Calo della produzione, aumento della mortalità nei campi, ricadute sui diritti dei lavoratori: un report di Terra ed EStà fotografa l’impatto della crisi climatica sull’agricoltura e propone delle soluzioni.
In zona Moscova, Cactus ha uno spirito giovane e creativo e un menù prevalentemente vegetale, stagionale e attento agli sprechi.
Ramen con zucca, Tarte tatin di barbabietola, Vellutata di sedano rapa, Radicchio rosso di Treviso con blue di bufala e aceto balsamico: scegliere un piatto dal menù di Cactus Kitchen&Bar, nuovo ristorante e secret bar nel quartiere Moscova a Milano, regala la stessa sensazione che attingere da una tavolozza di colori.
Le tinte (e i sapori) sono quelle degli ingredienti freschi di stagione che ci suggeriscono una cucina rispettosa dei tempi della natura e attenta al benessere, ma anche creativa, ribelle, istintiva e fusion, specchio dello staff under 30 del locale capitanato dallo chef e co-founder Alessio Sebastiani, classe 1990 e un curriculum con diverse esperienze in prestigiosi ristoranti d’Europa, Inghilterra e Stati Uniti.
“Provengo da una famiglia che ha sempre lavorato con la frutta e la verdura”, spiega lo chef. “Il rispetto per la terra ha sempre fatto parte di me e dopo aver lavorato in giro per il mondo mi sono sentito maturo per dare il via a quest’avventura in cui la sostenibilità è declinata a 360° gradi, dalla selezione delle materie prime da produttori che condividono i nostri valori fino al lavoro sostenibile che si declina, tra le altre cose, nei due giorni di chiusura a settimana”.
Oltre 400 metri quadrati su due livelli, Cactus è aperto dalla colazione al dopo cena – con una proposta di brunch tutti i giorni – per offrire un’esperienza culinaria di alto livello, basata su piatti salutari e nutrienti. “Prediligiamo ingredienti biologici “, continua lo chef. “Abbiamo qualche proposta di pesce, ma abbiamo scelto di escludere la carne dal menù. A pranzo proponiamo i Fit meal che comprendono sempre cereali, verdure e proteine per un pasto bilanciato ed equilibrato”.
Il menù cambia quattro volte l’anno, mentre ogni mese viene scelto un ingrediente che diventa protagonista di piatti a tema. “Di recente con il carciofo, ad esempio, ho creato un tagliolino di farina di canapa con spuma di carbonara, e persino un dolce, abbinando questo ortaggio a cioccolato fondente e bergamotto”.
L’approccio nella preparazione dei piatti e nel servizio è plastic free e alcuni piatti del menù, come la pappa al pomodoro e la panzanella, sono appositamente pensati per praticare una cucina di riciclo e combattere lo spreco alimentare.
Stesso scopo ha la birra proposta nel locale, prodotta con il pane invenduto. Alla proposta gourmet si affianca quella del bere di qualità, con i cocktail che si gustano nella lounge al piano sotto il ristorante: così Cactus diventa un luogo di ritrovo per l’intera giornata, un locale alla moda ma con uno spirito “radical” in tema di sostenibilità.
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