Best practice

Il prossimo traguardo di Henkel: avere un impatto positivo sul clima

Consumare meno energia, usare fonti pulite, coinvolgere la filiera nella transizione verde. Così Henkel vuole diventare climate positive entro il 2040.

Se vogliamo davvero salvare il pianeta, non abbiamo tempo da perdere. Il report State of the global climate 2020, stilato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), conferma che il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati, con temperature medie che hanno superato di circa 1,2 gradi centigradi i livelli d’inizio secolo. Nemmeno la pandemia Covid-19 è bastata a invertire questo trend. Il calo delle emissioni di CO2 dovuto ai lockdown e alla sospensione di molte attività ha attenuato solo lievemente il riscaldamento globale. Ma non tutto è perduto: possiamo ancora scongiurare le manifestazioni peggiori della crisi climatica se riusciremo a tagliare le emissioni globali del 7,6 per cento all’anno, da qui al 2030, coinvolgendo ogni singolo Stato e le amministrazioni locali, ma soprattutto le aziende e gli individui.

Ed è proprio dal fronte delle aziende che arrivano promesse sempre più coraggiose. È il caso di Henkelleader nel campo di detergenti, cosmetici, adesivi e sigillanti che, mentre altri puntano a diventare carbon neutral, cioè ad azzerare l’impronta ambientale delle proprie attività, mira ancora più in alto per essere climate positive entro il 2040.

Cosa significa per Henkel diventare climate positive

In estrema sintesi, la sfida di Henkel è avere un impatto positivo sul clima entro il 2040, con una strategia globale e piani molto dettagliati per produrre energia pulita con cui alimentare le proprie attività e generare risorse da restituire alla collettività.

Il punto di partenza è la produzione industriale. L’azienda assicura che l’impronta di carbonio scenderà in fretta: per la precisione, del 65 per cento entro il 2025 e del 75 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010.

La strategia è duplice: da un lato Henkel punta a ridurre i consumi energetici ove possibile, generando maggiore efficienza, dall’altro lavora per alimentare gli stabilimenti solo con energia verde. L’obiettivo è coprire il 100 per cento del fabbisogno di elettricità con fonti rinnovabili entro il 2030, sostituendo totalmente i combustibili fossili. Considerato che gli stabilimenti di proprietà sono 179 e sono disseminati nei cinque continenti, per questa transizione verde bisogna adottare un mix di approcci diversi.

Pannelli fotovoltaici Henkel
Il tetto di uno degli stabilimenti Henkel, in Spagna, completamente ricoperto da pannelli fotovoltaici © Henkel

Laddove possibile, Henkel installa pannelli fotovoltaici e altri sistemi per produrre energia pulita in loco; in alternativa la acquista da una utility locale o tramite accordi di fornitura a lungo termine. La terza opzione è quella del Ppa virtuale. Ciò significa che l’azienda investe in progetti innovativi, come il parco eolico in costruzione in Texas, che produrrà una quantità di elettricità tale da coprire il fabbisogno di tutte e 30 le sedi di Henkel negli Stati Uniti e avere un eccesso da immettere in rete a disposizione della comunità. Questa quota di energia aggiuntiva fornita a terzi permette alle operazioni di Henkel di fare un gradino in più rispetto alla carbon neutrality, diventando climate positive.

Per quanto riguarda l’energia termica, i combustibili fossili verranno sostituiti da biomassa e biogas, con la possibilità di sperimentare anche l’impiego dell’idrogeno.

Un cambiamento che abbraccia tutta la filiera

L’impronta climatica di un prodotto inizia però ben prima della produzione, già con l’approvvigionamento delle materie prime. Per questo Henkel è determinata a sforbiciare del 30 per cento entro il 2030 l’impronta di carbonio delle materie prime e investe costantemente per rendere il packaging sempre più sostenibile, diminuendo la quota di materiale vergine e facendo confezioni riutilizzabili o meglio riciclabili.

L’impegno si estende alla logistica e i trasporti. Tra il 2015 e il 2020, per ogni tonnellata di prodotto le emissioni sono state già ridotte del 5 per cento grazie all’ottimizzazione dei processi e alla realizzazione di magazzini sempre più automatizzati ed efficienti.

Gli obiettivi definiti su scala globale sono stati promossi dalla Science based targets initiative, la rete di esperti che, sotto il coordinamento del Carbon disclosure project, il Global compact delle Nazioni Unite, il World Resources Institute e il Wwf, prende in esame le strategie dei vari brand e le valuta rispetto ai parametri necessari per rispettare l’Accordo di Parigi. Henkel fa parte del gruppo di circa mille aziende in tutto il mondo che si sono volontariamente sottoposte a questa valutazione indipendente. La conferma è arrivata nel maggio 2020: il taglio alle emissioni legate alle operazioni (Scope 1 e 2) è in linea con il contenimento del riscaldamento globale entro gli 1,5 gradi centigradi, mentre quello sulla catena del valore (Scope 3) è al livello delle attuali best practice internazionali.

Camion a gas naturale Henkel
Uno dei camion a gas naturale impiegati da Henkel per trasportare le proprie merci. Presto avverrà il passaggio a veicoli alimentati a idrogeno © Henkel

L’alleanza con clienti e consumatori

Se vogliamo davvero porre un freno ai cambiamenti climatici, l’impegno delle aziende non è sufficiente: serve la massima collaborazione da parte dei clienti e dei consumatori finali. Dobbiamo infatti ricordare che, per alcune categorie di prodotto, fino al 90 per cento dell’impatto ambientale è legato alla fase di consumo. Le azioni individuali e quotidiane – moltiplicate per quasi 8 miliardi di persone che abitano il Pianeta – fanno la differenza nel valorizzare, o al contrario vanificare, gli investimenti delle imprese produttrici.

Per questo Henkel continua a investire nello sviluppo di prodotti a basso impatto ambientale e non smette di invitare i consumatori a leggere bene le etichette sulle confezioni per dosare correttamente detersivi e cosmetici, non sprecare energia elettrica e acqua, usare correttamente gli adesivi e fare la raccolta differenziata nel modo giusto. L’obiettivo da raggiungere nell’arco di dieci anni, dal 2016 al 2025, è molto alto: l’azienda vuole contribuire ad evitare 100 milioni di tonnellate di CO2 nella fase di consumo.

Anche le tecnologie destinate all’industria giocano un ruolo significativo perché possono aiutare a ridurre l’impronta climatica di altri prodotti. Qualche esempio? L’uso di adesivi e sigillanti Henkel può alleggerire un’automobile di almeno il 15 per cento, limitando le emissioni di carbonio senza compromettere la robustezza e le prestazioni del veicolo. Grazie a Epix, i produttori di packaging possono sostituire la plastica oggi usata per le buste imbottite per le spedizioni, le confezioni per alimenti o i bicchieri per il caffè. Questi oggetti possono essere realizzati in carta, assicurando prestazioni paragonabili a quelle della plastica ma, al tempo stesso, la massima riciclabilità.

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