Chi è Elon Musk, la storia del fondatore di Tesla, SpaceX e Solarcity

Elon Musk è una delle figure più influenti e pragmatiche del nostro tempo. Sta rivoluzionando il mondo dei trasporti e dell’energia. Ecco chi è l’uomo che ci vuole portare su Marte.

Elon Musk nasce il 28 giugno 1971 a Pretoria, Sudafrica, da Maye Haldeman, canadese, e Errol Musk, sudafricano. Oggi è considerato una delle menti più brillanti del Ventunesimo secolo e i suoi progetti imprenditoriali, Tesla e SpaceX in testa, dimostrano le capacità imprenditoriali e la visione del futuro di quello che la rivista di economia Forbes considera tra i giovani miliardari più influenti al mondo. Le sue imprese, come molte delle sue idee spesso considerate quasi al limite della realizzazione, lo hanno portato anche sul grande schermo: non sono in pochi a trovare delle analogie con l’Iron Man del cinema, ispirato alla vita dell’inventore sudafricano naturalizzato statunitense.

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Elon Musk nel suo ufficio alla SpaceX, Los Angeles. Foto via Juvertson/Flickr CC 2.0

Da dove arriva Elon Musk

Fin da giovanissimo Musk mostra un particolare interesse per la programmazione, tanto che a soli 10 anni sviluppa il suo primo programma in Basic, uno dei primi software conosciuto da chi è cresciuto negli anni Ottanta, e a 12 anni vende il suo primo gioco elettronico: Blastar. Una sorta di Space Invader, dove una navicella deve distruggere le navi nemiche con bombe all’idrogeno.

Dopo il divorzio dei genitori, Musk passa la giovinezza col padre in Sudafrica; nel 1989 arriva in Canada e inizia a studiare alla Queen university, poi conclude gli studi negli Stati Uniti e si laurea in Fisica ed Economia all’università della Pennsylvania. Vince una borsa di studio a Stanford, ma dopo pochi giorni sceglie San Francisco, dove sorgerà la futura Silicon Valley. È l’alba del world wide web, di internet. In quegli anni nascono i primi motori di ricerca come Yahoo! e Netscape, mentre i primi bit iniziano a circolare in rete. Qui la prima intuizione: realizzare una sorta di elenco delle imprese localizzato all’interno di una mappa digitale da vendere poi agli editori. Col fratello Kimbal fonda così il Global link information network, una startup che cambierà nome in Zip2 dopo che il New York Times e il Chicago Tribune acquisiscono il servizio. Nel 1999 Compaq fiuta l’affare e acquista Zip2 per 307 milioni di dollari e 34 milioni in stock option. È il primo vero successo imprenditoriale di Elon Musk.

La creazione di Paypal e del patrimonio di Elon Musk

Ma è con i servizi finanziari online che Elon Musk realizza il salto di qualità, se non altro per l’impatto che avrà questa attività sulla vita quotidiana delle persone. Nel 1999 co-fonda la X.com, una sorta di banca online che presto diventa Paypal, uno dei sistemi per i pagamenti online più famoso ed utilizzato al mondo. La piattaforma funziona benissimo, tanto che convince Ebay ad acquistarla nel 2002. Nel 2016 Paypal chiude il quarto trimestre con un utile di 367 milioni di dollari, in rialzo del 28 per cento rispetto all’anno precedente.

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Il lancio del Falcon 9, primo razzo in grado di tornare alla base. Foto via SpaceX/Flickr.

Il sogno dello spazio e la nascita di SpaceX

Uno dei sogni di Elon Musk è sempre stato quello della conquista dello spazio. La conferma di questa aspirazione la rivela anche a LifeGate, nel corso dell’intervista rilasciata in occasione dell’apertura del primo store Tesla in Italia, a Milano. Musk non ha mai nascosto di voler portare l’uomo su Marte prima della fine del secolo. Invitato al recente Congresso internazionale di astronautica a Guadalajara, in Messico, ha dichiarato: “Quello che voglio veramente è fare in modo che Marte diventi possibile, una meta da raggiungere nel corso delle nostre vite”. Probabilmente, è da questa aspirazione che nasce SpaceX, nel 2002. Musk diventa il primo proprietario di una società per trasporti spaziali al mondo. E in un certo senso inventa anche il primo razzo spaziale riciclabile: il Falcon 9 – il razzo che oggi rifornisce la Stazione spaziale internazionale e che porta in orbita i satelliti – è in grado di utilizzare lo stesso motore per più lanci, oltre che a poter tornare alla base terrestre senza pilota. Insomma, la base per i viaggi interplanetari: la capsula Dragon infatti potrebbe presto diventare la cabina di pilotaggio e di trasporto per gli esseri umani.

La vera rivoluzione di SpaceX è stata quella di rivoluzionare il trasporto su razzo in orbita. Prima i razzi venivano distrutti durante le varie fasi del lancio, mentre per rientrare nell’atmosfera non restava che il modulo di atterraggio. Oggi con il Falcon 9 il trasporto orbitale è diventato estremamente più economico. “Se è possibile capire come riutilizzare in modo efficace i razzi come accade per gli aerei, il costo per andare nello spazio si ridurrà di centinaia di volte. Un veicolo completamente riutilizzabile non è mai stato fatto prima”, ha dichiarato Musk. “Questa è veramente la svolta fondamentale necessaria per rivoluzionare l’accesso allo spazio”. Secondo l’imprenditore è verosimile vedere la prima missione umana su Marte entro il 2022. Manca pochissimo.

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Elon Musk a fianco di una Tesla Model S. Foto via Maurizio Pesce/Flickr CC 2.0

 

La nascita di Tesla Motors. L’auto elettrica è (quasi) per tutti

Web e spazio sono solo due delle intuizioni di Musk. L’altro grande tema che lo appassiona è l’energia. In particolare, l’energia legata alla mobilità sostenibile. Per questo nel 2003 fonda la Tesla Motors, casa automobilistica che rivoluzionerà il concetto di auto elettrica: nel 2008 arriva la prima Tesla Roadster. Una supercar sportiva capace di raggiungere i 200 chilometri orari. Nonostante fosse estremamente costosa, sia da costruire che da acquistare, riscuote subito grande successo. Oggi la produzione è interrotta, ma alle spalle ha duemila esemplari.

Certo si è trattato di un “giocattolo” per pochi, che però ha permesso a Musk di investire per proporre al mercato la prima berlina elettrica di lusso: la Model S. La vettura ha battuto numerosi record: autonomia oltre i 400 chilometri per il primo modello. Quello successivo ha registrato toccato quota 900 chilometri. Inoltre è la prima vettura ad avere l’autopilota e ad essere connessa alla rete in modo integrato. La gamma non finisce qua, perché l’idea di Musk è quello di rendere accessibile l’auto elettrica al grande pubblico. Dopo la fantascientifica Model X – un suv ad ali di gabbiano – da pochi giorni è pronta la prima linea di produzione della Model 3, l’utilitaria di casa Tesla. Prezzo poco più di 30mila euro, anche se una volta accessoriata potrebbe venire a costare sui 50mila euro. “Non ci fermeremo finché ogni auto sulla strada non sarà elettrica”, ha promesso.

Elon Musk e l’energia rinnovabile

Evidentemente collegato ai veicoli elettrici, il settore dell’energia ha sempre attirato il magnate americano. Per questo motivo, dopo varie questioni economiche e legali, riesce ad avviare in Nevada la prima Gigafactory: un sito produttivo di grandi dimensioni per la produzione delle batterie al litio per le auto e per i sistemi di accumulo Tesla, come il Powerwall. Da qui Musk pensa all’Europa, e nel 2016 annuncia la costruzione di un sito produttivo unico per auto e sistemi di accumulo che si chiamerà Gigafactory 2. Non solo, pochi giorni fa l’imprenditore ha annunciato la volontà di realizzare la batteria agli ioni di litio più potente al mondo.

Ma il rapporto con le rinnovabili non si ferma qui. Il fiuto per gli affari si sposta anche sui sistemi per la produzione di energia rinnovabile, così da chiudere il cerchio. Lo scorso anno, nello stato di New York, apre Solarcity, la prima fabbrica per la produzione di pannelli fotovoltaici marchiati Tesla. E ancora. Nel 2016, con un evento mediatico che ha riscosso un successo planetario, Elon Musk lancia la tegola fotovoltaica integrata per i tetti delle abitazioni. Certo non si tratta di una novità assoluta, ma la capacità comunicativa del miliardario sudafricano ha fatto sì che se ne parlasse in tutto il mondo. Progetti per il futuro? Certamente. Elon Musk sta già lavorando all’Hyperloop, un treno supersonico che dovrebbe rivoluzionare il sistema dei trasporti.

Elon Musk e l’Hyperloop

Nel frattempo continuano i test del treno supersonico che dovrebbe collegare San Francisco a Los Angeles in poco più di 30 minuti. Ad agosto 2017 il treno ha levitato per circa mezzo chilometro, superando di poco i 300 km/h. Certo, ancora lontano dai 1.200 km/h che dovrebbe toccare a regime, ma per ora si pensa più a sviluppare e testare i sistemi di bloccaggio e sui dispositivi di sicurezza. Lo stesso Elon Musk ha pubblicato un video della strepitosa accelerazione di Hyperloop.

Hyperloop WARR pod run to 201 mph (324 km/h) in 0.8 mile near vacuum tube

Un post condiviso da Elon Musk (@elonmusk) in data:

Elon Musk lancia una Tesla Roadster nello spazio

Il 6 febbraio 2018 dalla base di Cape Canaveral in Florida, alle 21.45 ora italiana, parte il razzo più potente mai costruito, il Falcon Heavy. Ciò che lo distingue è la stazza: 70 metri di altezza, oltre 54 tonnellate di capacità di carico in orbita bassa e oltre 22mila in orbita geostazionaria. Studiato per il trasporto di merci, in futuro secondo quanto ipotizzato dallo stesso Elon Musk potrebbe essere impiegato anche per il trasporto di persone.

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La Tesla Roadster nello spazio © SpaceX

Il razzo è inoltre realizzato per essere riutilizzato, tanto che i tre booster impiegati per lanciare il Falcon Heavy oltre l’atmosfera terrestre, sono tornati sulla terra intatti. Ciò che più ha attirato l’attenzione, oltre agli evidenti risvolti nei futuri viaggi spaziali, è stato particolare equipaggio di questa navetta: un Tesla Roadster rossa, guidata da Starman, un manichino vestito da astronauta che è entrata in orbita sulle note di Space Oddity di David Bowie. Ora è lì fuori, oltre le fasce di Van Allen, in viaggio verso Marte (dove però non atterrerà mai).

Il sogno di Elon Musk, del resto, è lo stesso che hanno molte persone comuni: un mondo alimentato da energie rinnovabili, dove i cittadini si trasformano in prosumer (produttori e consumatori allo stesso tempo) e si spostano senza produrre emissioni di CO2 e che un giorno, forse, potranno poggiare i piedi sul Pianeta rosso.

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