidio per la raccolta del miele e della cera, anche se l’arnia razionale che chiamano keniana (noi la conosciamo come Top Bar Hive) si sta diffondendo rapidamente. Una curiosità: gli amici del Burkina Faso non hanno voluto indossare alcun indumento di protezione perché secondo loro… le nostre api sono estremamente docili!

Delegazione apicoltori Burkina Faso
Apam è sempre aperta al confronto ed allo scambio di esperienze con apicoltori ed associazioni di altri paesi: eccoci con la delegazione del Burkina Faso

1 AGOSTO

Il progetto Bee my Future ha un nuovo sostenitore: si tratta di Ricola che ha deciso di aderire all’iniziativa adottando 5 arnie per testimoniare il proprio impegno e sensibilizzare sul tema. Ricola sarà presente con i suoi prodotti per tutto il periodo estivo nelle reception di circa 40 strutture Best Western in tutta Italia. Anche in questo periodo di vacanze, le nostre api sono al lavoro: il continuo alternarsi di pioggia, giorni caldi e brusche variazioni di temperatura, a inizio estate, ha portato a un aumento delle sciamature, che sono state decisamente superiori alla media degli scorsi anni. Il fiore più visitato in questa stagione è stato il ligustro, che con i suoi splendidi fiori bianchi regalerà al miele di millefiori il suo inconfondibile aroma.

Arnie Ricola Bee my future
Visita alle arnie Ricola da parte dello staff LifeGate

L’estate ha portato anche un altro sostenitore al progetto: si tratta di Allegrini Amenities, un’azienda che produce e distribuisce da oltre 25 anni linee cortesia per hotel destinate al mercato italiano ed internazionale. Tutte le fasi del processo produttivo di Allegrini, dallo studio delle formulazioni cosmetiche, alla realizzazione e al riempimento del packaging, si svolgono all’interno dell’azienda, nella sua sede di Grassobbio (Bg). La filosofia che guida l’impresa è da sempre GoGreen, per innovarsi nel pieno rispetto del pianeta e degli essere viventi. Quale miglior progetto di Bee my Future di LifeGate per dimostrare attenzione verso la biodiversità?

1 GIUGNO

Un’altra buona notizia per Bee my Future. Il progetto continua a crescere e ora conta 16 arnie. L’ultima è stata adottata da Alveus, un’azienda tedesca che opera nel mondo del commercio di tè naturale. Ora le nostre piccole api sono più protette dopo un anno duro a causa di un clima non favorevole che ha richiesto ancora più cura e attenzione da parte del nostro apicoltore. Vi ricordiamo che per addolcire questo inizio di estate potete già ordinare il miele di Bee my Future andando nel nostro store online.

Arnie di Alveus
Anche Alveus, azienda tedesca che opera nel mondo del commercio di tè naturale, protegge le nostre api!

26 APRILE

Le api di Bee my Future hanno superato l’inverno. I mesi trascorsi dall’inizio dell’anno sono stati relativamente miti. L’apicoltore Marco Zucchetti, aperte le arnie, ha cercato di “pareggiare le famiglie” visto che alcune famiglie erano più forti di altre. Così ha riportato gli alveari allo stesso grado di sviluppo, aiutando le arnie più deboli. Riportando l’armonia. Nel mese di aprile gli alberi da frutto come gli albicocchi, i peschi, i ciliegi hanno avuto delle fioriture ricche di nettare e polline. Così come i fiori dei giardini, delle siepi e delle bordure. Il tarassaco nei prati, nei parchi ed ai bordi delle strade ha colorato di giallo l’area di bottinatura e qualche goccia di pioggia ha portato l’umidità a livelli ottimali. Le api hanno cominciato, lentamente, a mettere da parte il miele.

Le api si risvegliano con la primavera. È tempo di bottinare
Le api si risvegliano con la primavera. È tempo di bottinare

18 GENNAIO

Anno nuovo, nuova arnia! Grazie a Coram Group, leader nella progettazione, sviluppo e realizzazione di parti per autoveicoli industriali, iniziamo bene il 2016 arrivando a quota 16 arnie. In questi giorni, le api sono in letargo, al sicuro, per ripararsi dal freddo grazie alle protezioni preparate a fine novembre. Questo è il periodo più difficile per loro, ma siamo certi che la cura usata dal nostro apicoltore sarà efficace per garantire alle nostre piccole api di superare l’inverno. A presto con i nuovi aggiornamenti e un dolce anno a tutti!

Leggi anche: Bee my Future. Lo storytelling del 2015

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