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Energia, Henkel sceglie le energie rinnovabili

La multinazionale tedesca Henkel promette di coprire con le fonti rinnovabili il 100 per cento del proprio fabbisogno di energia elettrica entro il 2030.

Fino a una decina di anni fa, le fonti rinnovabili potevano apparire come una scommessa. Ora sono un pilastro del mix energetico, oltre che la strada obbligata per decarbonizzare le nostre economie. Nel 2025 forniranno un terzo dell’energia elettrica globale mettendo definitivamente fine all’era del carbone: parola di Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). La transizione energetica che stiamo affrontando è un percorso tutt’altro che banale poiché richiede investimenti, tecnologie e capacità di ragionare sul lungo periodo. Alle grandi aziende spetta il compito di abbracciare il cambiamento e dare l’esempio in prima persona. È il caso di Henkel, multinazionale tedesca leader nel campo della detergenza, della cosmesi e degli adesivi e sigillanti, che sta lavorando su più fronti per rispettare le sue promesse: abbattere del 75 per cento le emissioni di CO2 generate dalla produzione entro il 2030, ricavando da fonti pulite il 100 per cento dell’energia elettrica necessaria ad alimentare gli stabilimenti.

Henkel investe nelle energie pulite

Un esempio è il nuovo stabilimento della divisione Adhesives Technologies inaugurato a febbraio 2020 a Kurkumbh, in India, a seguito di un investimento pari a 50 milioni di euro. Una struttura all’avanguardia che si estende su un’area complessiva di oltre 100mila metri quadrati, di cui 51mila edificati. Sul tetto sono stati installati circa 7mila metri quadrati di pannelli solari che generano oltre 1 milione di kWh ogni anno, equivalenti a 800 tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera. A pochi mesi dall’apertura, è già in cantiere l’idea di aggiungere altri 2mila metri quadrati di pannelli.

Henkel, stabilimento produttivo, India
Quello aperto da Henkel a Kurkumbh è il più grande stabilimento produttivo di adesivi e sigillanti in India. Ha ottenuto la certificazione Leed livello Gold © Henkel

Per le loro caratteristiche, però, non tutti i siti produttivi si prestano alla generazione di energia pulita in loco. Quando questa strada non è percorribile, Henkel acquista l’energia rinnovabile che le serve. Oppure ricorre ai cosiddetti Vppa virtuali, ovvero virtual power purchase agreement: ciò significa che compra virtualmente una quantità di energia pari o superiore a quella che consuma, per poi immettere l’eventuale eccesso nella rete elettrica nazionale.

È quello che è successo in Texas, dove Henkel ha siglato un accordo per acquistare l’energia prodotta dal nuovo parco eolico di Bee County che fornirà tutta l’elettricità usata nei trenta stabilimenti statunitensi messi insieme, restituendo alla rete l’eccesso di produzione. Petra Spallek, vicepresidente dell’area acquisti a livello corporate, lo descrive come “un grande traguardo”. E anche come un punto di partenza per replicare un approccio simile in altre regioni.

L’obiettivo 2040: diventare climate positive

L’investimento in Texas è un buon esempio del cammino che Henkel ha intrapreso per diventare climate positive entro il 2040. L’azienda non vuole solo azzerare l’impatto climatico delle proprie attività, ma intende andare oltre la neutralità e fare un passo in più: generare un saldo positivo per l’ambiente e il clima.

Una sfida che richiede anche collaborazioni di ampio respiro, mettendo in comune risorse e progetti su scala globale. Da qui la scelta di aderire a iniziative come il Supplier clean energy program di Apple e The climate pledge di Amazon e Global Optimism.

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