Pubblicato il 07-01-2010

10 cose da fare per salvare le foreste

Le foreste stanno scomparendo a un ritmo preoccupante, la nostra esistenza è legata a doppio filo alla loro. Ecco come salvarle.

Un’area di foresta grande come la Polonia scompare in un anno. Ogni anno. Dipende anche da noi. Dalle scelte quotidiane. 10 modi per salvare le foreste:

1. Attenti alle… sedie a sdraio Spesso sono in vendita tavolini, sedie a sdraio, mobili da giardino in tek o in legni esotici, scuri e resistenti. Magari da paesi asiatici… Ebbene, l’80% del legno dell’Indonesia è, secondo uno studio della Banca Mondiale, di provenienza illegale. In Brasile idem, secondo il governo. In Africa la situazione non è migliore. L’unica garanzia è questo simbolo sull’etichetta: “FSC“ o “PEFC“, standard di gestione responsabile delle foreste. Se non c’è, è molto, molto probabile che proprio quel legno venga da foreste vergini, intatte, che vengono devastate.

2. Usare il legno Paradossalmente, è proprio il legno grezzo il materiale più ecologico ed efficiente per costruire. Per la sua produzione, non c’è inquinamento, e sono neutre le emissioni di CO2 (quella assorbita, fissata, dalla pianta in vita, è uguale a quella emessa a fine vita). Ma quale scegliere? Il rovere, il larice, il pino, l’abete, il faggio. Rigorosamente locale, da coltivazioni controllate ed ecosostenibili, a gestione responsabile.

3. Meno gamberetti Le foreste di mangrovie, habitat e luogo di deposizione delle uova per pesci e crostacei, frenano l’erosione delle onde e sono importanti sia per l’ecosistema marino sia per le economie locali. Orlano quasi un quarto delle coste tropicali; solo la metà dell’estensione originaria. Retrocedono costantemente a causa dello sfruttamento del legname, dell’inquinamento e, in misura sempre maggiore… dell’allevamento di gamberetti, soprattutto in Asia, che rifornisce l’80% della produzione mondiale! Limitiamo il consumo di gamberetti di allevamento. Le conseguenze di questi allevamenti sugli ecosistemi sono tali che, in certe zone, per ogni kg di gamberetti scompaiono 500 grammi di pesci e altri crostacei.

4. Niente hamburger Stanno disboscando l’Amazzonia per far posto ai campi agricoli… ma non per l’uomo. Bensì per coltivare fieno, cereali e piante di soia destinate a maiali e bovini, per esportare sempre più hamburger e scatolette, qui, nei paesi occidentali. L’industria della carne è tra i primi responsabili a livello globale della deforestazione. Ridurne il consumo vuol smettere di sovvenzionarla, spronare una più equa distribuzione delle risorse. E guadagnarci in salute.

5. Progetti di eco-sostenibilità A livello internazionale e in Italia vi sono diverse campagne di sensibilizzazione per l’ambiente e la difesa della natura. Aderiamo personalmente, con un contributo ai progetti (seri) di sostegno e difesa di aree verdi. Un dono originale? Regalarne l’adesione a una persona cara.

6. Più turismo All’inizio c’erano solo i “safari fotografici”. Oggi, l’ecoturismo è la nuova frontiera. Viaggi pieni e solidali, nel rispetto del luogo e più a contatto con le popolazioni locali. Le quali cominciano a capire, così, quanto è importante preservare intatti il loro territorio la loro cultura! Alcuni tour operator, piccoli e grandi, stanno attrezzandosi per offrire mete sempre più intriganti e viaggi sempre più autentici.

7. La carta giusta Non sembra vero, ma esistono ancora foreste vergini in Europa. In Scandinavia. Ebbene, anche queste foreste sono minacciate dall’industria nordica della carta, che, proprio in questi mesi, sta conducendo un braccio di ferro contro le popolazioni indigene dei Sami! E’ necessario che la carta che scegliamo non provenga da foreste: il marchio da ricercare è “carta riciclata ecologica” oppure almeno “FSC“ o “PEFC“. Ah, secondo stime WWF solo per la carta igienica finiscono nel water in Europa oltre 270.000 alberi all’anno…

8. Diffidare degli Ogm Disboscano le foreste per piantare soia transgenica destinata non solo ad animali, ma anche all’industria alimentare (con l’olio di soia e di colza Ogm si ottengono grassi a basso costo). E non solo. In alcuni campi sperimentali stanno coltivando anche alberi Ogm: colture invasive per piantumazioni che potrebbero riverlarsi inadatte agli ecosistemi locali, portando a lungo termine a impoverimento dei suoli e a desertificazione.

9. Adotta uno stile di vita verde Preferisci i prodotti con imballaggi razionali, light o ecologici; allontanati dalla filosofia dell’”usa e getta”. In generale, appoggia le aziende che si distinguono per comportamenti ecosostenibili e che offrono prodotti con buone performances ecologiche.

10. Pianta un albero La metà della superficie terrestre era ricoperta una volta da una fitta foresta. Ora, no. Abbimao perso i tre quarti delle foreste originarie. Ma possiamo, perché no, ripartire. Piantando un albero, anche solo un semino, ognuno partecipa alla lotta contro l’erosione del suolo, la siccità, l’inquinamento atmosferico, l’effetto serra causato dalle emissioni di CO2. Un albero in crescita assorbe CO2, rinsalda il terreno e rafforza la sua umidità e la fertilità, dà rifugio agli uccelli, abbellisce il paesaggio. Jean Giono ha scritto una fiaba, su questo piccolo gesto che fa rifiorire un’intera regione: L’uomo che piantava gli alberi.

 

Referenze

www.impattozero.it

Altre notizie

Brasile, smantellata la banda dei nemici dell’Amazzonia

Charlie Sheen dalla parte dei delfini, accuse al governo danese

Coralli sotto tutela per proteggerli dal riscaldamento degli oceani

Iscriviti subito alla newsletter settimanale!

Commenti