Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
La pericolosità dei pesticidi neonicotinoidi per le api e gli altri insetti impollinatori è nota da tempo, tanto che nel 2018 l’Unione Europea ha approvato il divieto di utilizzo dei tre più nocivi, l’imidacloprid, il clothianidin e il thiamethoxam. Dall’Australia arriva ora un nuovo studio che dimostrerebbe come i neonicotinoidi possano colpire anche crostacei e
La pericolosità dei pesticidi neonicotinoidi per le api e gli altri insetti impollinatori è nota da tempo, tanto che nel 2018 l’Unione Europea ha approvato il divieto di utilizzo dei tre più nocivi, l’imidacloprid, il clothianidin e il thiamethoxam. Dall’Australia arriva ora un nuovo studio che dimostrerebbe come i neonicotinoidi possano colpire anche crostacei e molluschi.
Gli scienziati del National Marine Science Center di Coffs Harbour (Nuovo Galles del Sud), hanno scoperto che l’imidacloprid – il cui uso come insetticida, fungicida e parassiticida è consentito in Australia – potrebbe influire sul comportamento alimentare dei gamberi. In particolare, l’esposizione al pesticida, attraverso acqua (l’imidacloprid è idrosolubile) o mangimi contaminati potrebbe causare una carenza nutrizionale dei gamberi tigre e peggiorare quindi la qualità della loro carne. Non solo. L’esposizione al neonicotinoide potrebbe anche indebolire il sistema immunitario delle ostriche rock, tipiche della baia di Sydney, rendendole più suscettibili alle malattie. Senza contare che i pesticidi si accumulano nella carne di gamberi e ostriche di cui poi noi ci nutriamo.
La contaminazione potrebbe riguardare altre specie marine poiché, per esempio, ci sono diversi pesci che si nutrono di gamberi. C’è chi in Australia ora chiede al governo di guardare all’esempio europeo che ha vietato l’utilizzo di tre neonicotinoidi in agricoltura. Il bando permanente è stato approvato nel 2018, ma il percorso era iniziato nel 2013 con un bando temporaneo dopo il parere negativo dell’Efsa. La lotta ai pesticidi non è conclusa però nemmeno in Unione europea poiché ci sono ancora molte sostanze dannose per gli insetti che continuano ad essere utilizzate.
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