
«Galeotto fu il documentario e chi lo produsse», verrebbe da dire parafrasando i versi del Sommo Poeta. Eppure, nel caso dell’iniziativa del “Live Earth”, è andata proprio così: dopo aver visto “An Inconvenient Truth”, il film di denuncia di Al Gore, Kevin Wall (già produttore del “Live 8”) ha deciso di organizzare con l’ex vice presidente americano e la sua “Alliance for climate protection” un evento musicale planetario per sensibilizzare il pubblico sui problemi ecologici, in particolare sul surriscaldamento della terra.
Il 7 luglio prossimo, infatti, si terranno in contemporanea mondiale sette concerti in altrettante parti del mondo, unite idealmente dalla musica messa a servizio della lotta contro l’inquinamento: Londra, Johannesburg, New Jersey, Rio de Janeiro, Sydney, Tokyo, Shanghai.
A latere di queste manifestazioni principali, altamente seguite dai mezzi di comunicazione, si svolgeranno anche una serie di altre iniziative locali, per un totale di 2 miliardi di spettatori stimati. Hanno già aderito ai sette concerti “maggiori” star del calibro di Madonna, Red Hot Chili Peppers, Genesis, Beastie Boys, Black Eyes Peas, Duran Duran (tutti attesi all’appuntamento londinese) e Roger Waters, Alicia Keys, Sheryl Crow, Smashing Pumpkins, Bon Jovi e perfino la reunion dei Police (annunciati per la tappa statunitense).
Per l’occasione, Wall ha fondato un’organizzazione ad hoc chiamata simbolicamente S.O.S., ma stavolta il famoso acronimo significa “Save Our Selves”, per evidenziare la pertinenza per ogni singolo abitante del globo del problema sempre più impellente della crisi climatica.
Il ricavato della vendita dei biglietti andrà ad associazioni ambientaliste, in primis a quella presieduta dallo stesso Al Gore.
Ovviamente, è evidente che una simile operazione abbia anche uno straordinario risvolto d’immagine per i big che vi parteciperanno: la coscienza ecologica è un valore che fortunatamente sta nascendo in un numero crescente di persone ma, proprio per questo, sta diventando interessante pure per il marketing...
Ciò nonostante, “Live Earth” rappresenta comunque un evento unico e importantissimo, che speriamo servirà davvero a far suonare un campanello d’allarme anche in coloro che finora non si sono resi conto che siamo tutti cattivi condomini di un edificio fatiscente chiamato pianeta Terra.
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