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E’ buono per tutti e ottimo per i raffreddati. Vin brulé, una coccola (leggermente alcolica) per le fredde serate invernali.
Il vin brulé nasce nel silenzio dei conventi, dove la pratica di mescolare vino, spezie ed erbe aromatiche creava veri e propri farmaci naturali. D’altro canto le qualità terapeutiche del vino e delle erbe spontanee erano note agli antichi: sui vini salutari si scriveva già nei ricettari del Medioevo.
1 litro di vino rosso fermo e corposo (ad esempio Barbera d’Alba o Merlot); 2 stecche di cannella; 12 chiodi di garofano; scorza di 1 limone; 150 g. di zucchero.
Si versano in una casseruola il vino, i chiodi di garofano, la cannella, la scorza di limone e, poco alla volta, lo zucchero. Si mescola a fuoco lento fino a sciogliere lo zucchero. Cuocere per 10 minuti, sempre a
fuoco basso. Spegnere, filtrare con un colino e servire caldo.
Il vin brulé bevuto caldo è un ottimo antifreddo, grazie a polifenoli antiossidanti e alcol che procurano una benefica vasodilatazione. E’ molto efficace nel combattere malattie da raffreddamento e virosi polmonari: l’azione antivirale si deve ai tannini del vino, antagonisti naturali delle proteine dei virus. Ma la sua fama di elisir, il vin brulé, la deve anche ai principi attivi degli altri suoi ingredienti: la cannella, che tra le sue proprietà, ha anche quella di combattere gli stati influenzali; i chiodi di garofano, potenti antibatterici; le scorze di limone, antisettiche e balsamiche, utili nelle infezioni respiratorie dovute a influenze e bronchiti.
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