Quali sono state le notizie più importanti del 2023

Che si parli di politica, diritti o ambiente, il 2023 è stato un anno molto complesso. Abbiamo scelto le notizie più significative per il nostro futuro.

“Te lo ricordi il 2014?”. Qualcuno ha scritto così su X a inizio ottobre, di fronte all’ennesimo fatto eccezionale che stava sconvolgendo questo 2023 – nello specifico, l’attacco dell’organizzazione estremista palestinese Hamas contro Israele e il via all’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza.

Te lo ricordi il 2014 allude a quell’epoca tanto recente quanto a livello di percezione lontana, in cui i mesi dell’anno scorrevano in fin dei conti tranquilli, o quanto meno così ci sembrava. Come scrive Mattia Salvia in Interregno, “Nemmeno vent’anni fa, gli eventi capaci di produrre sull’Occidente un senso di shock e spaesamento erano tutto sommato ancora pochi: gli attacchi alle Torri Gemelle di New York l’11 settembre del 2001, certo. La grande crisi economica del 2008-2009, anche. In mezzo, un decennio circa in cui gli eventi sembravano susseguirsi a un ritmo normale: si verificava un fatto degno di nota, poi un altro, e in mezzo c’era tutto il tempo necessario a elaborarli”.

Le notizie che hanno caratterizzato il 2023 e che ci ricorderemo

Dalla pandemia da Covid-19 che ha travolto il 2020, passando dall’assalto a Capitol Hill, a Washington, nel 2021, fino alla guerra in Ucraina nel 2022, il nuovo decennio sembra essere un susseguirsi di eventi eccezionali da cui non si riesce nemmeno a prendere una boccata di ossigeno. E questo 2023 non ha voluto essere da meno. Abbiamo raccolto le notizie che hanno segnato l’anno che si sta concludendo, spaziando dai diritti umani all’ambiente, fino alla politica.

1. Il rischio genocidio del popolo palestinese a Gaza

Il 7 ottobre 2023 l’organizzazione estremista palestinese Hamas ha sferrato un attacco senza precedenti contro Israele, uccidendo circa 1.200 persone e prendendo in ostaggio centinaia di civili. Nel gito di poche ore Israele ha dato il via a un’offensiva militare via terra, aria e acqua contro la Striscia di Gaza. In due mesi e mezzo sono state uccise oltre 20mila persone, di cui il 40 per cento bambini. Circa metà degli edifici della Striscia di Gaza sono stati distrutti. Le Nazioni Unite hanno parlato di “rischio genocidio del popolo palestinese”.
Per approfondire: qui trovate gli aggiornamenti

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I palazzi distrutti dai bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza © MAHMUD HAMS/AFP via Getty Images

2. Il risultato della Cop28 di Dubai, la conferenza sul clima 2023

Luci e ombre. Speranze e disillusione. Polemiche e sospetti. Il 13 dicembre 2023 la ventottesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, la Cop28 di Dubai, si è conclusa dopo trattative estenuanti che hanno portato ad un testo che ha una caratteristica indiscutibile: nei passaggi fondamentali, a cominciare da quelli relativi alla transizione energetica e al futuro delle fonti fossili, le parole scelte sono interpretabili. Il che lascia aperta ogni possibilità: dipenderà ancora una volta dai governi se il clima della Terra sarà tutelato o meno. E la prossima conferenza, la Cop29, si terrà in Azerbaigian.
Per approfondire: ascolta la puntata speciale del podcast News dal pianeta Terra

3. Cosa resta del Nagorno-Karabakh, dopo l’operazione dell’Azerbaigian

Il 19 settembre 2023 proprio l’Azerbaigian ha dato il via a un’operazione militare lampo contro il Nagorno-Karabakh, stato separatista situato in territorio azero ma abitato per la maggior parte da persone di etnia armena. Le autorità locali si sono arrese e la guerra che andava avanti da 30 anni, con un bilancio di circa 30mila morti, si è conclusa. Migliaia di armeni sono fuggiti dalle loro case per paura di subire violenze e discriminazioni da parte delle forze dell’Azerbaijan.
Per approfondire: il Nagorno-Karabakh è sull’orlo di una catastrofe umanitaria

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La fuga della popolazione armena dal Nagorno-Karabakh © DIEGO HERRERA CARCEDO/AFP via Getty Images

4. Gli incendi estremi in Canada, fomentati dalla crisi climatica

Tra luglio e agosto, il Canada è stato devastato da centinaia e centinaia di incendi giganteschi, che hanno bruciato milioni di ettari per settimane. In alcune zone, a lungo, i vigili del fuoco non sono stati in grado di domare i roghi. Migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case. Siccità e temperature alte hanno contribuito a generare e far crescere gli incendi: la “mano” dei cambiamenti climatici si fa sentire ovunque nel mondo.
Per approfondire: incendi estremi resi sette volte più probabili dai cambiamenti climatici

5. Cosa ci dice il sesto rapporto dell’Ipcc sul clima sul nostro futuro

Il 20 marzo è stato pubblicato il sesto rapporto dell’Ipcc (Ar6), il gruppo intergovernativo di esperti sul clima delle Nazioni Unite. Il documento sottolinea che, a temperature più basse, gli impatti sono più forti di quanto si credesse. E conferma che è fondamentale agire subito e perseguire l’obiettivo di limitare la crescita della temperatura media globale ad un massimo di 1,5 gradi centigradi, rispetto ai livelli pre-industriali, come previsto dall’Accordo di Parigi.

Una sessione dell'Ipcc a Ginevra, nel 2019
Una sessione dell’Ipcc a Ginevra, nel 2019 © Fabrice Coffrini/Afp/Getty Images

6. La strage di migranti a Cutro, in Calabria

Il 26 febbraio un’imbarcazione con a bordo 180 persone migranti è naufragata a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Cutro, in provincia di Crotone. Sono morte almeno 88 persone, tra cui molti bambini. Frontex, l’agenzia di frontiera dell’Unione europea, aveva segnalato la presenza della barca alle autorità italiane, che però non sarebbero intervenute prontamente in soccorso delle persone in difficoltà.

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La carcassa dell’imbarcazione su cui si trovavano le vittime del naufragio di Cutro © ALESSANDRO SERRANO/AFP via Getty Images

7. La mappa europea dei Pfas, gli “inquinanti eterni”

Il 15 marzo una maxi-inchiesta mostra la mappa dei Pfas in Europa e in Italia: sono oltre 17mila siti contaminati per sempre. Ciò nonostante, la lobby cerca di evitare i divieti. Anche l’Italia è pienamente coinvolta, non solo in Veneto: il caso di Spinetta Marengo. I Pfas sono sostanze utilizzate in quasi tutti gli oggetti che utilizziamo quotidianamente, nonostante siano gravemente nocivi. E vengono chiamati “inquinanti eterni” proprio perché non c’è modo di eliminarli.
Per approfondire: come i Pfas hanno contaminato l’Italia

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L’esposizione della popolazione ai Pfas è stata finora sottostimata © Greenpeace

8. Il Giappone comincia il versamento nell’oceano delle acque contaminate di Fukushima

Il 4 luglio l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che fa capo alle Nazioni Unite, ha approvato il piano del Giappone che prevede il rilascio nell’oceano Pacifico di un milione di tonnellate di acqua contaminata da materiale radioattivo e ora contenuta nella centrale nucleare di Fukushima. La decisione arriva a dodici anni dal disastro nucleare causato dallo tsunami che ha colpito il Giappone.
Per approfondire: con il rilascio dell’acqua, Fukushima viene travolta ancora

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I serbatoi pieni di acqua contaminata dalla centrale nucleare di Fukushima © Kazuhiro NOGI / AFP via Getty Images

9. Il 2023 viene dichiarato l’anno più caldo di sempre

L’8 novembre, quando mancano ancora quasi due mesi alla fine dell’anno, gli scienziati spiegano che il 2023 è destinato a rimanere alla storia come l’anno più caldo mai vissuto finora dall’umanità, almeno da quando le temperature vengono registrate con regolarità. Il riscaldamento globale, figlio di un modello di sviluppo insostenibile basato sui combustibili fossili e dell’inazione dei governi per la transizione, sembra entrato nel vivo delle sue esternazioni estreme.

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L’anno 2023 diventerà l’anno più caldo mai registrato prima © Copernicus Climate Change Service/ECMWF

10. Una stagione di colpi di stato in Africa

Il 27 luglio un gruppo di militari ha fatto irruzione nel palazzo presidenziale del Niger, arrestando il presidente Mohamed Bazoum e prendendo il controllo del paese. Il 31 luglio in Sierra Leone la polizia ha arrestato un gruppo di alti ufficiali dell’esercito che stavano per rovesciare il presidente Julius Maada Bio. Il 30 agosto in Gabon i militari hanno estromesso il presidente rieletto, Ali Bongo Ondimba. L’Africa centro-occidentale è una polveriera per la fragilità delle sue istituzioni democratiche e per le difficoltà economiche, a cui si aggiunge un crescente sentimento anti-francese in chiave anti-coloniale.

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Sostenitori del colpo di stato in Niger © -/AFP via Getty Images

11. Le alluvioni estreme in Emilia-Romagna causano danni per 10 miliardi di euro

Nel mese di maggio gravissime alluvioni hanno colpito l’Emilia-Romagna che, per alcuni giorni, si è trasformata in una palude. Il disastro, senza precedenti per portata e dimensioni, ha fatto registrare 17 morti, oltre 20mila sfollati e cifre impressionanti: a Faenza l’acqua ha superato i 6 metri in altezza. La superficie di territorio del comune di Ravenna che è stata evacuata è pari a 10.873 ettari. I danni che si sono potuti contare, finora, ammontano a oltre 10 miliardi di euro. Un’enormità se confrontato allo stanziamento di meno di 1 miliardo di dollari promesso dalla comunità internazionale per il fondo sulle perdite e i danni, alla Cop28.

12. Il crimine di ecocidio è realtà in Europa (ma con un nome diverso)

Il 17 novembre, dopo lunghi negoziati, la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo che consente di fatto di inserire nel diritto europeo il concetto di ecocidio. Ancorché attraverso uno stratagemma lessicale e giuridico. Il testo introduce un’infrazione definita “qualificata” che punta a consentire di incriminare i casi più gravi.

Una manifestazione a favore del riconoscimento del crimine di ecocidio
Una manifestazione a favore del riconoscimento del crimine di ecocidio © Thierry Monasse/Getty Images

13. Il glifosato approvato di nuovo nel 2023, per altri dieci anni

Il 16 novembre, nonostante studi per lo meno contrastanti sugli impatti sanitari, e malgrado la divisione dei paesi membri, l’Unione europea ha deciso di autorizzare ancora una volta la vendita e l’uso di glifosato sui territori degli stati membri. La Commissione europea ha utilizzato una regolamentazione che le ha permesso di aggirare il mancato accordo sul tema da parte dei governi. Il glifosato è perciò autorizzato nuovamente per ben dieci anni.

Un flacone di Roundup, diserbante a base di glifosato prodotto dalla Monsanto
Un flacone di Roundup, diserbante a base di glifosato prodotto dalla Monsanto © Scott Olson/Getty Images

14. La Finlandia dalla neutralità alla Nato (e la Svezia?)

Il 4 aprile la Finlandia è diventata il 31esimo paese membro della Nato, mettendo fine a un regime di strettissima neutralità che durava dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il cambio di paradigma è avvenuto con l’invasione russa dell’Ucraina del 2022 e la volontà di tutelarsi da possibili aggressioni del Cremlino. E intanto proprio la guerra in Ucraina ha raggiunto una fase di stallo nel corso del 2023, segnato da episodi come la morte il 23 agosto del capo del gruppo Wagner, Evgenij Prigožin. Anche la Svezia vorrebbe entrare nella Nato, ma deve ancora superare lo scoglio della Turchia che non vede di buon occhio l’ingresso di Stoccolma perché ritiene che sostenga gruppi riconosciuti da Ankara come “terroristi”.

Finlandia
La bandiera della Finlandia viene issata nel quartier generale della Nato © JOHN THYS/AFP via Getty Images

15. Il nuovo presidente dell’Argentina è un anarco-capitalista

Il 10 dicembre Javier Milei si è insediato come nuovo presidente dell’Argentina. Milei è un economista di estrema destra che ha annunciato una rivoluzione ultra-liberista per combattere la recessione nel paese. Tra le sue proposte, chiudere la banca centrale, adottare il dollaro come valuta di corso legale, tagliare nettamente la spesa pubblica (da qui il suo uso simbolico della motosega). E poi sopprimere i diritti civili come l’aborto. A pochi giorni dal suo insediamento sono già iniziate le proteste di piazza.

Argentina
Il presidente dell’Argentina Milei con l’ormai iconica motosega © LUIS ROBAYO/AFP via Getty Images

16. L’iceberg più grande al mondo alla deriva

Alla fine di novembre, per la prima volta nell’arco di più di tre decenni, l’iceberg più grande del mondo si è spostato dall’Antartide. Denominato A23a, ha una superficie di quasi 4mila chilometri quadrati, poco meno della superficie della regione italiana del Molise. Gli scienziati stanno monitorando con attenzione la traiettoria: è plausibile che finisca nella corrente circumpolare antartica, per poi arenarsi nella Georgia del Sud.

17. Deforestazione in calo nel 2023 in Brasile, grazie a Lula

Da quando nel gennaio scorso si è insediato il nuovo presidente Lula, la deforestazione amazzonica in Brasile ha subito una frenata. Lula lo aveva promesso in campagna elettorale e i dati usciti nelle scorse ore confermano un’inversione di tendenza nella deforestazione rispetto al periodo critico dell’era di Jair Bolsonaro. Ad aprile sono andati persi 329 chilometri quadrati di foresta, un numero sicuramente alto ma inferiore del 68 per cento a quello dello stesso mese del 2022. È ancora presto per parlare di un trend stabile, ma gli investimenti a tutela della foresta messi in campo da Lula in questi primi mesi di presidenza sembra stiano dando i loro effetti.

Amazzonia, Lula
Luiz Inacio Lula da Silva durante il summit di Belém per l’Amazzonia © Dado Galdieri/Bloomberg via Getty Images

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