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Il frutto della pianta di papaya cresce rapido e la sua polpa può essere gialla come il sole o rossa come il fuoco ma sempre straripante di energia vitale. Per la sua dolcezza, Cristoforo Colombo la definì frutto degli angeli.
In termini di ingredienti vitali questo frutto è una vera e propria miscela esplosiva. Nella sua polpa si racchiude, oltre agli innumerevoli enzimi, una gran quantità di betacarotene, provitamina A, Vitamina C, vitamina K e alcune vitamine del gruppo B, sali minerali quali potassio, calcio, ferro, magnesio, fosforo, oltre a bioflavonoidi, pectina, oli volatili e tannini.
I frutti della pianta di papaya possono essere ovali o arrotondati, altri con forma più allungata simile a quella di una grossa pera. Il frutto acerbo è duro, di colore verde e ricco di lattice bianco ma, rispetto a quello maturo, è ricchissimo di enzimi come la cisteina proteinasi, enzima che il nostro corpo utilizza nella digestione delle proteine, oltre alla chimopapaina e papaialisozima, enzimi che servono inoltre al frutto come difesa dai parassiti durante il processo di maturazione.
Ma come assumerla e quali sono le ricette per mantenere inalterati i principi attivi e poterne beneficiare totalmente? Mangiata tal quale, in piena maturazione, ha un sapore dolce e gradevole ma può essere utilizzata per la preparazione di bevande anche in associazione ad altri frutti.
A colazione o merenda succhi di papaia e pera, papaia e ananas, papaia e arancia, papaya e melograno per una bomba di antiossidante o frullata con banana e pesca per un pieno di potassio. A scelta e per rendere il frullato più sostanzioso aggiungere dei datteri o dell’uva passa e a piacere aromatizzare con vaniglia. Come contorno, la papaya verde rende la carne più tenera e digeribile. Privata dei semi può essere aggiunta alla carne anche in cottura, perché utilizzata in questo modo è un ottimo complemento per i piatti di pesce e per quelli ricchi di proteine e grassi difficili da digerire.
In molte ricette la polpa è utilizzata per la preparazione di salse con aggiunta di limone, peperone dolce, miele o per chi vuole renderla piccante anche del peperoncino macinato ed aromi a piacere.
Altre salse dolci con mela, banana e cannella vengono proposte per sane colazioni, ideali anche per i bambini. Anche in questo caso la salsa frullata può essere arricchita con frutta secca. Nella cucina popolare indiana i fiori vengono cotti al vapore in latte e burro per stimolare l’appetito nei bambini inappetenti, deboli e svogliati. Inoltre nell’Ayurveda, la papaia è consigliata per mantenere in equilibrio i tipi costituzionali Vata e Pitta. Gradevoli i pezzetti di papaya candita che possono essere aggiunti al muesli per la prima colazione o consumati come spuntino spezza fame.
Nella cucina tradizionale potete unirla alle vostre insalate, vegetali o di pesce, utilizzarla nella preparazione di creme per torte che risulteranno gradevoli e molto più digeribili, fresca a fette sopra ad una crostata, aggiunta alle vostre macedonie o utilizzata per preparare marmellate. Ottima per la preparazione di torte o pane dolce, simile a quelli fatti con banane –il famoso banana bread– o albicocche. In molte ricette per la realizzazione dei prodotti da forno viene utilizzata in purea o piccoli pezzi con aggiunta di noci, fichi e spezie. E per la stagione calda non farsi mancare il sorbetto preparato mescolando la polpa matura di papaya con acqua, zucchero di canna e limone prima di essere posizionato in freezer per la gelatura. Gustarlo semplice o accompagnato da frutta fresca di stagione.
Antinfiammatoria ad ampio spettro, la papaya è considerata un buon alcalinizzante, in grado quindi di ripristinare l’equilibrio acido-basico dell’organismo ed è consigliata nei casi di problematiche digestive, acidità o reflusso. Ottimo antiossidante, viene utilizzata per prevenire malattie cardiovascolari e arteriosclerosi, utile come rinforzante del sistema immunitario ed importante sostegno nelle patologie più gravi come il cancro e il Parkinson. Chi non ricorda la somministrazione da parte di Luc Montagnier, premio nobel per la medicina nel 2008, a Papa Wojtyla? Il pontefice riuscì a sostenersi per un lungo periodo con integratori a base di papaya prescritti dal famoso medico francese.
Inoltre la papaya ha un effetto benefico sulle nostre ghiandole endocrine ed esocrine. Sono stati valutati ottimi risultati su timo, ovaie, corpo luteo, milza, ghiandole linfatiche, fegato e ghiandole surrenali. Interessanti effetti positivi nei casi di micosi, parassitosi intestinale e stanchezza cronica.
Diversi studi hanno dimostrato che la polpa di papaia è un utile coadiuvante intestinale sia in caso di stipsi che per la normalizzazione di feci troppo liquide, serve solo variare il dosaggio. Un aiuto prezioso anche in caso di colon irritabile con un miglioramento del dolore e del gonfiore. Nei casi in cui è necessaria l’assunzione di alte concentrazioni di papaya, consumarla come alimento può non essere sufficiente. In commercio esistono quindi ottimi integratori che garantiscono questa esigenza.
Il fiore di papaya viene inoltre utilizzato nella preparazione dell’essenza australiana “Paw-paw”, rimedio ideale quando una persona è in difficoltà nel prendere le maggiori decisioni della sua vita, donando concentrazione e chiarezza di pensiero e per gli studenti sempre impegnati ad assimilare ed integrare nuove nozioni.
L’unica attenzione riguarda l’uso dei semi. In alcuni paesi vengono usati come contraccettivo e a tale scopo le donne li masticano. Attenzione però, perché assumere semi o il frutto della papaya acerba in gravidanza può causare l’aborto e alcuni recenti studi sostengono che il consumo eccessivo di semi può causare sterilità.
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