Nel 2025 macellati circa 23mila esemplari, ma i cittadini li considerano sempre più animali d’affezione. Ecco due proposte di legge per dire basta.
di Daniela Sciarra, responsabile filiere e politiche agroalimentari di Legambiente Al via la collaborazione tra Conapi (Consorzio nazionale apicoltori) e Legambiente con l’obiettivo principale di sensibilizzare sull’importanza delle api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale e sui principi dell’agricoltura biologica. A sancire l’impegno reciproco l’avvio del progetto Api e orti, nato con la collaborazione dell’Università di Agraria
Al via la collaborazione tra Conapi (Consorzio nazionale apicoltori) e Legambiente con l’obiettivo principale di sensibilizzare sull’importanza delle api come bioindicatori dell’inquinamento ambientale e sui principi dell’agricoltura biologica. A sancire l’impegno reciproco l’avvio del progetto Api e orti, nato con la collaborazione dell’Università di Agraria di Bologna e attivo in tre città pilota: a Milano e a Potenza negli orti urbani e sociali di Legambiente e a Bologna presso l’area Caab-Fico.
Riqualificazione territoriale, coinvolgimento dei cittadini (giovani e meno giovani), bellezza, recupero dei beni naturali e artistici, stop al consumo di suolo, socializzazione, risposta a emergenze climatiche ed economiche: sono le parole chiave dei progetti sugli orti urbani avviati da Legambiente negli ultimi anni. Per dare concretezza agli obiettivi della collaborazione, il progetto pilota Api e orti prevede il monitoraggio delle api negli orti di Legambiente da parte dei volontari dell’associazione.
Le famiglie di api collocate in questi luoghi saranno controllate e analizzate dalla primavera all’autunno inoltrato, per valutarne la salute in ambiente urbano, attraverso analisi di laboratorio in grado di individuare anche sostanze tossiche introdotte nell’ambiente. Accanto all’attività di monitoraggio, continueranno tutte le attività di sensibilizzazione ed educative che ormai da tempo caratterizzato gli spazi negli orti urbani gestiti da Legambiente insieme ad altre associazioni.
Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita. La frase attribuita ad Albert Einstein è un avvertimento da non sottovalutare. L’apicoltura è un settore importante dell’agricoltura, eppure negli ultimi anni di api e di apicoltura si parla molto e purtroppo in relazione ai fenomeni distruttivi che hanno colpito questo insetto. Senza il lavoro delle api, le coltivazioni agrarie non avrebbero modo di diffondersi e la nostra stessa sopravvivenza sarebbe in pericolo, visto che buona parte del cibo che consumiamo dipende, direttamente o indirettamente, dall’opera di impollinazione. Le api sono straordinarie ed efficacissime impollinatrici e si è calcolato che circa il 70 per cento delle piante commestibili abitualmente consumate dall’uomo dipendano dall’azione impollinatrice degli insetti pronubi tra i quali l’ape è in assoluto il più efficiente.
Ma sono anche meravigliose alleate dell’uomo, ecco perché di loro si parla. Attraverso il loro stato di salute possiamo misurare il grado di salubrità delle territorio in cui vivono e in cui viviamo: pochi sanno che nella Terra dei fuochi vengono utilizzati sciami di api per valutare la presenza di veleni nell’ambiente. Il loro raccolto di polline, molto più del miele, è in grado di raccontarci quanti veleni l’uomo ha distribuito, ecco perché le api possono essere straordinarie alleate in grado di segnalarci il livello d’inquinamento ambientale inducendoci a fare scelte, non più rinviabili, per difendere l’ambiente, la nostra stessa vita e il futuro del pianeta, dall’aggressione incontrollata della chimica.
L’apicoltura è intimamente legata alla tutela dell’ambiente e della salute ed è un indicatore dei mutamenti climatici e della diffusione di pratiche agricole basate sul rispetto dei principi agroecologici. A partire dai primi anni duemila sono stati introdotti pesticidi di nuova generazione, tra i quali i neonicotinoidi. Nel 2008, in Italia si è verificata la prima massiccia moria di api, con la scomparsa in diversi areali del nord e centro Italia di oltre la metà del patrimonio apistico. Interi apiari si sono improvvisamente svuotati, centinaia di migliaia di api sono state sterminate, proprio a partire dall’inizio della stagione del raccolto. La comunità degli apicoltori è immediatamente corsa ai ripari, attivando tutti gli strumenti di conoscenza e studio, e in breve tempo si è giunti alla conclusione che proprio la concia dei semi di mais con neonicotinoidi aveva determinato la strage.
L’evidenza della relazione tra uso di neonicotinoidi e moria delle api ha indotto il governo a limitarne l’uso. Di sospensiva in sospensiva sono stati raggiunti alcuni obiettivi in merito alle possibili restrizioni nell’uso di queste sostanze, come l’emendamento approvato dalla Francia che vieta l’utilizzo di tutti i pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi a partire dal 1 settembre 2018, ritenuti responsabili della moria di api, ma in Italia e in Europa manca ancora uno stop definitivo. Per questo bisognerà aspettare la fine dell’anno, quando la Commissione europea, insieme agli stati membri e lo Standing commitee on plants, animals, food and feed (Paff committee) decideranno sulla sospensione definitiva dei neonicotinoidi (clothianidin, impidacloprid e thiamethoxam). Una scadenza da seguire attentamente, chiedendo fin da subito un ruolo attivo da parte dell’Italia in Europa.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nel 2025 macellati circa 23mila esemplari, ma i cittadini li considerano sempre più animali d’affezione. Ecco due proposte di legge per dire basta.
Forestami, progetto di forestazione urbana nella Città metropolitana di Milano, ha ricevuto alla Cop17 il premio World restoration flagship delle Nazioni Unite, che riconosce progetti impegnati nel recupero di aree ecologicamente degradate.
Salgono a 5 le Regioni che hanno approvato un provvedimento sul suicidio assistito, nell’attesa che il Parlamento ne vari una a livello nazionale.
Per colmare il divario con i target Ue sulle batterie esauste, parte una campagna di comunicazione di Erion Energy tra gironi danteschi e dialetti locali.
Come una pensilina crollata a Novi Sad ha terminato l’era del presidente Vučić e creato un movimento politico.
Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
La ricerca di Eoliann mostra la fragilità delle reti energetiche e di comunicazione: senza interventi la prospettiva è quella di un’Italia a intermittenza.
Il vincitore assoluto è il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi con un’immagine di un’elefantessa. Le 100 foto si possono ammirare a Milano dal 20 novembre al 7 febbraio, al Museo della Permanente.
L’Ong Human Rights Watch denuncia una strategia di repressione in Turchia contro gli attivisti per il clima, in vista della Cop31 di Antalya.


