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Pubblicato il 02-04-2007
I misteri dell'aria di casa

Gas di scarico delle auto e fumi delle caldaie: questo è lo smog, nell’immaginario collettivo. Non pensiamo mai che in ambienti come la casa e l’ufficio l’aria possa essere più inquinata di quella esterna. Invece è proprio così.

La maggior parte della popolazione urbana trascorre dal 90 al 95% del proprio tempo in luoghi chiusi, dove gli agenti nocivi possono essere molti: formaldeide da legno trattato e truciolare, composti volatili da prodotti chimici per la pulizia della casa, pollini, acari e muffe, ma anche fumo di sigaretta e gas di combustione dei fornelli.

I diversi disturbi causati dall’inquinamento indoor  sono raggruppati sotto il nome di Sick Building Syndrome (SBS): si tratta di irritazioni agli occhi, mal di testa, nausea, torpore, sonnolenza, che spariscono non appena si esce dal luogo in questione.

Alla SBS si aggiungono la Building Related Illness (BRI),  disagio legato alle sostanze contaminanti presenti negli ambienti interni, e la Multiple Chemical Sensitivity (MCS), ossia l’impossibilità di tollerare un ambiente chimico o una classe di sostanze chimiche.

Che fare, dunque, per migliorare l’aria negli ambienti chiusi ed evitare disagi per la salute?

È sufficiente aerare le stanze almeno un’ora al giorno, usare panni elettrostatici per togliere la polvere, adoperare meno sostanze chimiche per la pulizia della casa.

E infine sfruttare le potenzialità di alcune piante, come ad esempio filodendro, aloe vera e dracena, per assorbire naturalmente gli inquinanti dell’aria (ne basta una ogni 9 mq).

Ecco altri piccoli suggerimenti e informazioni utili:

  1. Usare i sacchetti di lavanda o i trucioli di cedro per profumare gli armadi. Le palline bianche di naftalina possono provocare emicranie, nausea, sindrome da affaticamento.
  2. Scegliere mobili in legno massello italiano, il meno possibile trattati, fabbricati con legname controllato. I mobili "etnici" possono essere, infatti, trattati con sostanze chimiche (si parla addirittura di DDT…) che, oltre ad evitare formazione di funghi e proliferazione di batteri, si diffondono nell’ambiente domestico. 
  3. La stessa cosa vale per i pannelli in truciolato, tenuti insieme da colle che rilasciano, gradualmente, formaldeide nell'ambiente.
  4. Laddove non fosse possibile un ricambio naturale dell’aria si possono utilizzare dei filtri, costituiti da materiali naturali assorbenti (come i carboni attivi, che riducono le concentrazioni di inquinanti) e apparecchi condizionatori.
  5. Contro le polveri sottili, che arrivano dall’esterno attraverso la suola delle nostre scarpe e che si depositano sugli arredi, è consigliabile sfregare bene i piedi sullo zerbino prima di entrare in casa.
  6. Contro le muffe e i funghi che possono formarsi in bagno o in cucina: stendere i panni ad asciugare fuori, o con le finestre spalancate e assicurarsi che non vi siano perdite d'acqua.
  7. In ufficio, sistemare stampanti laser, fotocopiatrici, macchine termiche lontano dalle scrivanie o dagli ambienti lavorativi, o ancora in apposite stanze ventilate.
  8. Le piante come l'areca palmata, filodendri, ficus, felci, dracena, edera, dieffenbachia, capaci di assorbire forti quantità di molecole volatili nell'aria, sono utili anche per combattere le allergie da polline!
  9. Il comune "tronchetto della felicità" ha un’azione fenomenale contro la formaldeide e il benzolo (ne assorbe rispettivamente il 50 e il 52 per cento in un solo giorno).
  10. Meglio usare il meno possibile i mastici, che sono gomme o resine sciolte in solventi (toluene, xilene, pentano, nitropropano, benzene e stirene, idrocarburi), che per "funzionare" devono evaporare, rilasciando particelle chimiche nell'aria.

Insomma, bastano pochi accorgimenti per tirare un sospiro di sollievo.

Chiara Boracchi

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