Best practice

Il prossimo traguardo di Henkel: avere un impatto positivo sul clima

Consumare meno energia, usare fonti pulite, coinvolgere la filiera nella transizione verde. Così Henkel vuole diventare climate positive entro il 2040.

Se vogliamo davvero salvare il clima, non abbiamo tempo da perdere. Il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unep), nelle pagine dell’Emissions gap report 2019, parla chiaro. Nell’ultimo decennio le emissioni di gas serra sono aumentate a un ritmo medio dell’1,5 per cento all’anno; se anche d’ora in poi tutti gli Stati si attenessero scrupolosamente agli impegni presi con l’Accordo di Parigi, entro la fine del secolo le temperature sarebbero comunque destinate a superare di 3,2 gradi centigradi quelle dell’epoca preindustriale. Abbiamo ancora uno spiraglio, ma dobbiamo subito tagliare le emissioni globali del 7,6 per cento all’anno, da qui al 2030. Un compito che spetta a ogni singolo Stato ma anche ad amministrazioni locali, aziende e individui, sottolinea il direttore esecutivo dell’Unep Inger Andersen.

Ed è proprio dal fronte delle aziende che arrivano promesse sempre più coraggiose. È il caso di Henkel, leader nel campo di detergenti, cosmetici e adesivi e sigillanti, con presenza commerciale in 130 paesi e 20 miliardi di euro di fatturato. Mentre altri hanno deciso di diventare carbon neutral, cioè di azzerare l’impatto climatico delle proprie attività, la multinazionale tedesca ha optato per un cambio di prospettiva: entro il 2040 sarà climate positive.

Cosa significa per Henkel diventare climate positive

In estrema sintesi, la sfida di Henkel è questa: fare in modo che le proprie attività generino un impatto positivo sul clima entro il 2040. Il punto di partenza è una produzione industriale che genera circa 665mila tonnellate di CO2, divise equamente tra quelle dovute ai combustibili usati dagli stabilimenti e quelle legate all’energia (soprattutto elettrica) acquistata. L’azienda assicura che quest’impronta di carbonio scenderà in fretta: per la precisione, del 65 per cento entro il 2025 e del 75 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010.

La strategia è duplice: da un lato Henkel punta a ridurre i consumi energetici ove possibile, generando maggiore efficienza, dall’altro lavora per alimentare gli stabilimenti con energia verde. L’obiettivo è coprire il 100 per cento del fabbisogno di elettricità con fonti rinnovabili entro il 2030, sostituendo totalmente i combustibili fossili. Considerato che gli stabilimenti di proprietà sono 184 e sono disseminati nei cinque continenti, per questa transizione verde bisogna adottare un mix di approcci diversi. Laddove possibile, Henkel installa pale eoliche, pannelli fotovoltaici e altre tecnologie per produrre energia pulita in loco; oppure la acquista da una utility locale o tramite un accordo di fornitura a lungo termine. La terza opzione è quella del Ppa virtuale. Ciò significa che l’azienda compra una quantità di energia elettrica pari a quella che consuma, però non la usa in prima persona, ma la immette nella rete elettrica.

pannelli solari, Henkel
I pannelli solari installati presso lo stabilimento di Montornés de Vallés, in Spagna © Henkel

Per centrare l’obiettivo della neutralità climatica, quei pochi combustibili fossili rimasti verranno sostituiti da biogas, oppure idrogeno o metano prodotti dalle fonti rinnovabili (tecnicamente si chiama power to gas). Per fare quel gradino in più e rendere climate positive le proprie operazioni, Henkel fornirà a terze parti l’energia pulita di cui non ha bisogno.

Un cambiamento che abbraccia tutta la filiera

Henkel ha il potere di intervenire sulla fase di produzione, poiché la gestisce direttamente. L’impronta climatica di un prodotto però inizia ben prima, già con l’approvvigionamento delle materie prime. Per questo è determinata a sforbiciare del 30 per cento entro il 2030 l’impronta di carbonio per tonnellata di materie prime e packaging, tenendo come punto di partenza i livelli del 2017. Nel frattempo i team di ricerca e sviluppo sono all’opera per trovare alternative più sostenibili ai materiali particolarmente impattanti.

Un ruolo da protagonisti spetta anche ai consumatori. Una categoria che, per un’azienda come Henkel, è vastissima: dalla famiglia che fa il bucato, al salone da parrucchiere, fino alla fabbrica che adopera un sigillante per confezionare i prodotti. Il target da raggiungere nell’arco di dieci anni, dal 2016 al 2025, è un risparmio di 100 milioni di tonnellate di CO2 nella fase di consumo. Anche in questo caso servono azioni differenti ma coordinate tra loro. C’è un lavoro di ricerca e sviluppo volto a rendere i prodotti sempre più efficienti: detersivi che smacchiano anche a basse temperature, adesivi elettroconduttivi che permettono di installare più celle in un modulo fotovoltaico, trattamenti per superfici metalliche che alleggeriscono il peso di un’automobile. E c’è un lavoro di comunicazione che invita i consumatori a riflettere sulle loro abitudini quotidiane, incoraggiandoli a evitare gli sprechi.

Articoli correlati