Economia, clima, salute. Davos disegna il mondo post Covid-19 (e post Trump)

Il Forum economico mondiale di Davos si tiene quest’anno in forma ridotta e online. In attesa del summit previsto a maggio a Singapore.

In piena pandemia, il Forum economico mondiale di Davos si tiene quest’anno in forma ultra-ridotta. Il summit al quale partecipano centinaia di leader mondiali del mondo politico, economico e associativo – ribattezzato “Davos agenda”– consta unicamente di cinque giorni di incontri virtuali. In attesa della conferenza vera e propria, che si terrà a maggio a Singapore.

La Cina: “Si punti sul multilateralismo, stop a minacce e intimidazioni”

La giornata di apertura, lunedì 25 gennaio, ha visto come protagonista la Cina di Xi Jinping. Il presidente della sola economia che, con una crescita del 2,3 per cento nel corso del 2020, è scampata alla recessione globale, ha lanciato un appello affinché si pongano le basi per un maggiore coordinamento internazionale delle politiche macroeconomiche. Rafforzando in particolare il ruolo del G20, in un contesto di ripresa “assai agitata”, come l’ha definita lo stesso leader asiatico.

Senza mai nominare gli Stati Uniti, che nel corso dei quattro anni di Donald Trump hanno tenuto posizioni decisamente più isolazioniste rispetto al passato, Xi ha voluto in questo modo confermarsi un convinto sostenitore del multilateralismo. “Creare delle cerchie, lanciare una nuova guerra fredda, rifiutare, minacciare o intimidire gli altri, stravolgere le catene di approvvigionamento o imporre sanzioni per provocare l’isolamento sono scelte che spingono il mondo verso la divisione. Se non verso il conflitto”, ha ammonito il presidente della Cina.

A Davos per gli Stati Uniti presenti John Kerry e Anthony Fauci

Va detto che il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, non parteciperà al summit di Davos. Saranno presenti solamente John Kerry, rappresentante speciale per il clima del governo americano, e l’ormai celebre immunologo Anthony Fauci, che manterrà il proprio ruolo di consigliere della Casa Bianca nella lotta contro il coronavirus anche con la nuova amministrazione democratica.

cina stati uniti
Il presidente della Cina Xi Jinping durante una visita negli Stati Uniti © Feng Li/Getty Images

Nonostante la presenza minima al summit svizzero, è indubbio che l’atteggiamento di Biden non sarà quello di Trump. La politica del conflitto aperto e degli attacchi verbali dovrebbe diventare un ricordo, benché Biden abbia sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a curare i propri interessi. In ogni caso, il muro contro muro voluto da Trump non ha avuto risultati tangibili sull’enorme deficit commerciale americano nei confronti della Cina.

La Germania a Davos difende il trattato tra Unione europea e Cina

Per quanto riguarda i partecipanti europei, a spiccare a Davos è stato l’intervento del ministro tedesco dell’Economia Peter Altmaier. Nel corso di una tavola rotonda, il politico conservatore ha difeso l’accordo di principio concluso alla fine dello scorso mese di dicembre tra l’Unione europea e la stessa Cina, con l’obiettivo di aprire gigantesco mercato asiatico alle imprese europee (e viceversa). Secondo il responsabile economico del governo di Angela Merkel, il trattato si limita a “replicare numerose disposizioni già in atto tra Stati Uniti e Cina”.

Lo stesso testo, tuttavia, è stato criticato fortemente da numerosi deputati europei e da molte organizzazioni non governative. Queste ultime hanno fatto sentire la loro voce al summit virtuale di Davos soprattutto con l’attivista svedese Greta Thunberg e con il direttore di Human rights watch Kenneth Roth. La prima ha inviato un videomessaggio ai partecipanti, sottolineando di non avere “interessi finanziari né politici” e di voler unicamente “ribadire al mondo la gravità della crisi che stiamo vivendo, che è stata creata da voi e dai vostri predecessori, e che continuate ad ignorare”.

Greta Thunberg: “Impossibile risolvere la crisi climatica col modello economico  attuale”

“Vi ricordo – ha aggiunto – le promesse che avete avanzato ai vostri figli e ai vostri nipoti. La crisi climatica non può essere risolta sulla base del sistema attuale. Non si tratta della mia opinione ma di un fatto confermato dalla scienza”. Roth ha invece puntato il dito in particolare contro Xi: “Promette la cooperazione internazionale sulla Covid-19, a condizione che non implichi che venga condotta un’inchiesta sul fatto che la trasmissione inter-umana del virus sia stata nascosta per tre settimane, il che ha comportato la sua diffusione nell’intero Pianeta”.

Ciò che è certo è che la pandemia ha ucciso più di due milioni di persone. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), ha comportato la perdita di 225 milioni di posti in tutto il mondo. Ma non ha intaccato i grandi patrimonio mondiali, come denunciato da un nuovo rapporto della Ong Oxfam. Forse, allora, ha davvero ragione Greta Thunberg: questo modello di sviluppo va superato al più presto.

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