Grenoble è la capitale verde d’Europa 2022

Giovedì 8 ottobre la giuria della Commissione europea ha designato Grenoble capitale verde d’Europa per il 2022. Ecco le motivazioni.

Grenoble sarà la capitale verde d’Europa per il 2022. Giunta in finale con Digione, Tallinn e Torino, la città francese situata nella regione Alvernia-Rodano-Alpi, è stata scelta nella serata di giovedì 8 ottobre. Gli esperti della Commissione europea hanno infatti preso in considerazione dodici indicatori: in cinque casi Grenoble era risultata al primo posto e in sei al secondo posto.

Gli indicatori utilizzati per scegliere la capitale verde d’Europa

La giuria ha in particolare verificato le politiche adottate in materia di miglioramento della qualità dell’aria, delle risorse idriche, di gestione dei rifiuti, di mobilità, di governance, di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, di tutela della biodiversità e di capacità di assicurare una crescita economica sostenibile.

Per la città guidata dal sindaco verde Eric Piolle si tratta di un enorme successo, non solo dal punto di vista politico. Al di là della ricompensa materiale – 350mila euro – sulla realtà di Grenoble saranno a questo punto accesi a lungo i riflettori.

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Il sindaco di Grenoble, Eric Piolle, al momento dell’annuncio © Ville de Grenoble

“Siamo estremamente orgogliosi – ha commentato il primo cittadino -. Faremo del titolo di capitale verde d’Europa una base per unirci e per accelerare la transizione. Ci renderemo degli ambasciatori proattivi e esigenti. Il nostro obiettivo è di condividere un futuro desiderabile. Nel recente passato abbiamo dovuto fronteggiare gravi crisi e la maggior parte di esse è imputabile alla mancanza di rispetto nei confronti della natura”.

Il sindaco ecologista Eric Piolle guida Grenoble dal 2014

Eric Piolle, membro del partito Europe-Ecologie Les Verts (Eelv, i Verdi francesi) è alla guida di Grenoble dal 2014. E alle scorse elezioni municipali, tenute tra i mesi di marzo e di giugno, è stato riconfermato con decisione della popolazione della propria città. Nel 2004, ottenne infatti al primo turno il 29,4 per cento: dopo sei anni al governo i suoi consensi sono cresciuti 46,6 per cento. Al secondo turno, inoltre, i voti sono cresciuti al 53 per cento (rispetto al 40 per cento del 2004).

A lungo, è stato il solo sindaco ecologista a guidare una grande città francese. Ingegnere, 47 anni, Piolle, nato nei Pirenei Atlantici, vive a Grenoble dai tempi dell’università. Nel 2014 si era presenta come outsider alle elezioni comunali, alla testa della lista “Grenoble, una città per tutti”, sostenuta da un’alleanza tra il partito Eelv, il Parti de gauche (Partito della sinistra), la Sinistra anticapitalista e due associazioni locali.

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Il sindaco di Grenoble Eric Piolle ha spiegato di puntare a trasformare il rapporto che lega la popolazione alla città © Andrea Barolini

“Abbiamo avviato una trasformazione dell’immaginario”

“Abbiamo avviato una trasformazione dell’immaginario. Partendo da scelte molto concrete, come ad esempio il voler incentivare un cambiamento profondo nel modo di concepire gli spostamenti urbani”, spiegava il sindaco di Grenoble in un’intervista concessa a LifeGate nel 2016. Nel corso degli anni, la città ha avviato una serie di riforme al contempo concrete e simboliche: a cominciare dall’imposizione del limite di velocità di 30 chilometri orari in tutta la città (salvo pochi grandi assi ancora a 50).

“Ciò che cambia – ha sottolineato Piolle – non è tanto la velocità media: a Grenoble si circolava a 18,9 all’ora, calcolando le soste e il traffico, e con i nuovi limiti si scende a 17,3. A cambiare davvero è l’approccio al centro urbano. Il modo di fare attenzione agli altri, soprattutto ai pedoni e a chi usa la bicicletta”.

Sono stati inoltre eliminati i cartelloni pubblicitari e piantati al loro posto alberi (15mila in tutto, nel 2020), creati 40 chilometri di “autostrade ciclabili” sul territorio urbano, parte del bilancio municipale è stato destinato a progetti “dal basso”, promossi e votati ogni anno dalla popolazione. La città si è impegnata poi in un programma per ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030, basato su 17 linee guida, 48 azioni e più di 160 misure da adottare. Si prevede così di raggiungere il 100 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili.

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La città di Grenoble, con sullo sfondo la Bastiglia © Andrea Barolini

A Grenoble 7.500 bici a disposizione dei cittadini, cibo bio nelle mense, hotel per api

A Grenoble, poi, per i ciclisti sono a disposizione 7.500 bici (affittabili a 10 centesimi l’ora), ovvero circa un terzo dell’intera flotta offerta a Parigi (ma la popolazione è venti volte inferiore a quella della capitale). Chi si abbona per un anno al vélo comunale ha diritto anche allo sconto sulla rete di tram, alla revisione gratuita del mezzo, e a “parcheggiare” in uno dei 350 box sparsi nella città. Minicar elettriche e car sharing completano l’offerta per una mobilità “dolce”.

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In alcuni punti della città, al posto delle pubblicità sono stati installati cartelloni che informano sulle attività del comune o promuovono eventi culturali © Andrea Barolini

In città sono presenti inoltre numerose strade pedonali, il 60% dei pasti nelle mense scolastiche è costituito da cibo biologico e locale. È stata installata una fattoria urbana, 23 orti e quattro nuovi parchi, nonché abolito l’uso di pesticidi. Sono stati quindi inaugurati alcuni “hotel per api” nella città, al fine di facilitare la permanenza degli insetti sul territorio urbano. Tra i progetti futuri, infine, si prevede la costruzione di funivie e cabinovie urbane per collegare le linee di tram presenti in città.

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