Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.
Uno studio cinese ha indagato l’effetto protettivo del consumo di uova sul cuore attraverso i metaboliti nel sangue, dimostrando cosa succede quando si mangia un uovo al giorno.
Da sempre il consumo delle uova è un argomento controverso. Da una parte infatti l’uovo rappresenta un alimento ricco di colesterolo, il cui accumulo nelle pareti arteriose è un rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Dall’altra parte, però, l’uovo contiene anche nutrienti essenziali all’organismo come proteine nobili, vitamine e sali minerali. Negli ultimi anni, la scienza lo ha riabilitato stabilendo che un consumo moderato – che può andare fino a 7 uova a settimana – possa essere un buon compromesso.
L’uovo deve essere inserito all’interno di una dieta sana e bilanciata che preveda vegetali, cerali integrali e che eviti grassi trans, e deve essere cucinato limitando l’aggiunta di grassi.
Secondo alcuni studi, le uova apporterebbero addirittura benefici al sistema cardiovascolare. In particolare, nel 2016, uno studio americano avrebbe evidenziato come il consumo limitato a un uovo al giorno ridurrebbe il rischio di ictus del 12 per cento. Nel 2018, anche uno studio cinese pubblicato su Heart e condotto su mezzo milione di cinesi di mezza età, aveva dimostrato che chi mangiava fino a un uovo al giorno aveva un rischio ridotto di malattie cardiovascolari, cardiopatie ischemiche, arresto cardiaco, ictus emorragico (-26 per cento) e ictus ischemico.
Recentemente questi risultati sono stati approfonditi da alcuni degli stessi scienziati dello studio cinese che questa volta hanno indagato l’associazione tra il consumo di uova e 225 marcatori metabolici del sangue e quella tra questi marcatori e il rischio di malattie cardiovascolari, utilizzando come strumento d’analisi la risonanza magnetica nucleare mirata.
Lo studio è stato effettuato su 4.778 partecipanti tra i 30 e i 79 anni, selezionati dal gruppo della ricerca precedente, e a cui è stato chiesto di indicare le proprie abitudini alimentari dell’ultimo anno su undici tipi di alimenti, con particolare attenzione al consumo di uova.
A conclusione dello studio, il consumo di uova era associato a 24 marcatori su 225, 14 dei quali erano associati al rischio cardiovascolare. In particolare un’associazione positiva è stata riscontrata con apolipoproteina A1, principale componente del cosiddetto colesterolo “buono”. Secondo i ricercatori, i risultati spiegano in parte, nella popolazione cinese, l’effetto protettivo del consumo moderato di uova sulle malattie cardiovascolari.
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