I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Il Parlamento europeo al voto non respinge l’atto delegato della Commissione. Gas e nucleare possono entrare nella tassonomia verde europea.
Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria il 6 luglio 2022, non si è opposto all’atto delegato sulla tassonomia della Commissione europea per l’inclusione dell’energia nucleare e del gas, a determinate condizioni, nell’elenco delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale coperte dalla cosiddetta tassonomia dell’Unione europea.
L’impegno dell’Europa per i cambiamenti climatici rimane invariato: è ancora obbligatorio ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento nel 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, in linea quindi con la legge europea sul clima.
Tuttavia, con questo atto delegato la direzione è ora segnata: tra gli investimenti privati che concorrono alla transizione energetica c’è spazio anche per il gas e le attività nucleari, poiché, secondo la Commissione (a cui si aggiunge anche il Parlamento), possono sostituire i combustibili fossili con maggiori emissioni di gas a effetto serra, come il carbone, nel raggiungimento degli obiettivi climatici. L’inclusione di gas e nucleare è limitata nel tempo e dipende da condizioni specifiche e requisiti di trasparenza. Non tutte, ma solo alcune attività del gas e del nucleare sono coperte.
Come specificato dall’atto delegato, le attività legate al nucleare permesse sono:
Per quanto riguarda le attività legate al gas, saranno permessi:
Inoltre, ciascuna attività relativa al gas deve soddisfare delle soglie di emissione.
A votare a favore della risoluzione, e dunque contro l’inclusione delle due fonti energetiche in tassonomia, sono stati 278 eurodeputati. La maggioranza necessaria per bloccare il progetto della Commissione guidata da Ursula von der Leyen era fissata a 353.
Greenpeace ha annunciato che intraprenderà un’azione legale contro la Commissione europea. L’associazione ambientalista ha specificato che prima richiederà formalmente una revisione interna. Se il risultato di questa sarà ancora negativo, allora la causa verrà presentata davanti alla Corte di giustizia europea. Ora la discussione passa al Consiglio europeo. Se neanche il Consiglio respingerà la mozione, l’atto delegato sulla tassonomia entrerà in vigore il 1 gennaio 2023.
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