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Cos’è l’inositolo, tutte le proprietà di un alleato contro l’intossicazione da cibo

Nella stagione calda il picco di intossicazioni alimentari aumenta vertiginosamente, spesso con spiacevoli conseguenze. L’inositolo può diventare un prezioso alleato.

L’estate porta con sé la voglia di cibi idratanti e freschi da preparare velocemente per non soccombere al caldo che si prova nel cucinarli. Purtroppo però è anche il momento in cui se non ci atteniamo a determinate regole igieniche per la preparazione e la conservazione degli alimenti rischiamo di andare incontro a spiacevoli conseguenze. Ad esempio, un alimento conservato a una temperatura superiore ai 5 gradi Centigradi per lungo tempo può sviluppare una carica batterica tale che se consumato causerebbe al nostro organismo forti reazioni nel giro di poche ore. Un’insalata lavata troppo velocemente o della carne cotta in modo incompleto, magari con mani non perfettamente pulite, possono dare il via a problemi gastrointestinali importanti.

E anche se i sintomi possono scomparire nel giro di pochi giorni, un aiuto dall’esterno per accelerare il meccanismo di pulizia dobbiamo pensarlo. L’inositolo, conosciuto anche come vitamina B7 o meglio ancora come simil-vitamina, è sicuramente uno dei rimedi più validi nel processo di detossificazione del nostro organismo, quando non serve solo un semplice depurativo epatico ma l’azione deve essere più potente e profonda.

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insalata
Un’insalata lavata male può dare problemi e portare all’uso dell’inositolo © ingimage

Intossicazione o malattie di natura alimentare

Se un tempo la definizione era intossicazione o tossinfezione, la nuova terminologia adottata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) parla di malattie da alimenti, ossia malattie di natura infettiva o tossica causate dall’ingestione di cibo o acqua. I microrganismi o agenti patogeni in grado di dare vita a un problema di origine alimentare sono diversi ma i più comuni restano Staphylococcus aureus, Salmonella, Escherichia coli, Clostridium botulinum o perfringens, Campylobacter ed Epatite A.

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L’Italia, purtroppo, detiene un primato poco entusiasmante perché dalle statistiche europee risulta al secondo posto per il numero di intossicazioni verificate. Questo non depone a favore del nostro paese che per cultura e tradizione è formato da un popolo di buongustai, dedito a forchetta e coltello.

In realtà fra le malattie da alimenti sono comprese anche quelle derivanti da accumuli di sostanze chimiche che ingeriamo con il cibo, sostanze che hanno proprietà tossicologiche e che pur non dando effetti acuti vengono accumulate dal nostro organismo, soprattutto quando l’esposizione a questi inquinanti è protratta nel tempo. Ad esempio una parte di prodotto tossico degli involucri di plastica per la conservazione del cibo potrebbe migrare nell’alimento.

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I contenitori di plastica possono passare agli alimenti sostanze tossiche © ingimage
I contenitori di plastica possono passare sostanze tossiche agli alimenti © ingimage

Cos’è l’inositolo, un elemento prezioso

Anche se la sua struttura molecolare è molto simile a quella del glucosio, l’inositolo non può essere considerato uno zucchero e la definizione forse più corretta di simil-vitamina deriva dal fatto che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, a differenza delle vitamine che il nostro corpo non può produrre. Inoltre, le vitamine sono considerate indispensabili per la nostra salute mentre all’inositolo non è ancora stata riconosciuta questa caratteristica.

È stata però verificata da tempo attraverso approfonditi studi la funzione fondamentale dell’inositolo in caso di tossinfezione. Con la sua capacità di rendere più efficienti i mitocondri, le centrali energetiche in cui avviene la respirazione cellulare, rende di conseguenza migliore il funzionamento di tutti gli organi che ne contengono una notevole quantità, tra cui il fegato che durante il faticoso lavoro di pulizia per liberarsi dalle tossine necessita di buona ossigenazione e maggiore energia.

Integratori e alimenti

La produzione endogena dell’inositolo avviene attraverso due organi, il fegato e il rene, e la quantità prodotta dal nostro organismo è giusto sufficiente per lo svolgimento dei numerosi processi biologici che avvengono a livello metabolico ed enzimatico.

Le fonti esogene sono gli alimenti che ne contengono una buona dose come i cereali integrali, gli agrumi, il melone, il germe di grano, il lievito di birra, la frutta secca, il latte e la carne – anche se attraverso gli alimenti l’inositolo risulta poco assimilabile. È quindi fondamentale in caso di intossicazione alimentare introdurlo attraverso integratori specifici così da garantirne una quantità giornaliera sufficiente per l’importante compito che deve svolgere.

I cereali e la frutta secca sono una buona fonte di inositolo © ingimage
I cereali e la frutta secca sono una buona fonte di inositolo © ingimage

Le altre proprietà dell’inositolo

L’inositolo serve sicuramente in tutte le situazioni in cui il nostro organismo richiede una disintossicazione importante, ad esempio a seguito di assunzione continua di farmaci come cortisonici o dopo la somministrazione di antibiotici. Può essere consigliato a persone con difficoltà digestive e dato l’importante ruolo nel metabolismo dei lipidi e del colesterolo, in tutti i casi in cui vi è accumulo di grassi nel fegato che conosciamo con il nome di steatosi.

Un’alimentazione scorretta può dare sovraccarico epatico con conseguente sensazione di agitazione che può sfociare in vere e proprie crisi di ansia: ripulendo in modo profondo il fegato e liberandoci dalle tossine accumulate può esserci un notevole miglioramento anche di questi tipi di episodi.

Di enorme importanza per le persone sottoposte a trattamento chemioterapico antitumorale, quando l’organismo deve sostenere gli effetti collaterali sull’organo epatico e agire contemporaneamente a livello psichico. A questo proposito, le ultime ricerche mettono in evidenza l’efficacia dell’inositolo nel trattamento degli attacchi di panico o stati di ansia, condizioni di cui spesso soffrono le persone con malattie tumorali.

Linositolo può aiutare a risolvere problemi di infertilità © ingimage
L’inositolo può aiutare a risolvere problemi di infertilità © ingimage

Inositolo e gravidanza

L’assunzione di inositolo per lunghi periodi può avere effetti risolutivi sull’ovaio policistico, condizione che spesso impedisce alle donne di procreare, quindi giustificando la segnalazione di questa sostanza come possibile terapia in caso di infertilità e come regolatore ormonale. Un trattamento semplice e senza effetti collaterali in grado di riattivare la funzione ovarica e permettere a molte donne di godere delle gioie della gravidanza.

Inositolo e acido folico

Sembra inoltre che l’inositolo in associazione con l’acido folico abbia un ruolo importante nella prevenzione della spina bifida, per cui è consigliata l’assunzione a partire da tre mesi prima del concepimento fino ai due mesi di gravidanza.

Per i dosaggi rivolgersi sempre a personale specializzato o al proprio medico di fiducia che in base alla situazione da affrontare sapranno consigliarvi correttamente.

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