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Un impegno a Misura d’ambiente

Dalla pasta in confezioni di bioplastica ai progetti di riforestazione in tutta Italia: il percorso del marchio Misura verso la sostenibilità.

Packaging sostenibile, riforestazioni, materie prime da filiere sostenibili, energie rinnovabili e lotta allo spreco: è attraverso queste azioni e obiettivi che Misura, marchio del Gruppo Colussi da sempre al lavoro per migliorare il benessere delle persone attraverso l’alimentazione, ha scelto di impegnarsi anche per l’ambiente. Si tratta di cinque passi verso la sostenibilità riuniti sotto lo slogan A Misura d’Ambiente per contribuire alla rivoluzione green oggi più che mai necessaria. Molti degli equilibri naturali, infatti, si sono spezzati e le nostre azioni, a partire da cosa mettiamo nel carrello della spesa, sono fondamentali per determinare il futuro del Pianeta: per questo Misura ha iniziato il suo cammino per aiutare i consumatori a fare scelte sostenibili.

Packaging innovativi per dimezzare la plastica

Entro il 2020 Misura eliminerà da alcune linee di prodotti due milioni e mezzo di confezioni di plastica (pari a 22 volte la superficie di piazza Duomo a Milano), con una riduzione del 52 per cento delle tonnellate immesse sul mercato rispetto al 2019. I packaging di plastica della pasta integrale e degli snack della linea Natura Ricca sono sostituiti con confezioni fatte di materie prime di origine vegetale come mais e cellulosa, che si possono gettare nell’umido e che, raccolte e trattate, diventano compost per fertilizzare il terreno. È la prima esperienza in assoluto di sostituzione degli incarti di plastica per prodotti da scaffali con materiali compostabili senza perdere in qualità e integrità degli alimenti, nata da due anni di collaborazione tra Misura e Novamont, con il contributo scientifico dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Tra il 2022 e il 2023, l’incarto biodegradabile e compostabile sarà esteso poi ad altri prodotti del marchio Misura per una riduzione complessiva del 79 per cento di tonnellate di plastica che venivano utilizzate fino allo scorso anno.

Dalla parte delle foreste

Dove non è possibile utilizzare la bioplastica, la plastica è sostituita con carta certificata Fsc: la materia prima utilizzata per produrla deriva da una filiera di approvvigionamento verificata a tutela delle foreste, delle popolazioni e della biodiversità che le abitano. Il primo esperimento ha riguardato le ciambelline Fibrextra con gocce di cioccolato, con il 30 per cento di plastica in meno nel packaging, mentre si pensa di estendere questa innovazione a gran parte della linea merende. Dove prima c’erano carta e cartoncino non certificati, da ora ci sono carta e cartoncino certificati Fsc. Grazie alla sostituzione con carta certificata, sono stati risparmiati circa 28milioni di confezioni di carta convenzionale rispetto al 2019. Non solo tutela delle foreste esistenti, ma anche nascita di nuove: Misura ha deciso anche di finanziare dieci progetti di riforestazione (promossi da amministrazioni cittadine, gruppi di quartiere, università o aree protette) da nord a sud in nove regioni d’Italia, in particolare nelle città di Torino, Milano, Pordenone, Sant’Arcangelo di Romagna, Palo Laziale, Roma, nel parco nazionale del Vesuvio e in quello del Gargano, infine, sui calanchi di Matera. In totale, saranno messi a dimora 13.400 alberi, per un totale di 9.380 tonnellate di CO2 assorbita nel corso della loro vita, il che significa più spazi verdi per la fauna, più contatto con la natura per noi, aria e acqua più pulite e riduzione del rischio di dissesto idrogeologico, risanamento dei suoli e città più vivibili.

Il bosco di Palo Laziale
L’antico bosco di Palo Laziale che Misura contribuirà a riforestare © www.misura.it

Una filiera di valori condivisi

L’impegno di Misura verso la sostenibilità coinvolge tutta la filiera in una condivisione di valori. Misura sta mettendo a punto una serie di regole per i fornitori che a partire dal 2021 permetteranno di applicare misure per la salvaguardia delle api, per la progressiva diminuzione della chimica in agricoltura, per la rotazione delle colture così da combattere l’impoverimento dei suoli. Un progetto che richiederà tempo ma che andrà a favore della biodiversità, della tracciabilità e di ingredienti di qualità che rispettano l’ambiente e il benessere animale come il grano 100 per cento italiano utilizzato per produrre la semola integrale ricca di fibre o le uova italiane provenienti da galline allevate a terra.

Campo di grano
Misura punta a una filiera interamente sostenibile © Ingimage

Energie rinnovabili, meno trasporti e lotta allo spreco

Per i consumi elettrici necessari alla produzione delle referenze, dal 2019 Misura non usa più combustibili fossili, alimenta gli stabilimenti e gli impianti con energia certificata al 100 per cento da fonti rinnovabili con un risparmio di oltre 6.500 tonnellate dei gas che provocano i cambiamenti climatici. Nello stabilimento di Fossano, Cuneo, ad esempio, è stato installato un impianto fotovoltaico che fornisce l’82 per cento dell’energia necessaria per produrre la pasta integrale Fibrextra. Inoltre sono state diminuite le dimensioni degli imballaggi così da ridurre la quantità di camion che trasportano i prodotti; sono state ridotte anche le distanze percorse dai mezzi grazie a una modifica, nel 2016, del network distributivo. È dal 2017, invece, che Misura collabora con Banco Alimentare contro lo spreco di cibo: i prodotti invenduti, ma ancora buoni per il consumo, vengono destinati al progetto “No Hungry” a favore delle mense e delle persone in difficoltà. Nei primi cinque mesi del 2020 Misura ha consegnato al Banco Alimentare più di 1 milione e mezzo di colazioni e l’obiettivo è quello di aumentare ulteriormente le porzioni donate.

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