Nel suo quarto discorso "State-of-the-state", il Repubblicano Arnold Schwarzenegger ha annunciato stanziamenti per 43,3 miliardi per scuole, carceri e infrastrutture, battendo tutti i record. "Siamo l'equivalente moderno delle antiche città stato, Atene e Sparta. La California ha le idee di Atene e la forza di Sparta - ha dichiarato Schwarzenegger, il cui primo ruolo cinematografico in effetti fece Ercole - possiamo guidare la California nel futuro e mostrare alla nazione e al mondo la rotta per rincorrerlo"...
Non potrà partecipare alla corsa per divenire presidente degli Stati Uniti - essendo nato in Austria - ma questo discorso rivela la sua impazienza verso la "paralizzata" politica di Washington e la voglia d'influenzare l'intera nazione e perfino la sua politica globale. In tema di assicurazioni sanitarie obbligatorie per tutti i 6.5 milioni di residenti; in tema di cultura e innovazioni tecnologiche (Hollywood e la Silicon Valley sono lì); e in tema di ambiente.
La lettura di queste righe potrà suggerire un sorriso - il nerboruto ex-culturista che ordina: "fate i tetti fotovoltaici lì!" "Tagliate i gas serra qua!" "Le pale eoliche sì, se non ci sbattono gli uccelli" "Spianiamo la strada, qui". E l'immagine non si discosta dal vero. Schwarzenegger ha varato un piano per ricoprire di pannelli fotovoltaici tutte le nuove case. Ha autorizzato nuovi impianti eolici assicurandosi che non disturbassero le migrazioni e la vita degli uccelli.
Ha annunciato che firmerà un "executive order" per obbligare le case automobilistiche a ridurre di un ulteriore 10% le emissioni di CO2 derivanti dai trasporti, entro il 2020. E infine, ha appoggiato una raffica di misure legislative per tagliare le emissioni di gas serra del 25% sempre entro il 2020 - anche se l'amministrazione di George W. Bush s'è sempre mostrata scettica e ostruzionista sul tema. "Un'area in cui urge 'cambiare il clima' definitivamente è il comportamento del governo nazionale sul riscaldamento globale". E ha concluso "fateci spianare la strada, per gli USA, la Cina, e per il resto del mondo". Chi avrà il coraggio di disobbedire?
Stefano Carnazzi