Earth day, cos’è la Giornata della Terra e perché si celebra

La Giornata della Terra, o Earth day, si celebra il 22 aprile in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione centrale che unisce tutta l’umanità: proteggere la nostra casa.

In collaborazione con Martina Girola

Ascolta “08. Earth day, la Giornata della Terra compie 50 anni” su Spreaker.
Erano gli anni del presidente Kennedy, gli anni dei Beatles in vetta alle classifiche e di Jimi Hendrix. Gli anni delle proteste contro la guerra in Vietnam. In quel periodo nasce l’idea dell’Earth day, la Giornata della Terra: l’inizio di quello che oggi è diventato il moderno movimento ambientalista.

Il 22 aprile 1970 diventa la data in cui si celebra la Giornata mondiale della Terra, nata dall’esigenza di proteggere l’ambiente e le risorse naturali. Il movimento, che vide la luce negli Stati Uniti, contò circa venti milioni di cittadini americani che si mobilitarano in una storica manifestazione in difesa dell’ambiente. L’idea venne al senatore democratico del Wisconsin, Gaylord Nelson: dopo aver osservato migliaia di studenti scendere in piazza per manifestare contro la guerra in Vietnam capì che quella era la strada da seguire per rivoluzionare il movimento ambientalista: una grande manifestazione ambientale a livello nazionale. Che nel 2020 festeggia 50 anni.

Ursula von der Leyen, Greta Thunberg
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen insieme all’attivista svedese Greta Thunberg © Leon Neal/Getty Images

L’Earth day ha 50 anni di storia

50 anni dopo, in piena crisi climatica e sanitaria, l’Earth day acquista ancora più significato. Mai come oggi è di fondamentale importanza rivedere e ripensare il nostro rapporto col pianeta. Un pianeta dalle risorse finite, con ecosistemi sempre più sottopressione e con i cicli naturali che stanno cambiando in maniera così rapida, da non essere in grado di sapere quali saranno le conseguenze nel medio e lungo periodo. Abbiamo tutte le conoscenze scientifiche che ci servono, sappiamo con certezza che le attività umane hanno e stanno avendo effetti deleteri sul “sistema Terra”, ma sappiamo anche come risolvere queste crisi, anche se signifca ripensare il modello di sviluppo, ridistribuire benessere e ricchezza, garantire eguali opportunità e diritti a tutta la popolazione. Siamo di fronte ad una sfida senza precedenti.

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Una donna mantiene un cartello in cui viene chiesta maggiore attenzione al cambiamento climatico in occasione del Climate Rally del 2010 a Washington © Brendan Hoffman/Getty Images

Chi era Gaylord Nelson, l’uomo che ha creato l’Earth day

L’idea di creare la Giornata della Terra è stata del senatore democratico del Wisconsin Gaylord Nelson che si ispirò alle manifestazioni contro la guerra in Vietnam per creare una grande protesta ambientale a livello nazionale.

Figlio di un’infermiera e di un dottore, avvocato e poi soldato durante la Seconda guerra mondiale, Gaylord Nelson era un uomo che sapeva convincere, un uomo in grado di spingere persino il presidente John Fitzgerald Kennedy a tenere una serie di discorsi per gli Stati Uniti legati all’ambiente e alla conservazione del patrimonio naturale.

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Il senatore Gaylord Nelson © AP Photo/Mark Hoffman

Nelson ha sempre rifiutato l’idea che lo sviluppo economico fosse in antitesi rispetto alla protezione dell’ambiente, anzi com’era solito dire “È l’economia che si deve adeguare alle regole della biodiversità, non il contrario”. Come riconoscimento al suo lavoro in campo ambientale, nel settembre del 1995 ha ricevuto la medaglia presidenziale della libertà.

Ma oltre ad essere un difensore dell’ambiente, è stato anche un forte sostenitore dei diritti e delle libertà civili e uno dei primi oppositori pubblici alla guerra in Vietnam. Durante il discorso che tenne proprio durante la Giornata della Terra del 1970 accusò il governo di aver speso miliardi di dollari in una guerra senza senso invece di occuparsi e preoccuparsi delle città americane, definendole delle “trappole disumane per migliaia di persone”.

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Generali americani durante la guerra del Vietnam © Terry Fincher/Express/Getty Images

Prima dell’Earth Day

Prima di arrivare a quello storico 22 aprile, però, va considerato il contesto e il verificarsi di una serie di eventi che hanno aperto la strada all’Earth Day. Uno di questi, è stata la pubblicazione nel 1962 del best-seller Primavera silenziosa, di Rachel Carson. Gli americani cominciarono a mettere in discussione l’uso dilagante dei pesticidi e a porsi delle domande sulla correlazione tra inquinamento e salute. Ma i tempi non erano maturi e serviva un segnale forte da lanciare alle istituzioni, una presa di posizione.

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In Francia il Consiglio costituzionale ha affermato che non è possibile produrre pesticidi vietati dalle norme europee neppure se essi sono destinati unicamente all’esportazione in nazioni extracomunitarie © David McNew/Getty Images

Il disastro di Santa Barbara

L’evento decisivo, purtroppo, fu drammatico. Il 28 gennaio 1969 la piattaforma petrolifera della Union Oil esplose vicino alle coste di Santa Barbara, in California. Oggi Santa Barbara è una famosa città americana, che dista solo un paio d’ore da Los Angeles, ma nel 1969 era famosa come epicentro di una vera e propria catastrofe.

Più di dieci milioni di litri di petrolio e fanghi di perforazione vennero riversati nel madre uccidendo oltre 10mila gabbiani, delfini, foche e leoni marini. Gaylord Nelson vide la macchia nera sorvolando l’area in aereo e nei giorni successivi si recò sul posto per vedere con i suoi occhi la devastazione ambientale.

Un anno dopo, il giorno dell’anniversario del disastro, venne celebrata una giornata in onore dei diritti ambientali. L’avvocato e attivista Marc McGinnes contribuì alla sua riuscita lavorando per mesi a stretto contatto con il senatore Pete McCloskey con cui aveva redatto il National environmental policy act, la legge degli Stati Uniti che promuove la tutela dell’ambiente. McCloskey, insieme ad altri senatori e leader politici, parlò al pubblico durante quella giornata. Si trattava del più grande raduno di persone appassionate e interessate ai diritti ambientali e l’inizio di quello che sarebbe diventato un movimento globale.

lago di maracaibo venezuela uccello ricoperto di petrolio
Per gli uccelli, venire in contatto con del petrolio rappresenta un grave pericolo perché le loro piume rimangono incollate le une con le altre, impedendo loro di volare © Justin Sullivan / Getty Images

L’Earth day del 1970

L’evento organizzato nel 1970 in poco tempo e praticamente senza budget fu un successo. “La Giornata della Terra funzionò proprio perché era un evento spontaneo, nato dal basso”, ha raccontato Gaylord Nelson. Fu un momento fondamentale per il movimento ambientalista, la gente aveva grande passione e desiderava prendere parte attivamente ad un movimento che avrebbe potuto cambiare il mondo. Una di queste persone era Martin Jennings, diciassettenne della Florida che ripulì come volontario i corsi d’acqua della propria città e affisse ovunque manifesti con lo slogan che poi sarebbe diventato celebre: “Se non sei parte della soluzione, sei parte del problema”.

All’epoca c’era tanta eccitazione, una passione genuina che contagiava tutti, abbiamo pensato che avremmo potuto fare la differenza.Martin Jennings
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no scatto della folla si riversò sulla Fifth Avenue a New York © Hulton Archive/Getty Images

L’Earth day a New York e a Philadelphia

Le città di New York e di Philadelphia videro un’adesione senza precedenti.

Il sindaco di New York di allora, John Lindsay, accettò di chiudere la Fifth Avenue per l’evento e diede ai ragazzi l’opportunità di usare i suoi uffici e il suo staff. Oltre a chiudere la quinta strada, Lindsay concesse anche Central park. Dato che Manhattan è la sede di molti media locali, dalla Cbs al New York Times, alla Abc, l’evento fu coperto da moltissimi giornalisti in tutto il paese.

Un gruppo di ragazzi ripulisce un parco di New York durante l'Earth day del 1970
Un gruppo di ragazzi ripulisce un parco di New York durante l’Earth day del 1970 ©Hulton Archive/Getty Images

Una situazione simile si verificò anche a Philadelphia. Proprio in questa città, dove fu firmata la Dichiarazione di indipendenza, gli attivisti firmarono una Dichiarazione di interdipendenza, sottolineando il fatto che ogni persona dipende dai suoi simili e dalla natura e per questo dovrebbe contribuire alla creazione di un ambiente vivibile per tutti.

La nascita dell’Earth day non fu solo simbolica, consentì di ottenere risultati concreti. Vennero di lì a poco approvate 28 riforme di carattere ambientale, dalla tutela dell’acqua e dell’aria al corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi, fino alla limitazione di sostanze chimiche e pesticidi negli alimenti e nei farmaci.

Cartello all'Earth day del 1970
Una foto dell’Earth day del 1970 ©Hulton Archive/Getty Images

Perché è stato chiamato Earth day

Ma per quale motivo è stato chiamato Earth day? Gaylord Nelson, l’uomo che diede vita a questa giornata, definì la scelta del nome come “ovvia e logica”. Earth day gli fu suggerito soprattutto dal copywriter Julian Koenig che si era offerto volontario per creare una strategia pubblicitaria in occasione dell’evento. Ed è proprio suo il merito di aver coniato questo nome. Koenig ci pensò per molti giorni prima di proporre delle opzioni a Nelson e alla fine scelse Earth day perché era un termine neutro che poteva riunire politici e attivisti senza allontanare nessuno. In più il 22 aprile era anche il suo compleanno e Earth day richiamava un po’ con birthday.

Terra antropocene
Secondo gli scienziati la Terra è entrata in una nuova era geologica, detta Antropocene e caratterizzata dal peso delle attività umane ©SSPL/Getty Images

Il 22 aprile è l’Earth day

Ogni anno sono centinaia le manifestazioni e gli eventi che si tengono in tutti i continenti. Uno degli ambiziosi obiettivi dell’Earth day è quello di piantare oltre un miliardo di alberi in tutto il mondo, per restituire qualcosa alla Terra. La ricorrenza, indetta dalle Nazioni Unite, vuole ricordare che è necessario recuperare quell’equilibrio originario, sottolineare che questo è l’unico pianeta che abbiamo e che dobbiamo difenderlo. Nel 2015, l’allora segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon dichiarò: “In occasione del’Earth day, chiedo che ciascuno di noi sia consapevole dell’impatto che le nostre scelte hanno su questo pianeta, e che tale impatto avrà ripercussioni sulle generazioni future”.

Nel 2017 la giornata fu dedicata all’alfabetizzazione su ambiente e clima. L’istruzione è la base per il progresso, è pertanto necessario formare una popolazione globale consapevole che i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia senza precedenti al nostro pianeta. Un’approfondita educazione ambientale contribuirà ad accelerare l’adozione di leggi e politiche in difesa del pianeta e del clima e la transizione verso una società a ridotte emissioni.

Bill Nye, uno dei sostenitori della Science March, durante una dimostrazione a New York. Foto via Kena Betancur/Getty Images
Bill Nye, uno dei sostenitori della Science March, durante una dimostrazione a New York. Foto via Kena Betancur/Getty Images

Earth day e la Marcia per la scienza, da Washington a Roma

Organizzata in occasione dell’Earth day del 2017, sempre negli Stati Uniti nacque la prima  Science March tenutasi lungo il Mall di Washington, uno dei luoghi simbolo della nazione per risvegliare coscienze e menti. “La Science March è il primo passo di un movimento globale per difendere il ruolo fondamentale che la scienza svolge nella nostra salute, sicurezza, economie e governi”, recitava il manifesto della mobilitazione. L’evento fu lanciato per contrastare la costante interferenza della politica e degli interessi economici su questioni che interessano tutti i cittadini e alle quali la scienza tenta e dà delle risposte grazie a ricerca e metodo. Cambiamenti climatici, ambiente, salute sono temi fondamentali per la società odierna. E se vengono minate le fondamenta, il rischio di scelte oscurantiste e al di là del “bene comune” sono più che reali.

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2016: Leonardo DiCaprio nel film ‘Before the flood’

Earth day, 9 persone che stanno salvando la Terra

Si potrebbero definire gli influencer del terzo millennio. Tra loro attori, scienziati, politici, attivisti. Tutti spinti da un unico obiettivo: la protezione del pianeta e dell’ambiente.

  • Bill McKibben. Ambientalista americano, è uno dei fondatori di 350.org primo movimento ambientalista che fin dalla fine degli anni ’90 si batte per promuovere la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni.
  • Joahn Rockstrom. Scienziato e direttore dello Stockholm Resilience Centre. È considerato universalmente uno dei maggiori esperti di sostenibilità. Lavora come consulente per vari governi a livello globale e insieme al suo team di ricerca ha messo a punto dei modelli scientifici per far sì che l’uomo continui a prosperare in un pianeta sempre più instabile e minacciato dai cambiamenti climatici.
  • Jane Goodall. Scienziata, etologa ed antropologa, ha dedicato la sua vita allo studio e alla protezione dei primati. Ha da poco compiuto 85 anni e ancora oggi gira il mondo per divulgare il suo immenso amore per la natura.
  • Leonardo DiCaprio. L’attore è da anni impegnato nella divulgazione dei temi legati ai cambiamenti climatici e alla protezione dell’ambiente. Oggi è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del movimento ambientalista mondiale.
  • Elon Musk. C’è chi lo definisce un visionario, chi un filantropo, chi un miliardario che si può permettere di perdere del denaro. Quel che è certo che questo signore del Sud Africa ha e sta cambiando per sempre il mondo della mobilità.
  • Amory Lovins. Scienziato, scrittore e ambientalista americano, è il fondatore del Rocky Mountain Institute. Definito come un “visionario” dell’energia, da sempre spiega come siamo già nell’era della caduta inesorabile del petrolio e di come le rinnovabili e soprattutto l’efficienza energetica siano il futuro.
  • Naomi Klein. Scrittrice, giornalista e attivista, da tempo è la più fervente oppositrice del capitalismo in quanto tale, ovvero come sistema economico che crea disuguaglianze e distrugge il pianeta con il suo concetto di crescita illimitata.
  • Andre Bauma. Ranger al Virunga National Park i Congo, salva, protegge e cura i piccoli orfani di gorilla, a causa dell’uccisione degli esemplari adulti da parte dei bracconieri.
  • Barack Obama. È stato il primo presidente degli Stati Uniti a parlare apertamente dei cambiamenti climatici e a mettere all’interno della propria agenda politica una strategia di mitigazione, puntando sulla transizione energetica del paese.
  • Greta Thunberg. Dopo essere diventata popolare in tutto il mondo grazie al discorso che ha tenuto alla Cop24, la conferenza sul clima di Katowice del 2018, la giovane attivista continua la sua lotta contro i cambiamenti climatici, per chiedere al suo governo e a tutti i governi azioni concrete. Sul suo esempio, sono nati decine di comitati in tutto il mondo, Italia compresa, #fridaysforfuture: composti da giovani che vogliono che venga garantito loro il futuro.

I film da vedere in occasione dell’Earth day

Da Philip Glass a Fiorello, dal “film evento” del fotografo della “terra vista dal cielo” alle opere di DisneyNature, il cinema ci offre immagini sempre più spettacolari per ammirare la meraviglia della natura. Ecco allora qualche titolo da non perdere in occasione dell’Earth day.

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Secondo la Fao la difesa delle foreste è imprescindibile se si vuole garantire al pianeta un futuro sostenibile © Christopher Furlong/Getty Images

Earth la nuova canzone per la Terra

In occasione dell’Earth day 2019 Lil Dicky, rapper e comico statunitense, ha pubblicato un cortometraggio, realizzato per una nuova canzone alla quale hanno partecipato molte voci note al pubblico:  Ariana Grande, Snoop Dogg, Sia, Katy Perry, Ed Sheeran, c’è Kevin Hart che fa Kanye West e c’è Leonardo DiCaprio, da sempre impegnato in progetti per la tutela dell’ambiente.

L’importanza dell’educazione ambientale

La giornata del 2017, quarantasettesima edizione della manifestazione, è dedicata all’alfabetizzazione su ambiente e clima. L’istruzione è la base per il progresso, è pertanto necessario formare una popolazione globale consapevole che i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia senza precedenti al nostro pianeta. Un’approfondita educazione ambientale contribuirà ad accelerare l’adozione di leggi e politiche in difesa del pianeta e del clima e la transizione verso una società a ridotte emissioni.

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