I giochi di Tokyo 2020 mirano a essere le Olimpiadi più sostenibili di sempre

Dalle emissioni zero ai materiali riciclati, dalla promozione della diversità alla mobilità accessibile, esploriamo la strategia di Tokyo 2020 per ospitare Olimpiadi sostenibili, inclusive e innovative come mai prima d’ora.

I Giochi olimpici del 1964 hanno trasformato Tokyo, modernizzata e tirata a lucido per ospitare il resto del mondo. Ora, nel 2020, la capitale giapponese punta a realizzare Olimpiadi sostenibili, “le più innovative di sempre” nella visione del comitato organizzativo. Un obiettivo ambizioso basato sull’azzeramento delle emissioni, la mobilità sostenibile, l’utilizzo di materiali riciclati e la riduzione dei rifiuti. Tokyo 2020 vuole alzare l’asticella della sostenibilità anche dal punto di vista sociale, puntando sulla promozione della diversità e dell’inclusione in tutti gli ambiti dei giochi, valori espressi anche nei loghi olimpici e paralimpici a opera dell’artista Asao Tokolo: tre forme rettangolari differenti rappresentano paesi, culture e modi di pensare diversi che insieme creano figure eleganti e armoniose, e quindi richiamano l’unione nella diversità – uno dei concetti chiave di queste Olimpiadi.

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L’artista giapponese Asao Tokolo ha creato i loghi delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Tokyo 2020 che si terranno rispettivamente dal 24 luglio al 9 agosto e dal 25 agosto al 6 settembre © Christopher Jue/Getty Images

Olimpiadi sostenibili, la strategia di Tokyo 2020

Lo slogan “Be better, together – for the planet and the people” (Sii migliore, insieme, per il pianeta e le persone) riassume la strategia di Tokyo 2020, che mira a contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Tant’è che il comitato organizzativo ha sottoscritto l’iniziativa “sport per il clima” dell’Onu per promuovere la lotta contro i cambiamenti climatici anche nell’ambito sportivo attraverso attività di comunicazione e la riduzione dell’impatto delle manifestazioni.

Questo impegno riguarda anche le imprese e gli enti che contribuiranno alla realizzazione dei giochi di Tokyo e per questo motivo è stato creato un codice per i fornitori che prevede, tra le altre cose, l’utilizzo di prodotti ittici allevati o pescati rispettando le linee guida della Fao e l’impiego di olio di palma certificato dalla Rspo (nonostante nel documento ufficiale si faccia cenno ai dubbi riguardo all’efficacia di questa attestazione).

La strategia sostenibile di Tokyo 2020 è divisa in cinque aree tematiche e i risultati verranno diffusi attraverso tre rapporti: uno uscito l’anno scorso, un altro che verrà pubblicato in primavera e l’ultimo a giochi ultimati. Andiamo a vedere quali sono gli obiettivi di questi giochi che vogliono diventare i più sostenibili della storia e tramandare l’impegno socio-ambientale a quelli futuri.

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Nel Nuovo stadio nazionale progettato dall’architetto giapponese Kengo Kuma si terranno le gare di atletica e le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Tokyo 2020 © Carl Court/Getty Images

Crisi climatica, Tokyo 2020 a emissioni zero

Dopo il malcontento sui negoziati della Cop 25 di Madrid per via dell’ostruzionismo di alcuni governi – tra cui quello giapponese – le Olimpiadi rappresentano un’importante occasione di riscatto per il paese per dimostrare il suo impegno nella lotta contro il riscaldamento globale. Rifacendosi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che entra in vigore quest’anno, gli organizzatori puntano ad azzerare le emissioni di CO2 di Tokyo 2020 utilizzando energie rinnovabili nelle strutture dove si terranno le competizioni e nei villaggi che ospiteranno gli atleti olimpici e paralimpici, compensando tutte le emissioni in collaborazione con le amministrazioni locali e usufruendo di strutture già esistenti per quasi due terzi delle attività.

Un altro tassello fondamentale è la promozione della mobilità sostenibile, incentivando l’utilizzo della rete di trasporto urbano ed extraurbano già altamente sviluppata, e lavorando insieme alla storica azienda giapponese Toyota, partner dell’evento, che con oltre tremila prodotti – dalla berlina Mirai ai bus Sora, entrambi a idrogeno, fino agli ultimi modelli Full Hybrid Electric e Hybrid Plug-in – metterà in campo la flotta olimpica a più basso impatto di sempre sotto la bandiera del programma-manifesto Mobility for all (mobilità per tutti).

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Le oltre 5mila medaglie olimpiche e paralimpiche di Tokyo 2020 sono state realizzate usando quasi 80mila tonnellate di rifiuti elettronici raccolti in tutto il paese © Atsushi Tomura/Getty Images

Gestione delle risorse per azzerare gli sprechi 

Hanno già fatto notizia le medaglie e i podi dei giochi realizzati con materiali riciclati: questa è solo la punta dell’iceberg della strategia per abbattere il consumo di risorse se consideriamo che il 99 per cento degli oggetti e dei materiali impiegati per Tokyo 2020 verrà riutilizzato o riciclato. Anche la torcia olimpica che raggiungerà il Giappone dalla Grecia il 20 marzo è fatta con alluminio recuperato dalle strutture che hanno ospitato i sopravvissuti del disatro del Tōhoku, il terremoto e lo tsunami che hanno colpito la costa nord-orientale del paese nel 2011 causando 16mila vittime e il disastro nucleare di Fukushima. Le Olimpiadi di Tokyo mirano a essere anche quelle della “ricostruzione”, con le prefetture colpite dalla tragedia che ricopriranno un ruolo speciale, ad esempio inaugurando la staffetta della torcia in Giappone.

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La lista di cose realizzate con materiali sostenibili continua: le abitazioni degli atleti sono in legno riciclato e verranno poi rivendute come case, e la squadra giapponese indosserà un’uniforme realizzata con tessuti riciclati. Metallo e plastica di scarto, “donati” direttamente dai cittadini, sono stati utilizzati rispettivamente per le medaglie e i podi olimpici. Presso 18mila stazioni di raccolta, gli abitanti di oltre il 90 per cento dei comuni giapponesi hanno conferito quasi 80mila tonnellate di rifiuti elettronici, di cui oltre 6 milioni di cellulari, da cui sono stati estratti i metalli preziosi usati per produrre 5mila medaglie. E per la prima volta, gli atleti olimpici vincenti saliranno su podi realizzati con rifiuti di plastica domestici e provenienti dagli oceani – recuperati anche durante tre eventi di supo gomi takai, cioè di pulizia delle spiagge, nelle località che ospiteranno le gare di vela e surf.

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Vista del Monte Fuji dalla località di Enoshima nella prefettura di Kanagawa, in Giappone, dove si terranno le gare di vela delle Olimpiadi di Tokyo 2020 © Clive Rose/Getty Images

Diritti umani, diversità e inclusione

Nonostante il Giappone sia un paese demograficamente omogeneo, dove meno del 2 per cento della popolazione è costituito da migranti, Tokyo 2020 punta a integrare i valori della diversità e dell’inclusione in tutte le sfaccettature dei giochi. Ambire al meglio, accettare il prossimo (“unione nella diversità”) e creare un legame con il domani sono i concetti chiave di questa filosofia. Oltre a rispettare i principi guida dell’Onu su imprese e diritti umani ed aver siglato un accordo con l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) per tutelare i diritti dei lavoratori – scelte da non sottovalutare considerando le polemiche sui diritti umani e sulla corruzione che hanno macchiato l’immagine di Rio 2016 –, il comitato di Tokyo 2020 è stato anche premiato dal Pride index dell’associazione giapponese Work with pride che valuta l’implementazione delle politiche a favore dei diritti Lgbtq da parte degli enti e delle organizzazioni.

Cruciale anche il tema dell’accessibilità, con la creazione di linee guida per fornire l’infrastruttura e adottare le politiche necessarie per dare a tutti la possibilità di partecipare agli eventi a prescindere delle proprie abilità fisiche e intellettive. E grazie alla filosofia di Mobility for all, rivolta non solo all’abbattimento delle emissioni ma anche all’inclusione sociale – come dimostrano le storie di superamento dei limiti personali degli atleti del Toyota Team, consultabili sul sito dedicato – la mobilità sostenibile sarà alla portata di tutti.

La tutela della biodiversità e il coinvolgimento dei cittadini

La strategia sostenibile di Tokyo 2020 punta anche alla tutela degli spazi verdi attraverso una gestione efficiente dell’energia e delle risorse idriche – ad esempio utilizzando acqua riciclata e piovana – e la piantumazione di specie autoctone nelle sedi dei giochi, e al coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso iniziative come quelle già citate di raccolta dei rifiuti elettronici e della plastica. L’obiettivo è lasciare un segno duraturo sulla società giapponese anche una volta che i riflettori dei giochi olimpici si saranno spenti.

Non tutti si sarebbero aspettati che queste Olimpiadi avrebbero puntato così tanto sull’ambiente e sull’inclusione sociale, ma proprio perché in Giappone la consapevolezza ecologica è ancora di nicchia e la diversità un valore poco compreso, l’eredità che potranno lasciare è ancora più significativa. Ora dalle parole si passa all’azione. Attendiamo con trepidazione la grande performance di Tokyo 2020 non solo sul palcoscenico dello sport ma anche per entusiasmare chi ha a cuore la sostenibilità.

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